Tecniche
sempre meno invasive per avere un risultato il più possibile naturale.
Addio cicatrici, addio interventi che stravolgono il volto di una
persona. Soprattutto quando si parla di sguardo, la parola d’ordine è
«naturalezza». La nuova tendenza della chirurgia estetica è emersa
nell’incontro internazionale sulla “Chirurgia Estetica
Orbito-palpebrale e del Terzo Superiore del Volto” che si è svolto a
Bologna sabato 24 maggio.
Nel palazzo dell’Archiginnasio, storica sede dell’Università bolognese e
che vide insegnare anche Gaspare Tagliacozzi Trigambe, il medico che può
essere considerato come il “padre” della chirurgia plastica italiana
(dal 1570 ebbe la cattedra di Chirurgia e dal 1590 anche quella di
Anatomia), si sono raccolti per la prima volta chirurghi plastici,
oculisti e chirurghi maxillo facciali in un confronto a trecentosessanta
gradi sugli interventi possibili da praticare nella parte del “terzo
superiore del volto”, ovvero la zona degli occhi.
Tante discipline sono state messe a confronto con una partecipazione
massiccia di medici (oltre 200 i partecipanti), tra i quali anche
Nicanor Isse, americano, padre del lifting endoscopico, e di
Hervé Raspaldo, chirurgo francese, esperto internazionale di
chirurgia botulinica. Se è vero che lo sguardo è lo specchio dell’anima,
non servono interventi invasivi per contrastare il passare del tempo o
rimediare a particolari malattie o brutti incidenti. «La chirurgia
mini-invasiva non è mini-chirurgia», ricorda Alessandro Gennai,
chirurgo plastico bolognese, referente scientifico dell’incontro
internazionale insieme a Francesco P. Bernardini, chirurgo
oculoplastico a Genova e Torino. Gli interventi possono essere anche
particolarmente complessi, ma il paziente ha tempi di recupero brevi
senza avere cicatrici visibili. Il risultato finale non dovrà essere uno
sguardo artefatto, quanto «il più naturale possibile». Prosegue Gennai:
«Uno sguardo giovane deve essere in armonia con l’intera struttura
del volto; occorre tenere in considerazione la linea sopracciliare e i
volumi». Un concetto attorno al quale tutti i relatori dell’incontro
bolognese hanno convenuto. Spiega Bernardini: «La naturalezza del
risultato finale è un obiettivo che la chirurgia e la medicina estetica
si propongono. Una naturalezza che restituisce normalità allo sguardo».
E sulle tecniche da utilizzare il dibattito è aperto. «L’incontro ha
permesso a tutti di insegnare e di imparare molto», osserva
Bernardini. Sintomo della grande vitalità che anima questi temi.