Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 23/05/2008

 

Asma più intenso se connesso a depressione


I sintomi depressivi riconosciuti dal pazienti e dal medico sono associati ad uno stato asmatico di forte intensità . E’ quanto si sostiene in un articolo pubblicato su Chest. 2008 (133: 1142-8). In ogni caso, il controllo dell'asma è legato più strettamente ai sintomi depressivi riportati dal paziente che a quelli riferiti dal medico. Precedenti studi sul legame fra condizioni depressive e gravità o controllo dell'asma si erano basate in larga parte su indagini condotte sui pazienti; pochi piccoli studi avevano investigato l'argomento su pazienti che hanno ricevuto una diagnosi psichiatrica formale di depressione maggiore, e nessuno aveva esaminato il modo in cui una condizione depressiva identificata da un medico di base si correla con i parametri asmatici. La conoscenza di quest'ultima associazione è importante in quanto la maggior parte dei pazienti riceve la propria assistenza sia medica che psichiatrica dal proprio medico di base.


L’associazione dei disturbi dell’umore con il peggioramento del controllo della malattia e della qualità di vita era già stata evidenziata, ma ricercatori canadesi nel 2006 hanno voluto approfondire l’impatto relativo di queste due condizioni, per capire come assestare il monitoraggio ed eventualmente sottoporre a trattamento il paziente anche sotto questo profilo. Si sono considerati 504 ricoverati per malattia asmatica, di 18-75 anni, esaminati con scale di valutazione per i disturbi dell’umore e con questionari specifici per il controllo della malattia e la qualità di vita. Quasi un terzo dei soggetti è risultato rispondente ai criteri diagnostici di una o più di queste forme, con una prevalenza degli attacchi di panico tra quelle di tipo ansioso e di depressione maggiore per quelle di tipo depressivo; in totale il 12% presentava solo disturbi d’ansia, l’8% solo depressione e l’11% entrambi. Considerando le ripercussioni sull’asma, è emerso un effetto negativo indipendente della depressione sul controllo della malattia, significativamente inferiore rispetto all’assenza del disturbo; inoltre depressione e asma interferiscono negativamente sulla qualità di vita dei malati. Il ricorso ai broncodilatatori è apparso più frequente in presenza di ansia (e non di depressione), e ciò si può spiegare con la tendenza di questi pazienti a essere molto vigili nei confronti dei segnali di “pericolo” dell’organismo come i sintomi asmatici, tanto da sopravvalutare anche minime variazioni e correre ai ripari, o con un loro maggior timore di esacerbazioni che li spinge a premunirsi.

 

 






 
 
 
 

  



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