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Annal Carderi -
psicologa |
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L’insonnia è un problema
largamente diffuso nelle società consumistiche.
Estenuanti turni di lavoro, lunghi viaggi (sindrome del jet lag), cambi
di stagione, stress (separazione, lutti, problemi familiari, perdita del
lavoro), ansia e depressione, malattie di diversa natura (uremia,
pellagra, tenia, tireotossicosi, etc), intolleranza alimentare e forti
dolori sono tutti fattori che possono provocare insonnia.
Gli stessi eventi di vita positivi come può essere una vacanza, un
matrimonio, una promozione o un notevole successo personale, solo per
citarne alcuni, possono sfociare nell’insonnia.
Cofattori da non trascurare sono anche il dormire in ambienti nuovi (la
prima notte in albergo, ricoveri ospedalieri, etc.) orari di sonno
irregolari, eccessiva differenza tra il sonno infrasettimanale e quello
del weekend, uso eccessivo di psicostimolanti (caffeina, teina, cacao,
cola) alcol, nicotina e droghe (cocaina, anfetamina, ecstasy),
discussioni a letto, problemi legati ad un’insoddisfacente o ad una
intensa attività sessuale, ruminazioni a letto, inadeguatezza del letto
in cui si dorme, problemi legati alle condizioni della camera da letto
(temperatura, rumori, umidità, etc.) e inquinamento acustico.
La frustrazione che deriva dal non riuscire a dormire nonostante gli
sforzi determina il curioso fenomeno paradossale per cui, come sostiene
Bernt H. Hoffmann, (1980) chi vuol dormire alla fine rimane sveglio!
L’aiuto oltre che nell’uso di farmaci e nei rimedi fitoterapici (iperico,
menta, stramonio, lavanda, biancospino, aneto, etc), si può trovare nel
trattamento psicoterapeutico.
Sono diverse le tecniche che un buon psicoterapeuta può usare nel
trattamento dell’insonnia; tra queste vanno annoverate l’igiene del
sonno, il training autogeno, la psicoterapia, il rilassamento
progressivo.
Il Training Autogeno (vedi articolo) è utile per imparare gradualmente a
dormire. La sua pratica determina una commutazione autogena, un
cambiamento psicofisico globale, che produce modificazioni fisiologiche
e psichiche in noi stessi. Ne deriva una attenuazione degli stati
emotivi e dell’ansia, distensione, benessere ed equilibrio psicosomatico
che consente di ridurre e azzerare lo stress, le tensioni muscolari e
psichiche all’origine dell’insonnia.
Anche tecniche di biofeedback come la fototerapia e la cronoterapia
offrono una soluzione al disturbo.
La fototerapia consiste nell’esposizione mattutina per una o due ore
circa ad una luce di intensità di
almeno 2500 lux (quella del sole è di circa 7500 lux). Ciò consente di
sincronizzare nuovamente il ritmo sonno-veglia.
La cronoterapia si basa su un progressivo spostamento (in avanti o in
indietro) dell’orario di addormentamento di tre ore per volta, sino a
far coincidere il ritmo sonno-veglia con le esigenze di una normale vita
socio-relazionale. Nei casi di disturbo lieve del ritmo sonno-veglia si
può ricorrere al programma opposto, anticipando di 30-60 minuti l’ora di
dormire.
La cronoterapia può essere usata nella cura della sindrome da fase di
sonno ritardata, nel trattamento dei disturbi del sonno dei turnisti e
delle insonnie da disturbi del ritmo circadiano sonno-veglia.
All’uso di tecniche di rilassamento è utile abbinare un trattamento
psicoterapeutico che faciliti la
risoluzione di un particolare problema o pensiero fisso o altri tipi di
problemi legati alla sfera
personale del soggetto (preoccupazioni, lutti, perdite, abbandoni,
depressione) che possono essere alla base dell’insonnia e che, se non
affrontati e gestiti, potrebbero portare alla cronicizzazione del
disturbo stesso. In questi casi la psicoterapia costituisce un utile
strumento sia per supportare l’emotività legata a tali eventi, sia per
ristrutturare i pensieri e i comportamenti disfunzionali che causano
l’insonnia. In tal senso molto utile si rivela la psicoterapia
strategica ad approccio integrato, che si propone di sviluppare una
certa flessibilità con obiettivi e metodi orientati ad un miglior
consolidamento dei risultati rispetto ai problemi esistenziali del
soggetto insonne, in modo che il superamento del sintomo si integri nei
processi di cambiamento e di attivazione delle proprie risorse
personali. Tale approccio terapeutico, unito all’uso di una tecnica
efficace quale il Training Autogeno, può essere un valido contributo per
affrontare, gestire e risolvere l’insonnia. Inoltre, essendo l’insonnia
un problema comportamentale è trattabile anche con l’ipnosi.