Premessa
Sono in corso da parte del gruppo Prevenzione Danni da Fumo della
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano delle ricerche
finalizzate alla valutazione dell’esposizione al fumo di tabacco da
parte di persone all’interno di automobili. Questa breve relazione
preliminare anticipa alcuni dati limitatamente alle concentrazioni delle
polveri fini generate dalle sigarette.
Metodo
Una vettura modello Opel Vectra 2.2 16V DTI cat. 4P Elegance del 2003
dotata di impianto di condizionamento automatico completo di filtri
antiparticolato è stata equipaggiata con la strumentazione adatta per la
misura istantanea dei seguenti parametri di qualità dell’aria:
particolato fine espresso in massa come PM1, PM2,5 e PM10; numero di
particelle ultrafini per litro comprese tra 0,3 e 0,4 micrometri;
monossido e biossido di carbonio; Composti Organici Volatili (COV);
temperatura ed umidità relativa. La strumentazione è stata montata sul
sedile posteriore all’altezza del naso di un eventuale bimbo
trasportato.
La sperimentazione prevedeva un tragitto di alcuni chilometri e
l’accensione di una sigaretta in tre diverse condizioni:
con impianto di condizionamento automatico in funzione e finestrini
chiusi
finestrino lato fumatore aperto per circa ¼
finestrino lato fumatore completamente aperto
Le concentrazioni delle polveri fini ambientali esterne all’abitacolo
erano: PM1 > 1; PM2,5 6,6 e PM10 10,8 microgrammi per m3.
Le condizioni meteorologiche durante l’esperimento erano buone, sereno e
soleggiato, con leggero vento da Nord/Est.
Rilievi
Le rilevazioni hanno prodotto i seguenti risultati:
Condizionamento in funzione e finestrini chiusi:
Una sigaretta fumata per circa 8 minuti con i finestrini chiusi ma con
l’impianto di condizionamento automatico in funzione e con la
temperatura impostata a 21 gradi (il ricambio d’aria assicurato dopo
questa impostazione è all’incirca di 6-8 ricambi ora), tipica
regolazione invernale, ha provocato un picco dei PM2,5 e PM10 di circa
500 microgrammi per m3 (oltre 75 volte il basale per il PM2,5 e 45 volte
per il PM10) mentre il PM1 è arrivato a oltre 300. Queste concentrazioni
sono estremamente elevate perché per il PM10 il valore limite,come media
delle 24 ore e da non superare per più di 7 volte all’anno, è di 50
microgrammi per m3 mentre per il PM2,5 il valore di riferimento è ancora
in via di definizione a livello comunitario, ma dovrebbe essere
stabilito a 25 microgrammi per m3. Il PM1 invece non è, al momento,
normato.
Condizionamento in funzione e
finestrino lato fumatore
aperto per ¼
Nonostante l’aumentato ricambio d’aria causato dall’apertura di ¼ del
finestrino lato fumatore, le concentrazioni delle tre classi di polveri
fini misurate sono aumentate fino a 60-80 microgrammi per m3, sempre al
di sopra dei limiti di legge.
Condizionamento in funzione e
finestrino lato fumatore completamente aperto.
Pur avendo il finestrino lato fumatore aperto, le concentrazioni nei
posti posteriori sono aumentate considerevolmente superando anche in
questo caso i limiti.
Conclusioni
Nonostante la vettura fosse equipaggiata di un impianto di
condizionamento dotato di filtri antiparticolato, come ormai installato
in quasi tutte le vetture moderne ed in grado di abbattere quasi l’80 %
delle polveri con un ricambio d’aria notevole (circa 6-8 ach o ricambi
per ora), le concentrazioni nei sedili posteriori hanno raggiunto valori
superiori alle soglie di legge anche nelle condizioni migliori di
ventilazione e con il finestrino lato fumatore completamente aperto.