Precoci,
disinformati, promiscui. E sempre più a rischio di malattie sessualmente
trasmesse. I dermatologi riuniti dal 28 al 31 maggio al 4°
Congresso Nazionale Unificato di Dermatologia e Venereologia a
Napoli, lanciano l'allarme sugli adolescenti. Sono proprio loro infatti
i primi a cadere nella rete di patologie come la clamidia, in aumento
del 2% o la sifilide che torna a colpire dopo anni di silenzio,e
comunque di tutte quelle malattie che si contraggono proprio perché si
fa sempre più sesso con chi e dove capita, facendo registrare una lenta
ma incessante recrudescenza del fenomeno.
Le vittime ideali? Sono i 'bad guy' all'italiana, cioè i ragazzi alla
continua ricerca dell'avventura di una sera, incuranti dei rischi e
'nemici' del profilattico, ma in compenso irrimediabilmente affascinati
dal mondo dello sballo. Sesso e droga, un connubio che moltiplica i
rischi. "L'uso di sostanze stupefacenti non fa che aggravare le
malattie, interferendo anche con l'azione dei farmaci", avverte
Mario Aricò, presidente della SIDeMaST (Società italiana di
dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente
trasmesse), società scientifica che insieme all'ADOI (Associazione dei
dermatologi ospedalieri italiani) ha organizzato a Napoli, dal 28 al 31
maggio, il 4° Congresso Nazionale Unificato di Dermatologia e
Venereologia.
Il fenomeno è ancor più grave se riferito alla sifilide. "In questo
caso la droga crea problemi depotenziando gli effetti della penicillina".
Con conseguenze per la salute, legate anche al fatto che l'organismo ha
più difficoltà a smaltire i farmaci. Gli esperti della SIDeMaST hanno
osservato un ritorno di questa malattia dimenticata. La sifilide, che
sembrava essersi estinta grazie alla scoperta della penicillina, è oggi
una patologia in crescita. Soprattutto fra i giovani. Attualmente in
Italia, spiega Aricò, si contano 1.200 nuovi casi. "Dopo l'impennata
registrata nel 2001 e nel 2002 - ricorda il dermatologo - c'è
stato un rallentamento. Ma la sifilide continua a correre e anche quest'anno
i pazienti sono aumentati del 5%". A preoccupare gli esperti sono
soprattutto le ragazze incinte che rappresentano il 10% dei pazienti.
Una situazione ritenuta ancora più a rischio, dal momento che le mamme
possono trasmettere l'infezione al nascituro attraverso la placenta.
"In casi come questi - prosegue Aricò - è importante capire
quando la giovane ha contratto la malattia per curarla tempestivamente
con una terapia adeguata. Se la donna si è ammalata durante il primo o
il secondo mese di gravidanza, il rischio di contagio è molto alto.
Occorre intervenire al più presto per evitare patologie importanti al
bambino: la sifilide congenita ha forme estremamente gravi. Se non la si
riconosce può portare all'aborto o causare notevoli malformazioni al
feto".
Nel mirino della malattia finiscono soprattutto i giovani perché, spiega
l'esperto, hanno abbassato la guardia. "Non c'è più attenzione ai
campanelli d'allarme. Spesso i segnali fisici vengono ignorati e nel
nostro reparto, nella clinica dermatologica dell'università di Palermo
- segnala Aricò - arrivano sempre più pazienti con una sifilide
allo stadio secondario". Alla diagnosi si arriva con circa 6-8 mesi
di ritardo. Lo stesso avviene con le uretriti non gonococciche da
clamidia. Infezioni sempre più diffuse nella fascia di età tra i 15 e i
24 anni. L'aumento che è stato registrato quest'anno è del 2% circa. "Si
tratta di patologie che possono dare problemi gravi soprattutto alla
donna - avverte - perché impegnano tutto l'organo genitale. Un'infezione
pelvica disseminata in soggetti immunodepressi può anche trasformarsi in
setticemia". I dermatologi hanno anche problemi a capire quanti
adolescenti contraggono la malattia: "I numeri che possiamo
raccogliere negli ospedali non sono credibili - osserva Aricò -
anche perché c'è una sacca di casi sommersi non indifferente. Spesso i
ragazzi preferiscono restare nell'anonimato e si rivolgono ai propri
amici, piuttosto che ricorrere all'aiuto di un medico".