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Alessandro Di
Gregorio |
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“Non cambia nulla. Ancora una volta veniamo presi in giro”.
E’ il commento dei ginecologi, che non considerano le nuove linee guida
un passo in avanti per la fecondazione assistita e la salute dei
pazienti.
Il dottor Alessandro Di Gregorio, alla guida dell’equipe del
centro ARTES di Torino che opera nel campo della riproduzione assistita
dal 1982, con il dott. Luca Gianaroli, direttore scientifico
della Sismer (Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione)
commentano con grande rammarico la notizia sulle nuove linee guida della
Legge 40 inserite sulla Gazzetta Ufficiale e fortemente volute dall’ex
Ministro Liva Turco.
“Si tratta dell’ennesima ingerenza del cattolicesimo nella vita laica
di questa nazione – spiega il dott. Di Gregorio - Queste linee
guida, oltre ad essere uscite con ritardo, mantengono il grave stato di
disagio delle coppie italiane che, nella condizione difficile della
fecondazione assistita, saranno costrette ad andare all’estero per poter
esaudire il sogno di avere un figlio. L’introduzione della diagnosi
pre-impianto non è una novità, soprattutto dopo l’esito delle varie
sentenze, su tutte quella del Tar del Lazio. La cosa più grave è che non
sia stata abolita la fertilizzazione di soli tre ovociti, regola che
continua ad essere onerosa per pazienti a bassa possibilità di successo
e per portatrici di malattie genetiche”.
Dello stesso parere il dott. Gianaroli, che aggiunge: “Saremo
nuovamente lo zimbello di tutto il mondo, perché non siamo in grado di
modificare le linee guida di una Legge che ha portato solo danni ai
pazienti infertili. Questa mancata occasione farà continuare a gioire
Paesi come la Spagna e la Jugoslavia che ormai ospitano le pazienti
italiane che vogliano procreare con fecondazione assistita. E sono
sempre più soldi che entrano nelle loro casse a scapito delle nostre”.
A.M.C.I disapprova l'ultimo atto a firma del Ministro Turco
A.M.C.I. - Associazione Medici Cattolici di Milano - disapprova senza
riserve l'atto compiuto dal Ministro uscente della Salute Livia Turco.
Firmare il decreto di aggiornamento relativo alle linee guida della
Legge 40- con un nuovo Parlamento da poco entrato nel pieno delle
funzioni - da parte di un Ministro membro di un governo dimissionario -
e prossimo alla sostituzione - dimostra la ferma e inequivocabile
volontà di provocazione.
Non vi era la necessità, la fretta di provvedere all'emissione di questo
decreto.
A.M.C.I. Milano è in totale disaccordo con l'atto firmato dal Ministro
non per motivi di schieramento partitico ma per motivazioni etiche
scientificamente comprovate.
Nello specifico A.M.C.I. Milano ritiene che con questo atto si sia
andati contro la volontà dei cittadini espressa in occasione del noto
referendum.
I Medici Cattolici di Milano manifestano una forte contrarietà nella
possibilità di effettuare diagnosi preimpianto la cui utilità è tutta da
dimostrare e il cui rischio per la vitalità dell'embrione è pienamente
evidenziato nella letteratura medica.
Le diagnosi preimpianto - al di là di quanto scritto nelle linee guida -
rimangono per noi una porta aperta verso l'eugenetica.