Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 23/04/2008

 

Stimolazione dei nervi contro la cefalea


Per il mal di testa ribelle arrivano cure drastiche: l'impianto permanente di uno stimolatore neurale periferico (PNS) . Tale sistema è indicato principalmente per i pazienti con nevralgia sovraorbitale intrattabile. E’ quanto si sostiene in un articolopubblicato su Cephalalgia 2008 (28: 355-9). Benchè questa tecnologia sia già disponibile da diversi anni, la sua utilità contro le cefalee refrattarie è relativamente una novità e secondo alcuni necessiterebbe di una maggiore sperimentazione sull’animale.

 


Le cefalee
Le cefalee vengono distinte in primarie e sono essenzialmente tre: l'emicrania, la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo e secondarie quando sono conseguenti ad altri fattori : traumi , sinusiti.


“L'emicrania” è la forma più frequente di cefalea primaria, riguarda circa 7- 8 milioni di italiani con una netta prevalenza per il sesso femminile con un rapporto di 5 a 1 rispetto agli uomini . Si tratta di una disfunzione neurovascolare cronica cerebrale (di norma di tipo ereditario), caratterizzata da attacchi di cefalea violenta e pulsante che in genere interessano soltanto un solo lato della testa - se non trattati possono durare da 3-4 ore a 3 giorni - a volte preceduti da fotofobia, lacune visive, associati a nausea-vomito. Nelle donne in particolare le variazioni ormonali del ciclo mestruale, della menopausa o in seguito all'uso di contraccettivi orali rivestono ruolo determinante nel 60% delle emicranie femminili. Nei malati predisposti , numerosi sono i fattori scatenanti gli attacchi emicranici: stress, variazioni dell’umore, cibi o bevande, variazioni climatiche, attività fisica violenta, luci ed odori. Si distinguono due tipi di emicrania: l'emicrania con aura e l'emicrania senza aura. Quest’ultima rappresenta la forma più frequente - 80% degli attacchi emicranici.

 

L'emicrania con aura si differenzia in quanto l'attacco è preceduto e accompagnato da un corteo di sintomi di tipo neurologico, focali, transitori e reversibili, denominato per l’appunto “aura”. L'aura insorge gradualmente e precede di 10-30 minuti l’attacco vero e proprio. Può essere sensitiva - formicolii, intorpidimento, visione di lampi, percezione di fischi acuti, vertigini- o motoria - intorpidimento, difficoltà nell’organizzazione di movimenti, visione sdoppiata, difficoltà a trovare e pronunciare le parole ”.Cefalea tensiva, è la più diffusa, caratterizzata da un dolore “a casco”, è scatenata dalla contrazione dei muscoli del collo e delle spalle, con una maggiore intensità nella regione occipitale. La forma episodica si manifesta con attacchi ricorrenti, della durata variabile da mezz’ora a una settimana, per meno di 15 giorni al mese, mentre in quella cronica il dolore è invece presente per sei mesi all'anno. La cefalea tensiva è più frequente nelle donne e nelle persone che assumono posture scorrette o sono particolarmente esposte a fattori stressanti (per esempio studenti ) ansia e tensione emotiva spesso possono associarsi alle crisi.La cefalea a grappolo è la forma meno diffusa: - per ogni donna sofferente ci sono 3 - 4 uomini- con un picco di incidenza fra i venti e i trenta anni. E’ contraddistinta da crisi con dolore molto forte, trafittivo, in genere monolaterale localizzate intorno all'occhio e allo zigomo che si susseguono l'una all'altra (“a grappolo”) a brevi intervalli di tempo e si raggruppano in determinati periodi del giorno e dell'anno (per esempio in primavera e autunno). Durante il grappolo si passa da un minimo di una crisi ogni due giorni, a un massimo di otto nelle ventiquattro ore della durata media di un’ora. Può manifestarsi in forma episodica, da sette giorni ad alcuni mesi, con intervalli di remissione superiori a due settimane e in forma cronica, quando gli attacchi si presentano ogni giorno per più di un anno consecutivamente.
 


I costi dell’emicrania
Secondo recenti stime in Europa il costo dell’emicrania è di circa 27 milioni di euro l’anno ed è legato al calo di produttività , perdita di giornate di lavoro , in media da 1,9 a 3,2 In Italia si spendono circa 600 euro per paziente/anno, (visite mediche, pronto soccorso, ricoveri, spesa farmacologica) per un totale di oltre 3 milioni di euro, spesa a cui concorrono 250 mila giornate lavorative perse a causa del disturbo.
 

 






 
 
 
 

  



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