Il voto è stato conferito
all'unanimità dai membri del Consiglio d’Amministrazione lo scorso 21
maggio.
Edoardo Vianello succede al dimissionario presidente, Maestro
Sergio Perticaroli, e resterà in carica fino al rinnovo statutario
di tutti gli organi collegiali, vale a dire fino al 1 ottobre 2008.
Il m° Vianello ha preso parte alla vita dell’Istituto fin dal 1998
quando fu nominato per la prima volta consigliere d’amministrazione per
il settore musicale e da quel momento si è sempre prodigato per la
tutela dei diritti degli interpreti esecutori. Spetta a lui ora condurre
l’Istituto, in un clima di reciproca fiducia, alle prossime elezioni
degli organi collegiali.
Nel suo discorso di insediamento Vianello, che ha espresso il desiderio
di essere “il presidente di tutti”, si è augurato di dimostrare
concretamente, “senza indulgenze in ciò che è ormai di moda”, di
riuscire ad assolvere un impegno non facile, visto il momento critico
che sta vivendo l’Imaie.
In particolare il Presidente, lontano per carattere dai lunghi discorsi
dell’arte oratoria, ha così sintetizzato le urgenze del suo programma,
raggruppandole in dieci punti:
1) ricostituzione del Comitato di Presidenza
2) affidamento a professionisti della revisione dei conti e della
certificazione dei bilanci
3) discussione informata dei bilanci e loro conseguente approvazione
4) approvazione di criteri di assegnazione dei fondi
5) attribuzione di maggiore autonomia e di maggiori compiti ai Comitati
di Settore
6) predisposizione trimestrale di un documento di sintesi gestionale da
parte del Direttore Generale
7) incremento del flusso di informazioni ai Soci e ai Delegati
8) maggiore rapidità dei lavori del Comitato di revisione delle norme
statutarie
9) tempi rapidi per la formulazione di proposte del Comitato Elettorale
su eventuali modifiche alle procedure elettorali
10) rinnovo dei contratti con enti utilizzatori (RAI, Mediaset, Sky, etc.)
Chiudendo il suo discorso e ringraziando il suo predecessore Perticaroli,
Vianello si è infine pronosticato ironicamente una Presidenza “la piu’
breve possibile”, nel senso dell’assoluto rispetto del mandato e con
l’auspicio di risolvere in così poco tempo una così lunga serie di
impegni.