Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 22/05/2008

 

Il futuro della sanità


“Il Futuro della Sanità” si propone come un’iniziativa d’eccellenza per promuovere e condividere la cultura dell’innovazione nel medicale.
Gli incontri, con cadenza quadrimestrale, sono un’occasione preziosa per discutere e analizzare casi di studio significativi e valutare nuove iniziative italiane e straniere in ambito medico-sanitario, volte a favorire lo sviluppo e l’innovazione.

Fulcro di tale iniziativa è ab medica S.p.A., azienda nata nel 1984 grazie ad Aldo Cerruti. L’Azienda è all’avanguardia nell’importare le tecnologie più avanzate in diversi settori del medicale e nel fornire consulenza e assistenza per una vasta gamma di dispositivi medici specialistici, di cui ha la distribuzione in esclusiva, con particolare attenzione alle tecniche più innovative e mini-invasive che riducono i rischi, i costi, i traumi post-operatori e la necessità di assistenza a lungo termine

L’incontro si è aperto con il benvenuto ai numerosi ospiti intervenuti da parte di Elena Benassi, Marketing Manager dell'azienda, al quale ha fatto seguito l’intervento di Aldo Cerruti. Il Presidente di ab medica ha chiarito le ragioni del secondo appuntamento de “Il Futuro della Sanità”, riassumibili nella volontà di promuovere un dialogo fra diverse professionalità del mondo medico-scientifico, dell’Imprenditoria, della Pubblica Amministrazione, della Cultura e dell’Informazione, con l’obiettivo di capire ed indirizzare l’evoluzione della sanità in Italia.

Nel corso della serata sono state affrontate diverse tematiche quali il problema delle infezioni ospedaliere, che affligge l’8,7% dei ricoverati, con una spesa presuntiva non inferiore a un miliardo di Euro e lo stato di avanzamento dei progetti di ricerca di ab medica.

L’analisi delle problematiche relative alle infezioni ospedaliere è stata affidata al Dottor Paolo Ferrazzi, Direttore del Dipartimento Clinico e di Ricerca Cardiovascolare degli Ospedali Riuniti di Bergamo.

Il Dottor Eugenio Quaini, consulente scientifico per i progetti di ab medica, ha illustrato lo stato di avanzamento dei progetti di ricerca dell’Azienda, le linee di sviluppo dell’innovazione ed il ruolo di questa nel promuovere e attuare progetti che indirizzino concretamente il “Futuro della Sanità”.

A conclusione degli interventi, il Presidente e Fondatore di Casaleggio Associati, Gianroberto Casaleggio, ha presentato i risultati del rapporto dal titolo “Il Settore della Sanità online in Italia”, che offre una panoramica dei servizi internet delle principali strutture ospedaliere italiane. A tutti i partecipanti ne è stata distribuita una copia.

Il problema delle infezioni ospedaliere
Intervento a cura del dottor Paolo Ferrazzi
Direttore Dipartimento Clinico e di Ricerca Cardiovascolare degli Ospedali Riuniti di Bergamo

Le infezioni negli ospedali continuano a rappresentare un problema rilevante per la Sanità Pubblica. Esse hanno infatti un impatto notevole sia in termini sanitari, data la elevata morbosità e mortalità associate, sia in termini economici per le giornate aggiuntive di degenza e gli interventi assistenziali necessari per la diagnosi ed il trattamento delle stesse.
Le infezioni ospedaliere rappresentano inoltre un importante e sensibile indicatore della qualità dell’assistenza prestata in quanto, ai tradizionali rischi legati a problemi di igiene ambientale, si associano quelli derivanti da comportamenti, pratiche professionali ed assetti organizzativi inadeguati.

Secondo i dati dell’OMS, l’8,7% dei pazienti ospedalizzati presenta un’infezione nosocomiale. In Italia un recentissimo studio policentrico ha evidenziato una prevalenza d’infezioni ospedaliere dell’8,7%, con una spesa presuntiva non inferiore a 1000 milioni di Euro.
Per realizzare programmi efficaci di prevenzione delle infezioni nosocomiali diventa necessario effettuare indagini sull’incidenza di tali infezioni, che risultano differenti da reparto a reparto e, soprattutto, da ospedale a ospedale. E’ inoltre fondamentale conoscere l’uso ed il consumo di farmaci antibatterici, che contribuiscono, se utilizzati in modo inappropriato, a creare l’aumento delle infezioni ospedaliere.
A tal proposito è importante sottolineare l’affermazione dell’OMS, che ha constatato come la prima causa di tali infezioni sia proprio l’antibioticoterapia o la chemioantibioticoprofilassi. Un’indagine conoscitiva, degli ultimi anni, ha dimostrato come la diffusione di programmi di sorveglianza e controllo della patologia nosocomiale sia tuttora carente in Italia.
Le infezioni ospedaliere costituiscono una sfida importante, sia per la comunità scientifica che per il SSN, dal momento che comportano plurime implicazioni per il cittadino sul piano della sicurezza e su quello deontologico ed economico. Pertanto, la conoscenza quantitativa e qualitativa dell’argomento, e conseguentemente l’applicazione di sistemi strutturati di sorveglianza delle infezioni ospedaliere, sono diventati attualmente un obbligo etico-professionale che si inserisce nel sistema più ampio di gestione del Risk Management.

Un’impostazione moderna alla soluzione del problema prevede alcuni provvedimenti essenziali:
1. presenza in tutte strutture sanitarie di un gruppo dedicato al controllo del rischio infettivo
2. formazione e presenza di personale qualificato, in particolare di infermieri
3. partecipazione di ogni struttura a programmi di sorveglianza del fenomeno
4. adozione di standard di comportamento comuni a tutto il territorio nazionale (es. lavaggio mani, isolamento pazienti infetti, adozione corretta dei mezzi di barriera, pulizia, disinfezione e sterilizzazione, procedure per l’utilizzo dei devices – cateteri, etc., profilassi vaccinale)
5. sistematica adozione ed attuazione di programmi di sorveglianza e controllo

Queste misure devono essere accompagnate anche da interventi edili impiantistici per rendere le strutture più adeguate ai moderni standard di assistenza.

Una reale svolta potrà avvenire con l’aiuto di strumenti normativi e di verifica ma soprattutto
attraverso una forte e costante azione a livello programmatorio ed organizzativo, un forte impegno scientifico e professionale ed una maggiore coscienza ed attenzione da parte degli utenti.


Gianroberto Casaleggio ha illustrato infine le potenzialità derivanti dalla creazione della prima rete sociale della sanità, il primo “Social Network” in Italia, un spazio di confronto continuo tra diverse personalità, nato per consolidare un movimento di opinione volto allo sviluppo dell’innovazione.
Il mondo specialistico e dell’utenza trarrà enormi vantaggi da un utilizzo lungimirante della “rete” quale strumento evoluto di comunicazione. In Italia ab medica è pioniere di questo progetto che ha lo scopo ambizioso di indirizzare, attraverso i suoi protagonisti, il futuro della medicina.
 

 






 
 
 
 

  



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