Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 28/05/2008

 

Chirurgia estetica: lo sguardo vuole naturalezza


Tecniche sempre meno invasive per avere un risultato il più possibile naturale. Addio cicatrici, addio interventi che stravolgono il volto di una persona. Soprattutto quando si parla di sguardo, la parola d’ordine è «naturalezza». La nuova tendenza della chirurgia estetica è emersa nell’incontro internazionale sulla “Chirurgia Estetica Orbito-palpebrale e del Terzo Superiore del Volto” che si è svolto a Bologna sabato 24 maggio.
Nel palazzo dell’Archiginnasio, storica sede dell’Università bolognese e che vide insegnare anche Gaspare Tagliacozzi Trigambe, il medico che può essere considerato come il “padre” della chirurgia plastica italiana (dal 1570 ebbe la cattedra di Chirurgia e dal 1590 anche quella di Anatomia), si sono raccolti per la prima volta chirurghi plastici, oculisti e chirurghi maxillo facciali in un confronto a trecentosessanta gradi sugli interventi possibili da praticare nella parte del “terzo superiore del volto”, ovvero la zona degli occhi.
Tante discipline sono state messe a confronto con una partecipazione massiccia di medici (oltre 200 i partecipanti), tra i quali anche Nicanor Isse, americano, padre del lifting endoscopico, e di Hervé Raspaldo, chirurgo francese, esperto internazionale di chirurgia botulinica. Se è vero che lo sguardo è lo specchio dell’anima, non servono interventi invasivi per contrastare il passare del tempo o rimediare a particolari malattie o brutti incidenti. «La chirurgia mini-invasiva non è mini-chirurgia», ricorda Alessandro Gennai, chirurgo plastico bolognese, referente scientifico dell’incontro internazionale insieme a Francesco P. Bernardini, chirurgo oculoplastico a Genova e Torino. Gli interventi possono essere anche particolarmente complessi, ma il paziente ha tempi di recupero brevi senza avere cicatrici visibili. Il risultato finale non dovrà essere uno sguardo artefatto, quanto «il più naturale possibile». Prosegue Gennai: «Uno sguardo giovane deve essere in armonia con l’intera struttura del volto; occorre tenere in considerazione la linea sopracciliare e i volumi». Un concetto attorno al quale tutti i relatori dell’incontro bolognese hanno convenuto. Spiega Bernardini: «La naturalezza del risultato finale è un obiettivo che la chirurgia e la medicina estetica si propongono. Una naturalezza che restituisce normalità allo sguardo». E sulle tecniche da utilizzare il dibattito è aperto. «L’incontro ha permesso a tutti di insegnare e di imparare molto», osserva Bernardini. Sintomo della grande vitalità che anima questi temi.


 

 






 
 
 
 

  



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