Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 16/04/2008

 

Come ridurre le difficoltà di parola dopo l’ictus


di Aldo Franco De Rose - aldofrancoderose@clicmedicina.it

Le difficoltà ad articolare le parole dopo l’ictus possono essere ridotte. E’ la prima volta ma è stato dimostrato chiaramente. Fra non molto sarà possibile migliorare la performance linguistica tramite stimoli esterni applicati ad un cervello danneggiato. Infatti, secondo un articolo pubblicato J Neurol Neurosurg Psychiatry 2008 (79: 451-3) sarebbe la stimolazione transcranica diretta a livello delle aree frontotemporali di sinistra a migliorare l'accuratezza con cui si associano nomi alle immagini nei pazienti con afasia post-ictus. A prescindere dai meccanismi alla base del processo, questo approccio risulta semplice, efficace ed economico, e potrebbe pertanto risultare utile nella gestione di questi pazienti. Attualmente però non vi sono prove che questi miglioramenti siano persistenti o abbiano un qualche impatto sulle capacità comunicative nella vita reale. Si tratta comunque di un buon inizio che sicuramente lascia ben sperare.
 


L’ictus in Italia


Nei Paesi industrializzati l’ictus è la terza causa di morte dopo le malattie del sistema circolatorio e le neoplasie e rappresenta la principale causa di invalidità. Recenti dati fanno inoltre ritenere che l’ictus stia diventando, o sia già diventato, addirittura la seconda causa di decesso nel mondo. In Italia l’ictus rappresenta la terza causa di morte: nel 2002 – ultimo dato disponibile dell’Istat – i decessi per ictus sono stati 65.204, confermandosi terza causa di morte dopo le malattie del sistema circolatorio (236.532) e i tumori (164.835). Ogni diecimila abitanti in Italia 8,05 hanno perso la vita per un ictus, un dato che lascia ben sperare visto che solo due anni prima il tasso era stato di 9,08. Più alto il tasso di decessi tra gli uomini che tra le donne ma per entrambi i sessi si registra un calo: gli uomini sono passati dal 10,58 ogni diecimila abitanti del 2000 al 9,54 del 2002; le donne sono passate dall’8,09 ogni diecimila abitanti del 2000 al 7,11 del 2002. La fascia d’età più colpita dai decessi per ictus è quella che va dai 60 anni in poi (63.163) e vede un calo rispetto al dato di due anni prima (65mila). In Italia, nel 2003, secondo il Ministero della Salute, i ricoveri per ictus sono stati 295.257 mentre quelli per postumi da malattie cerebrovascolari sono stati 15.278. Il maggior numero di ricoveri per ictus ha riguardato il sesso femminile (150.327).
 


Le cifre dei decessi per ictus, regioni a confronto


Nel 2002, ultimo dato disponibile, in Italia si sono avuti 8,05 decessi ogni diecimila abitanti. Di più in Sicilia (12,19); Campania (11,68); Calabria (9,55); Piemonte (9,20); Basilicata (8,92); Umbria (8,69); Toscana (8,17). Meno del dato italiano Molise (7,92); Sardegna (7,88); Puglia (7,79); Marche (7,69); Abruzzo (7,50); Lombardia (7,03); Liguria (6,94); Lazio (6,85); Emilia Romagna (6,74); Bolzano (6,32); Friuli Venezia Giulia (6,18); Valle d’Aosta (6,13); Veneto (5,90); Trentino Alto Adige (5,71); Trento (5,19).


Nel 2002 fra le donne in Italia si sono avuti 7,11 decessi ogni diecimila abitanti. Di più in Sicilia (11,07), Campania (10,97); Calabria (8,55); Basilicata (8,39); Piemonte (8,03); Puglia (7,31); Toscana (7,12). Meno del dato italiano Umbria (7,01); Marche (7,0); Sardegna (6,78); Abruzzo (6,57); Lombardia (6,22); Molise (6,09); Liguria ed Emilia Romagna (5,98); Bolzano (5,97); Lazio (5,76); Friuli Venezia Giulia (5,62); Veneto (5,03); Trentino Alto Adige (4,95); Valle d’Aosta (4,80); Trento (4,11).


Per quanto riguarda gli uomini, il dato italiano è 9,54. Di più in Sicilia (13,84); Campania (12,72); Umbria (11,38); Piemonte (10,97); Calabria (10,88); Molise (10,49); Toscana (9,76); Basilicata (9,66). Meno del dato italiano Sardegna (9,39); Abruzzo (8,81); Lazio (8,66); Marche (8,61); Liguria (8,53); Lombardia e Valle d’Aosta (8,52); Puglia (8,44); Emilia Romagna (7,89); Veneto (7,45); Trento (7,0); Friuli Venezia Giulia (6,97); Trentino Alto Adige (6,91); Bolzano (6,75).


I ricoveri per ictus, regione per regione. In Italia, nel 2003, i ricoveri per ictus sono stati 295.257. In particolare i ricoveri per ictus sono stati 41.284 in Lombardia; 27.581 nel Lazio; 27.137 in Sicilia; 26.286 in Campania; 25.481 in Emilia Romagna; 23.626 in Veneto; 21.790 in Toscana; 20.128 in Piemonte; 17.490 in Puglia; 10.033 nelle Marche; 9.264 in Calabria; 8.965 in Liguria; 8.382 in Abruzzo; 6.272 in Sardegna; 5.806 in Friuli Venezia Giulia; 5.180 in Umbria; 2.662 Bolzano; 2.594 in Basilicata; 2.386 Trento; 2.338 in Molise e 572 in Valle d’Aosta
 

 






 
 
 
 

  



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