“Il Futuro della
Sanità” si propone come un’iniziativa d’eccellenza per promuovere e
condividere la cultura dell’innovazione nel medicale.
Gli incontri, con cadenza quadrimestrale, sono un’occasione preziosa per
discutere e analizzare casi di studio significativi e valutare nuove
iniziative italiane e straniere in ambito medico-sanitario, volte a
favorire lo sviluppo e l’innovazione.
Fulcro di tale iniziativa è ab medica S.p.A., azienda nata nel 1984
grazie ad Aldo Cerruti. L’Azienda è all’avanguardia
nell’importare le tecnologie più avanzate in diversi settori del
medicale e nel fornire consulenza e assistenza per una vasta gamma di
dispositivi medici specialistici, di cui ha la distribuzione in
esclusiva, con particolare attenzione alle tecniche più innovative e
mini-invasive che riducono i rischi, i costi, i traumi post-operatori e
la necessità di assistenza a lungo termine
L’incontro si è aperto con il benvenuto ai numerosi ospiti intervenuti
da parte di Elena Benassi, Marketing Manager dell'azienda, al
quale ha fatto seguito l’intervento di Aldo Cerruti. Il Presidente di ab
medica ha chiarito le ragioni del secondo appuntamento de “Il Futuro
della Sanità”, riassumibili nella volontà di promuovere un dialogo fra
diverse professionalità del mondo medico-scientifico,
dell’Imprenditoria, della Pubblica Amministrazione, della Cultura e
dell’Informazione, con l’obiettivo di capire ed indirizzare l’evoluzione
della sanità in Italia.
Nel corso della serata sono state affrontate diverse tematiche quali il
problema delle infezioni ospedaliere, che affligge l’8,7% dei
ricoverati, con una spesa presuntiva non inferiore a un miliardo di Euro
e lo stato di avanzamento dei progetti di ricerca di ab medica.
L’analisi delle problematiche relative alle infezioni ospedaliere è
stata affidata al Dottor Paolo Ferrazzi, Direttore del
Dipartimento Clinico e di Ricerca Cardiovascolare degli Ospedali Riuniti
di Bergamo.
Il Dottor Eugenio Quaini, consulente scientifico per i progetti
di ab medica, ha illustrato lo stato di avanzamento dei progetti di
ricerca dell’Azienda, le linee di sviluppo dell’innovazione ed il ruolo
di questa nel promuovere e attuare progetti che indirizzino
concretamente il “Futuro della Sanità”.
A conclusione degli interventi, il Presidente e Fondatore di Casaleggio
Associati, Gianroberto Casaleggio, ha presentato i risultati del
rapporto dal titolo “Il Settore della Sanità online in Italia”, che
offre una panoramica dei servizi internet delle principali strutture
ospedaliere italiane. A tutti i partecipanti ne è stata distribuita una
copia.
Il problema delle infezioni ospedaliere
Intervento a cura del dottor Paolo Ferrazzi
Direttore Dipartimento Clinico e di Ricerca Cardiovascolare degli
Ospedali Riuniti di Bergamo
Le infezioni negli ospedali continuano a rappresentare un problema
rilevante per la Sanità Pubblica. Esse hanno infatti un impatto notevole
sia in termini sanitari, data la elevata morbosità e mortalità
associate, sia in termini economici per le giornate aggiuntive di
degenza e gli interventi assistenziali necessari per la diagnosi ed il
trattamento delle stesse.
Le infezioni ospedaliere rappresentano inoltre un importante e sensibile
indicatore della qualità dell’assistenza prestata in quanto, ai
tradizionali rischi legati a problemi di igiene ambientale, si associano
quelli derivanti da comportamenti, pratiche professionali ed assetti
organizzativi inadeguati.
Secondo i dati dell’OMS, l’8,7% dei pazienti ospedalizzati presenta
un’infezione nosocomiale. In Italia un recentissimo studio policentrico
ha evidenziato una prevalenza d’infezioni ospedaliere dell’8,7%, con una
spesa presuntiva non inferiore a 1000 milioni di Euro.
Per realizzare programmi efficaci di prevenzione delle infezioni
nosocomiali diventa necessario effettuare indagini sull’incidenza di
tali infezioni, che risultano differenti da reparto a reparto e,
soprattutto, da ospedale a ospedale. E’ inoltre fondamentale conoscere
l’uso ed il consumo di farmaci antibatterici, che contribuiscono, se
utilizzati in modo inappropriato, a creare l’aumento delle infezioni
ospedaliere.
A tal proposito è importante sottolineare l’affermazione dell’OMS, che
ha constatato come la prima causa di tali infezioni sia proprio l’antibioticoterapia
o la chemioantibioticoprofilassi. Un’indagine conoscitiva, degli ultimi
anni, ha dimostrato come la diffusione di programmi di sorveglianza e
controllo della patologia nosocomiale sia tuttora carente in Italia.
Le infezioni ospedaliere costituiscono una sfida importante, sia per la
comunità scientifica che per il SSN, dal momento che comportano plurime
implicazioni per il cittadino sul piano della sicurezza e su quello
deontologico ed economico. Pertanto, la conoscenza quantitativa e
qualitativa dell’argomento, e conseguentemente l’applicazione di sistemi
strutturati di sorveglianza delle infezioni ospedaliere, sono diventati
attualmente un obbligo etico-professionale che si inserisce nel sistema
più ampio di gestione del Risk Management.
Un’impostazione moderna alla soluzione del problema prevede alcuni
provvedimenti essenziali:
1. presenza in tutte strutture sanitarie di un gruppo dedicato al
controllo del rischio infettivo
2. formazione e presenza di personale qualificato, in particolare di
infermieri
3. partecipazione di ogni struttura a programmi di sorveglianza del
fenomeno
4. adozione di standard di comportamento comuni a tutto il territorio
nazionale (es. lavaggio mani, isolamento pazienti infetti, adozione
corretta dei mezzi di barriera, pulizia, disinfezione e sterilizzazione,
procedure per l’utilizzo dei devices – cateteri, etc., profilassi
vaccinale)
5. sistematica adozione ed attuazione di programmi di sorveglianza e
controllo
Queste misure devono essere accompagnate anche da interventi edili
impiantistici per rendere le strutture più adeguate ai moderni standard
di assistenza.
Una reale svolta potrà avvenire con l’aiuto di strumenti normativi e di
verifica ma soprattutto
attraverso una forte e costante azione a livello programmatorio ed
organizzativo, un forte impegno scientifico e professionale ed una
maggiore coscienza ed attenzione da parte degli utenti.
Gianroberto Casaleggio ha illustrato infine le potenzialità derivanti
dalla creazione della prima rete sociale della sanità, il primo “Social
Network” in Italia, un spazio di confronto continuo tra diverse
personalità, nato per consolidare un movimento di opinione volto allo
sviluppo dell’innovazione.
Il mondo specialistico e dell’utenza trarrà enormi vantaggi da un
utilizzo lungimirante della “rete” quale strumento evoluto di
comunicazione. In Italia ab medica è pioniere di questo progetto che ha
lo scopo ambizioso di indirizzare, attraverso i suoi protagonisti, il
futuro della medicina.