Parere
favorevole per l’utilizzo di atazanavir in combinazione con ritonavir
nei pazienti HIV mai trattati con farmaci antiretrovirali, espresso dal
CHMP - Comitato per la valutazione dei Medicinali per Uso Umano
dell’EMEA.
Il via libera del CHMP alla nuova indicazione per atazanavir/ritonavir,
nell’ambito di una terapia di combinazione, si basa sui risultati dello
Studio CASTLE, trial internazionale, multicentrico e randomizzato,
cui hanno preso parte anche importanti centri italiani e che ha
coinvolto 883 pazienti con HIV e naïve al trattamento.
Atazanavir/ritonavir, l’unico inibitore della proteasi once a day,
unisce a un’efficacia simile a lopinavir/ritonavir un miglior profilo di
tollerabilità e minori effetti collaterali gastrointestinali. Nei
pazienti naïve trattati con atazanavir/ritonavir è stato riscontrato un
più favorevole impatto sul profilo lipidico - con variazioni contenute
dei livelli di colesterolo totale, non HDL e trigliceridi - ed una
ridotta incidenza di effetti collaterali, quali episodi di nausea e
diarrea, tra le maggiori cause di interruzione della terapia.
Ora, dopo il parere positivo del CHMP, per l’inizio dell’estate si
attende l’approvazione definitiva della nuova indicazione da parte della
Commissione Europea per i 27 Paesi dell’Unione Europea.
Atazanavir, disponibile anche in Italia dal 2005, è già autorizzato nei
pazienti HIV positivi che hanno ricevuto precedente trattamento
antiretrovirale.
Lo studio CASTLE:
I dati del CASTLE, presentati al CROI (Conference on Retroviruses and
Opportunistic Infections) di Boston lo scorso febbraio, hanno dimostrato
che atazanavir, in combinazione con ritonavir ha un profilo di efficacia
simile a quello di lopinavir/ritonavir: l’endpoint primario dello studio
ovvero la carica virale di HIV non rilevabile (inferiore a 50 copie/mL),
è stato raggiunto dal 78% dei pazienti trattati con atazanavir 300 mg e
ritonavir 100 mg in once a day e dal 76% di quelli che avevano ricevuto
lopinavir 400 mg e ritonavir 100 mg due volte al giorno.