Anche
quest’anno la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori aderisce al
World No Tobacco Day e, davanti a una platea composta da centinaia di
studenti delle Scuole Superiori di Milano e Provincia, ha rilanciato a
gran voce un importante appello a smettere di fumare. I ragazzi sono
stati accolti da Alberto Scanni, Direttore Generale, e da
Marco Pierotti, Direttore Scientifico; ospiti d’eccezione le
Iene, Andrea Pellizzari e Pif, che hanno animato con i loro
interventi l’intera mattinata.
Nel corso dell’incontro gli esperti dell’Istituto Nazionale dei Tumori
hanno illustrato le problematiche relative al fumo, la necessità di
smettere di fumare, con le difficoltà connesse, ma soprattutto
l’importanza di non iniziare il rapporto con “le bionde”. Attraverso
esperimenti in diretta si è dimostrato in che modo il fumo incida sulla
qualità dell’aria che respiriamo: in particolare l’allergologo
Giovanni Invernizzi e il tecnico per le rilevazioni ambientali Ario
Ruprecht hanno misurato, con un collegamento diretto dal cortile
all’aula, l’inquinamento prodotto da una sola sigaretta all’interno
dell’abitacolo di un’automobile. Le rilevazioni hanno prodotto i
seguenti risultati:
a) con condizionamento in funzione e finestrini chiusi si è registrato
un picco dei PM2,5 e PM10 di circa 500 microgrammi per m3 (oltre 75
volte il basale per il PM2,5 e 45 volte per il PM10) mentre il PM1 è
arrivato a oltre 300;
b) con condizionamento in funzione e finestrino lato fumatore aperto per
¼: Nonostante l’aumentato ricambio d’aria, le concentrazioni delle tre
classi di polveri fini misurate sono aumentate fino a 60-80 microgrammi
per m3, sempre al di sopra dei limiti di legge;
c) condizionamento in funzione e finestrino lato fumatore completamente
aperto: le concentrazioni nei posti posteriori sono aumentate
considerevolmente superando anche in questo caso i limiti. In
conclusione, nonostante la vettura fosse equipaggiata di un impianto di
condizionamento dotato di filtri antiparticolato, come ormai installato
in quasi tutte le vetture moderne ed in grado di abbattere quasi l’80 %
delle polveri con un ricambio d’aria notevole (circa 6-8 ach o ricambi
per ora), le concentrazioni nei sedili posteriori hanno raggiunto valori
superiori alle soglie di legge anche nelle condizioni migliori di
ventilazione e con il finestrino lato fumatore completamente aperto.
Nella Giornata mondiale senza tabacco l’Istituto Nazionale dei Tumori ha
inteso richiamare l’attenzione sulla necessità di finanziare i servizi
di assistenza ai fumatori in maniera adeguata. La Fondazione ha infatti
deciso autonomamente di offrire un servizio di assistenza ai fumatori
ricoverati, in grado di far fronte alle possibili crisi di astinenza e
di offrire un supporto qualificato di tipo psicologico e farmacologico.
Il servizio, illustrato da Roberto Boffi, pneumologo, e da
Roberto Mazza, infermiere, è stato costruito secondo le linee guida
internazionali contro il tabagismo, che richiedono uno sforzo coordinato
e complessivo da parte di tutti gli operatori sanitari per assistere i
fumatori, offrendo loro la possibilità di smettere di fumare con un
aiuto di tipo psicologico (il counseling) e con i farmaci che hanno
dimostrato maggiore efficacia.
Roberto Cuni, educatore, ha affrontato il problema dello stop
alla sigaretta dei malati psichici, mentre Marcella Dittrich,
psicoterapeuta della Lilt, e Fulvio Scaparro, psicoterapeuta,
hanno affrontato il problema del rapporto tra il fumo e gli adolescenti.
Margherita Fronte, Chiara Ceci e Giulia Martini,
giornaliste, hanno presentato i risultati del podcast reality, andato in
onda con la collaborazione di Radio 24, come contributo alla campagna
contro il fumo. Benedetto Terracini, epidemiologo, da ultimo ma
non meno importante, ha spiegato i vecchi e nuovi imbrogli a cui fanno
ricorso le ‘big tabacco, le multinazionali del fumo, per convincere,
anche con tecniche subliminali, donne e uomini, giovani ed anziani, a
fumare e come arruolano autorevoli scienziati nelle loro attività di
comunicazione.
L’Istituto Nazionale Tumori, per aiutare chi vuol smettere di fumare,
mette a disposizione dei pazienti gratuitamente la terapia sostitutiva
nicotinica, spesso necessaria per il primo intervento durante le crisi
di astinenza, nonché uno dei farmaci di prima scelta per i fumatori che
vogliano essere aiutati a smettere. La scelta di attivare il servizio
con personale particolarmente qualificato (tra cui gli infermieri di
reparto, appositamente formati) risponde alla volontà della Fondazione
di assicurare un intervento attento alla condizione psicologica del
paziente oncologico che fuma, il quale viene avvicinato con un approccio
orientato alla qualità della vita, rifiutando gli stereotipi che si
riferiscono al fumo come a un vizio e utilizzando la proposta di stop al
fumo come una scelta legata alla vita e alla speranza nel futuro.
Inoltre, nella fase di cura della malattia tumorale che coincide con il
ricovero, lo stop al fumo è in grado di abbattere l’incidenza di
complicanze postoperatorie, di diminuire sensibilmente i tempi di
guarigione delle ferite chirurgiche, di migliorare l’efficacia della
radioterapia attraverso una maggiore ossigenazione dei tessuti e di
diminuire gli effetti collaterali delle chemioterapie.
I costi del servizio sono stati assunti dall’amministrazione come scelta
etica e scientifica in favore dei pazienti della Fondazione, e il
contributo della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori ha permesso
di dedicare al servizio psicologi specializzati nella smoking-cessation
e nell’assistenza al paziente oncologico.
L’impegno dell’Istituto Nazionale dei Tumori nella lotta contro il fumo
non si ferma solo al suo interno con l’attenzione prestata ai pazienti
oncologici tabagisti, ma si concretizza da anni anche in iniziative
rivolte ai cittadini che desiderano smettere di fumare. A loro è rivolto
il Centro Antifumo dove vengono effettuate visite ambulatoriali tre
pomeriggi la settimana, previa prenotazione telefonica (02 2390 2307 opp.
02 2390 2461) e con impegnativa compilata dal medico di famiglia, che
consente il pagamento del solo ticket. In tale ambulatorio possono
accedere fumatori attivi e fumatori passivi.
“Il fumatore e i suoi quotidiani consumi di sigarette sono un
formidabile motore economico. - sostiene Roberto Boffi, Pneumologo e
Responsabile del Centro Antifumo della Fondazione IRCCS Istituto
Nazionale dei Tumori - Ma quando lo stesso fumatore si ammala e
frequenta ospedali e ambulatori del servizio sanitario regionale e
nazionale diventa un inutile, ingombrante testimonial dei danni del
tabacco, da nascondere e dimenticare in fretta. Per questa ragione è
importante iniziare a sensibilizzare i ragazzi fin da subito, in modo da
evitare che entrino in un meccanismo di dipendenza da cui è sì possibile
uscire, ma con notevole impegno e forza di volontà”.
Alla buona riuscita dell’incontro hanno portato un contributo anche le
società Quanta e Best Train.