Oggi
l’impotenza sessuale maschile può essere risolta anche in casi estremi:
quando il sangue arterioso non raggiunge a sufficienza i corpi cavernosi
per la necessaria rigidità (arteriopaptia), in caso di mancata
trasmissione dello stimolo per interruzione delle fibre nervose dopo
intervento per tumore prostatico o dopo incidente stradale. Infine la
classica malattie del pene, l’induratio penis plastica. Spesso
all’incurvamento del pene è associato deficit erettivo: in questi casi
il trattamento sarà costituito dall’impianto di protesi per consentire
una erezione associata alla correzione della curvatura. Tuttavia si
incomincia sempre con le “pastiglie dell’amore”. Se queste non sono
sufficienti, bisogna studiare attentamente il caso con la registrazione
delle erezioni notturne con il Rigiscan, ecocolordoppler dinamico del
pene, eventuali potenziali evocati e suggerire l’utilizzo delle punture
intracavernose di prostaglandine.
Le protesi
Solo successivamente e dopo aver avuto un colloquio con entrambi i
componenti della coppia, si consigliano le protesi peniene. In questo
campo l’industria e la ricerca hanno fornito allo specialista prodotti
sempre più sofisticati e molto più naturali. Si è passati dalle protesi
a volume fisso, a quelle a volume variabile.
Le prime sono meno costose (1,5-3 mila euro) ma costringono a convivere
con una costante rigidità peniena, a cui si ovvia posizionando il membro
verso l’addome, in basso, lato dx o sn , in modo che risulti “poco
evidente e poco ingombrante”. Le seconde superano i 7 mila euro,
funzionano mediante un sistema idraulico e per questo soggette, seppur
raramente, a guasti meccanici (meno dell’1%). Nel complesso però
risultano più fisiologiche in quanto consentono di ottenere l’erezione
prima del rapporto sessuale. Esse sono composte da due cilindri che si
inseriscono nei corpi cavernosi, una “pompetta”, situata nello scroto,
che serve per attivare e disattivare la protesi e il serbatoio,
posizionato nell’addome (protesi tricomponente). A volte il serbatoio fa
corpo con la pompetta (protesi bicomponente).
Poco prima del rapporto sessuale, azionando la pompetta nello scroto, si
consente ai due cilindri posizionati nel corpo cavernoso di dx e di sn,
di riempirsi di liquido proveniente dal serbatoio in addome e quindi di
raggiungere una ottima erezione. Da questo momento il rapporto procede
senza alcuna differenza rispetto ad una persona normale. Infatti dopo
l’impianto di protesi peniene la sensibilità del pene è perfettamente
conservata e anche l’eiaculazione è presente, assieme all’orgasmo.
Naturalmente c’è il vantaggio che se si desidera continuare il rapporto,
questo è possibile perché l’erezione è assicurata dalla protesi.
Comunque a fine rapporto la protesi può essere disattivata schiacciando
la porzione inferiore della pompetta e piegando i due cilindri. Nei
sistemi più sofisticati, come la protesi AMS Momentary Squiz, (AMS è
aziende laeder del settore) solo azionando un pulsantino, facilmente
identificabile, le protesi ritornano in condizione di riposo.
Al fine di evitare infezioni, le protesi di ultima generazione, sono
ricoperte di antibiotici che iniziano a rilasciare localmente subito
dopo l’intervento e per 28 giorni. Tutto ciò ha consentito di ridurre a
meno del 1% le infezioni degli impianti.
La soddisfazione della coppia
A parte rari casi, l’ impianto di protesi peniene, è stato sempre
giudicato soddisfacente per i rapporti sessuali. A questa, quasi sempre,
si è aggiunta anche la soddisfazione della partner. Addirittura, in
alcuni casi, è stato osservato il rifiuto della puntura intracavernosa
in favore proprio dell’impianto delle protesi.