Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 03/06/2008

 

Fumo in auto


Premessa
Sono in corso da parte del gruppo Prevenzione Danni da Fumo della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano delle ricerche finalizzate alla valutazione dell’esposizione al fumo di tabacco da parte di persone all’interno di automobili. Questa breve relazione preliminare anticipa alcuni dati limitatamente alle concentrazioni delle polveri fini generate dalle sigarette.


Metodo
Una vettura modello Opel Vectra 2.2 16V DTI cat. 4P Elegance del 2003 dotata di impianto di condizionamento automatico completo di filtri antiparticolato è stata equipaggiata con la strumentazione adatta per la misura istantanea dei seguenti parametri di qualità dell’aria: particolato fine espresso in massa come PM1, PM2,5 e PM10; numero di particelle ultrafini per litro comprese tra 0,3 e 0,4 micrometri; monossido e biossido di carbonio; Composti Organici Volatili (COV); temperatura ed umidità relativa. La strumentazione è stata montata sul sedile posteriore all’altezza del naso di un eventuale bimbo trasportato.

La sperimentazione prevedeva un tragitto di alcuni chilometri e l’accensione di una sigaretta in tre diverse condizioni:
con impianto di condizionamento automatico in funzione e finestrini chiusi
finestrino lato fumatore aperto per circa ¼
finestrino lato fumatore completamente aperto
Le concentrazioni delle polveri fini ambientali esterne all’abitacolo erano: PM1 > 1; PM2,5 6,6 e PM10 10,8 microgrammi per m3.
Le condizioni meteorologiche durante l’esperimento erano buone, sereno e soleggiato, con leggero vento da Nord/Est.


Rilievi
Le rilevazioni hanno prodotto i seguenti risultati:

Condizionamento in funzione e finestrini chiusi:
Una sigaretta fumata per circa 8 minuti con i finestrini chiusi ma con l’impianto di condizionamento automatico in funzione e con la temperatura impostata a 21 gradi (il ricambio d’aria assicurato dopo questa impostazione è all’incirca di 6-8 ricambi ora), tipica regolazione invernale, ha provocato un picco dei PM2,5 e PM10 di circa 500 microgrammi per m3 (oltre 75 volte il basale per il PM2,5 e 45 volte per il PM10) mentre il PM1 è arrivato a oltre 300. Queste concentrazioni sono estremamente elevate perché per il PM10 il valore limite,come media delle 24 ore e da non superare per più di 7 volte all’anno, è di 50 microgrammi per m3 mentre per il PM2,5 il valore di riferimento è ancora in via di definizione a livello comunitario, ma dovrebbe essere stabilito a 25 microgrammi per m3. Il PM1 invece non è, al momento, normato.

Condizionamento in funzione e finestrino lato fumatore
aperto per ¼

Nonostante l’aumentato ricambio d’aria causato dall’apertura di ¼ del finestrino lato fumatore, le concentrazioni delle tre classi di polveri fini misurate sono aumentate fino a 60-80 microgrammi per m3, sempre al di sopra dei limiti di legge.

Condizionamento in funzione e finestrino lato fumatore completamente aperto.
Pur avendo il finestrino lato fumatore aperto, le concentrazioni nei posti posteriori sono aumentate considerevolmente superando anche in questo caso i limiti.

Conclusioni
Nonostante la vettura fosse equipaggiata di un impianto di condizionamento dotato di filtri antiparticolato, come ormai installato in quasi tutte le vetture moderne ed in grado di abbattere quasi l’80 % delle polveri con un ricambio d’aria notevole (circa 6-8 ach o ricambi per ora), le concentrazioni nei sedili posteriori hanno raggiunto valori superiori alle soglie di legge anche nelle condizioni migliori di ventilazione e con il finestrino lato fumatore completamente aperto.

 

 






 
 
 
 

  



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