“La
salute in fumo” è il titolo del progetto di promozione della salute
varata dalla ASL TO 2 per i propri dipendenti in occasione della
Giornata mondiale di lotta al fumo. Se fumare fa male e le sigarette
sono bandite dai luoghi pubblici, a maggior ragione la cosa vale
nell’ambito di una azienda sanitaria il cui scopo è curare e garantire
la salute dei cittadini.
Di qui l’iniziativa di occuparsi di chi, tra i propri dipendenti, è
schiavo della nicotina e vuole smettere di fumare organizzando una
giornata formativa per approfondire le conoscenze sugli effetti dannosi
del fumo, attivo e passivo, e per proporre attraverso gli specialisti
del Centro Antifumo di piazza Montale 10 (il presidio dell’UOA Patologie
da dipendenza diretto dal dott. Emanuele Bignamini) un trattamento per
liberarsi dal fumo.
L’incontro, articolato in un vero e proprio corso a cui hanno aderito
una ottantina di persone, si terrà martedì 3 giugno all’Hotel
Royal di Torino a partire dalle ore 9, e affronterà i vari aspetti del
problema: dagli effetti negativi sull’apparato respiratorio, vascolare e
riproduttivo, illustrati dagli specialisti dell’Ospedale Maria Vittoria,
ai diversi metodi di trattamento per uscire dalla dipendenza.
Il progetto di promozione attiva antifumo è sostenuto e finanziato dalla
Regione Piemonte in linea con le direttive OMS ed è partito un anno e
mezzo fa. Tra i dipendenti della ex ASL 3 sono stati distribuiti dei
questionari per indagare le dimensioni del problema. Circa il 21% dei
dipendenti è risultato essere fumatore e di questi il 51% ha dichiarato
di voler smettere di fumare. Tra gli schiavi della sigaretta il 78% sono
donne a fronte di un 22% di uomini, e i fumatori sono risultati più
numerosi tra gli operatori socio-sanitari (34%) e gli infermieri (28%)
rispetto a medici e impiegati (15%) e ad altri operatori (18%).
Spiega la dott.ssa Mariasusetta Grosso, referente aziendale per
l’educazione e promozione della salute e “madrina” del progetto insieme
alla dott.ssa Teresa Emanuele della direzione sanitaria del Maria
Vittoria: “Tra gli stessi operatori del Servizio Sanitario la
presenza di fumatori è risultata elevata e, al contempo, la probabilità
che un medico inviti un paziente a smettere di fumare è quasi doppia tra
i medici non fumatori rispetto ai medici che fumano. Per questo abbiamo
pensato ad una iniziativa formativa per sensibilizzare circa i danni
prodotti dal fumo e ad un percorso di trattamento a cui potranno
accedere gratuitamente i dipendenti interessati”.