Nei farmaci le speranze più prossime per la cura risolutiva della
fibrosi cistica? Nuovi importanti tasselli prodotti dalla ricerca più
avanzata ci dicono che quella farmacologica sembra essere la strada più
promettente. Dei significativi risultati ci parleranno a Verona,
nell'ambito del VI Seminario di Primavera promosso dalla Fondazione per
la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, esperti internazionali sul tema.
«Il Seminario di Primavera di quest’anno è completamente dedicato ad
un aggiornamento sui progressi di ricerca più recenti, orientati a
mettere a punto nuove strategie terapeutiche per la fibrosi cistica, con
particolare attenzione a quelle rivolte a correggere il difetto di base
della malattia. Nonostante il grosso investimento di ricerca fatto negli
ultimi 18 anni, dopo la scoperta del gene che causa la malattia, si sta
ancora segnando il passo nei confronti di strategie di cura puntate alla
radice della malattia stessa. - precisa il direttore scientifico
della Fondazione, prof. Gianni Mastella -
Nel frattempo, l’organizzazione assistenziale, con l’ottimizzazione
dell’impiego di terapie palliative, ha compiuto nell’ultimo ventennio
passi in avanti assai significativi, se è vero che l’aspettativa di vita
è andata aumentando, accompagnata da un sensibile miglioramento della
qualità di vita del malato.
Tuttavia, assistiamo proprio in questi ultimissimi anni ad un esplodere
di nuove proposte e nuove prospettive di cura, derivate da una migliore
conoscenza dei meccanismi patogenetici e dall’individuazione di nuovi
potenziali farmaci che la ricerca di base e preclinica ha sviluppato.
Alcuni di questi farmaci sono già pervenuti allo studio in vivo sul
malato e già si misurano per alcuni di essi risultati promettenti. Una
promessa è rappresentata da una molecola chiamata VX-770 , che fa parte
dei potenziatori della proteina difettosa, ed è stata messa a punto da
ricercatori americani. Anche in Italia ci si sta attivamente occupando
di queste nuove molecole attraverso progetti di ricerca finanziati dalla
Fondazione FFC, che hanno ottenuto risultati molto interessanti a
livello preclinico.
Si è pensato di offrire un panorama degli aspetti più significativi che
stanno emergendo e che rappresentano presumibilmente una solida premessa
ad innovazioni terapeutiche nei prossimi anni.
Si è voluto soprattutto render conto dell’enorme lavoro di ricerca che
sta sotto ai piccoli passi, evidenziando come il laboratorio e la
ricerca di base abbiano fatto acquisire le conoscenze indispensabili per
arrivare a proposte efficaci per il malato. Il quale non perde occasione
di esprimere al mondo della scienza la sua impazienza, talora la sua
sfiducia e comunque la sua difficoltà di attendere. Al punto da
ricorrere, anche pericolosamente in qualche caso, a cure alternative, a
dispetto della loro non ancora dimostrata efficacia e sicurezza.
Per questo intendiamo far conoscere il rigore e lo scrupolo metodologico
che guida il percorso di un farmaco, dalla molecola testata in
laboratorio, alla sperimentazione in vivo su animali, ai passaggi
graduali della sperimentazione sull’uomo, con particolare attenzione ai
suoi effetti utili ma anche ai possibili effetti avversi. Abbiamo
chiesto il contributo di tre eccellenti esperti, che rappresentano
l’arco delle competenze che si integrano nel percorso di ricerca: uno
scienziato di base (M. Amaral), un manager medico dell’industria
farmaceutica (G. Recchia) ed un ricercatore clinico (J. Wagener).»
WORKSHOP SUI MODELLI ANIMALI
Venerdì 23 maggio – sede FFC Ospedale Maggiore, P.le Stefani, 1
Il seminario è preceduto da uno speciale incontro di lavoro per coloro
che si occupano in Italia di ricerca CF. Il workshop farà il punto sui
cosiddetti “modelli animali”, impiegati in alcuni passaggi di ricerca
per migliorare le conoscenze sulla patogenesi della fibrosi cistica e
per valutare terapie sperimentali prima di passare agli studi sugli
umani.
L’incontro è anche finalizzato ad analizzare l’opportunità di
organizzare in Italia delle facilitazioni per poter mettere a
disposizione dei ricercatori modelli animali e competenze per operare
con essi. La Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica è intenzionata a
promuovere e supportare una tale iniziativa, con la convinzione che essa
possa contribuire ad accelerare ed ottimizzare i percorsi della ricerca
che ci sta a cuore.