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Dott. Edoardo
Pescatori |
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«Degli oltre 3 milioni di italiani che soffrono di disfunzione
erettile, più del 30 per cento non può essere curato con l’assunzione di
farmaci». In sintesi, non trovano risposta nelle “pillole
dell’amore” circa 900mila uomini, per un totale di quasi 2 milioni di
coppie italiane.
Edoardo Pescatori, responsabile dell’unità operativa di
andrologia dell’Hesperia Hospital di Modena, s’inserisce nel dibattito
aperto dall’appello della Sia (Società italiana di andrologia) che, il
15 maggio scorso, ha lanciato la campagna di sensibilizzazione
“Torna ad amare senza pensieri”. «Con questa campagna - ha
detto Vincenzo Gentile, presidente della Sia - s’intende
inviare un messaggio a tutti gli uomini che hanno perso la fiducia in se
stessi. Oggi vi sono diverse possibilità terapeutiche a disposizione che
permettono al paziente di tornare a vivere la propria vita sessuale con
sicurezza e spontaneità». Ma per 3 italiani su 10 i trattamenti
farmacologici non hanno nessun effetto: «Perché la disfunzione
erettile risponda al trattamento farmacologico - spiega Edoardo
Pescatori - è necessario che ci sia una funzionalità residua dei
tessuti del pene e che i collegamenti nervosi tra cervello e pene siano
intatti. Nel 30% degli uomini affetti da disfunzione erettile i farmaci
non funzionano perché manca una o entrambe queste condizioni».
Nessuna soluzione, dunque? «Le protesi peniene sono una soluzione
ottimale - continua lo specialista -, ma nonostante possano
risolvere definitivamente i problemi di erezione gravi, purtroppo molti
uomini non ne conoscono l’esistenza e, troppo spesso, anche medici non
specialisti non ne parlano ai propri pazienti, privandoli della
possibilità di un’opzione, a livello mondiale riconosciuta valida».
Stando ai dati relativi al 2006, su una stima per difetto di 400mila
uomini affetti da disfunzione erettile grave, in Italia sono stati
eseguiti 1.200 interventi di chirurgia protesica pari allo 0,4 per
cento: «È necessario sensibilizzare la popolazione maschile sulla
tematica - esorta Edoardo Pescatori - perché la protesi peniena è
una terapia che permette un elevato grado di soddisfazione sia per la
partner sia per il soggetto interessato che altrimenti non avrebbe altre
possibilità per recuperare una vita sessuale pienamente appagante. Le
moderne scoperte scientifiche, inoltre, permettono, grazie alle protesi
idrauliche, di avere un’attività sessuale identica a tutti gli altri
uomini. Particolare importante per quelle persone che hanno una vita
attiva e che possono trovarsi all’interno di uno spogliatoio o in doccia
assieme ad altri uomini. Va enfatizzato che gli interventi d’innesto di
protesi peniene deve essere eseguito da specialisti dedicati alla branca
medica dell’andrologia e in strutture idonee».
Le protesi peniene
Si distinguono in “non idrauliche” e “idrauliche”. Le prime sono i più
semplici: costituite da due cilindri di consistenza costante che
producono un’erezione di rigidità sufficiente alla penetrazione, ma
altresì tale da permettere la flessione del pene per essere riposto
negli slip. I modelli idraulici sono costituiti da due cilindri, un
dispositivo di controllo sottocutaneo a livello scrotale e un serbatoio
di liquido posizionato internamente (solitamente dietro l’osso pubico).
Si ha un sistema a circuito chiuso, dove il liquido viene trasferito ai
due cilindri per ottenere l’erezione e, sempre a comando manuale, viene
ritrasferito al serbatoio per ottenere la flaccidità. La protesi
idraulica permette di ottenere un’erezione di consistenza e aspetto non
distinguibile da un’erezione naturale.
Edoardo Pescatori. Classe
1960, nato negli Stati Uniti (Massachussets), laureato in Medicina e
Chirurgia all’Università di Padova, si è specializzato nel settore delle
disfunzioni sessuali maschili a Boston. Oggi, è responsabile del
Servizio di Andrologia dell’Hesperia Hospital di Modena e componente
dell’unità operativa di Andrologia del SISMER di Bologna. È’ associato
alle più importanti società italiane e internazionali del settore: SIA
(Società Italiana di Andrologia), SIU (Società Italiana di Urologia),
ESHRE (European Society Of Human Reproduction), ESSM (European Society
of Sexual Medicine) e ISSM (Internation Society of Sexual Medecine).
Autore di numerose pubblicazioni in materia di problemi sessuali
maschili e disfunzioni dell’apparato genitale maschile è co-direttore
scientifico del Giornale Italiano di Medicina Sessuale e Riproduttiva («GIMSeR»),
la rivista scientifica della Società Italiana di Andrologia. Info:
www.andrologiapescatori.it.