Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 23/05/2008

 

Emorroidi, un disturbo molto comune


Dott. Andrea Cariati - redazione@clicmedicina.it

Dottor Andrea Cariati -
Dirigente Medico Chirurgia Generale a indirizzo specialistico colon-retto-ano - A.O. San Martino, Genova

Le emorroidi sono ectasie del plesso emorroidario, cioè delle vene che circondano l’ano e rappresentano uno dei disturbi più comuni dell’umanità. Al di sotto dell’epitelio del canale anale c’è un fitto plesso vascolare che connette le arteriose alle venule senza interposizione di capillari; i vasi sono supportati dalle fibre muscolari longitudinali della tonaca sottomucosa che mantengono i cuscinetti vascolari nella metà superiore del canale anale. Ci sono tre cuscinetti a ore 3, 7 e 11.


La causa principale della malattia emorroidaria sembra essere la congestione e l’ipertrofia dei cuscinetti anali. I cuscinetti vascolari diventano congesti perché: non si svuotano rapidamente durante la defecazione o sono prolassati all’esterno dell’ano o sono intrappolati da uno sfintere ipertonico.


I sintomi della malattia emorroidaria sono rappresentati da: sanguinamento, dolore, tumefazione anale, prurito anale. Il sanguinamento viene spesso notato sulla carta igienica usata per pulirsi, a fine defecazione, il colore del sangue è rosso vivo, le feci non sono striate di sangue.


La malattia emorroidaria viene tradizionalmente classificata in quattro gradi.
Primo grado: cuscinetti vascolari che non scendono sotto la linea dentata durante il ponzamento.

Secondo grado: cuscinetti che protrudono al di sotto della linea dentata con il ponzamento, sono visibili all’esterno dell’ano e si riducono spontaneamente a fine defecazione.
Terzo grado: cuscinetti che protrudono all’esterno con il ponzamento e rimangono prolassati fino a che non vengono ridotti manualmente.
Quarto grado: cuscinetti anali ricoperti da mucosa, costantemente prolassati all’esterno e che non riescono a essere ridotti.


Complicanze: trombosi emorroidaria che si accompagna a forti dolori e la rottura dei cuscinetti con profuso sanguinamento.
La diagnosi si basa sulla clinica, l’esplorazione rettale e l’anoscopia. Nelle persone anziane, in presenza di sanguinamento o di disturbi dell’alvo è utile completare lo studio mediante una colonscopia atta a escludere altre cause di sanguinamento intestinale (polipi, diverticoli, carcinomi, coliti).


Il trattamento prevede l’utilizzo di farmaci e pomate per le forme iniziali e non complicate, nelle emorroidi di secondo grado si hanno dei buoni risultati con la legatura elastica dei gavoccioli, nella malattia emorroidaria di terzo e quarto grado è consigliato l’intervento di emorroidectomia secondo le tecniche di Milligan Morgan o di Ferguson, nel prolasso è indicata la tecnica di Longo mediante l’utilizzo di una pinza suturatrice meccanica.
 

 

 






 
 
 
 

  



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