Genova Anno VI - n°33 - 09.04.2008 Pagine Nazionali

del 09/06/2008

 

«È malata psichica, colpa del vaccino»


da il secoloxix.it Dario Freccero - redazione@clicmedicina.it

Ha 30 anni, gravi problemi psichici, e la colpa della vita rovinata sono le normali vaccinazioni antidifterica e antitetanica che fece quando aveva pochi mesi di vita, nel 1974.
Che siano stati i vaccini la causa di tutto i genitori di una giovane donna savonese non l’hanno mai dubitato, ma ci sono voluti quasi trent’anni perchè un’apposita commissione medica confermasse, nel 2003, quanto già certificato da un’altra commissione nel 1987. Ovvero: “che è affetta da encefalia post vaccinica con grave ipoevolutismo psichico”.
Per questo ora la famiglia ha fatto causa all’Asl savonese, ai due pediatri che all’epoca la seguirono (tra l’altro nomi notissimi della pediatria ligure e savonese) e all’istituto Gaslini di Genova, dove la bimba fu ricoverata dopo i primi malori successivi alla vaccinazione.
Lo scopo dell’azione legale è accertare le responsabilità civili e chiedere un adeguato risarcimento danni. Ma dietro questo braccio di ferro si combatte anche un’altra battaglia: quella sull’utilità e gli effetti delle vaccinazioni, una battaglia che proprio a Savona negli ultimi anni ha visto radicarsi correnti di pensiero contrastanti, alcune divenute persino associazioni e convinte dell’inutilità dei vaccini.
Di fatto quello della famiglia savonese è stato un calvario anche di attese oltre che di dolore e sofferenza. Correva il 1973 quando la bimba fu sottoposta alla vaccinazione obbligatoria e qualche ora dopo iniziò a manifestare convulsioni e iperpiressia. Era l’inizio di un incubo. Fu ricoverata prima all’ospedale di Savona e poi al Gaslini di Genova. Dal San Paolo uscì con una diagnosi che parlava di encefalite ed enterite, al Gaslini parlarono solo di encefalite. Erano diagnosi poco approfondite perché in quegli anni sulle conseguenze di certi vaccinazioni non c’erano ancora studi e ricerche specifiche.
«In base alle conoscenze scientifiche dell’epoca non era ancora possibile ricondurre la patologia riscontrata nella paziente all’inoculazione del vaccino» ha infatti scritto il legale che assiste i genitori, l’avvocato Cinzia Borgna, nell’azione civile che ha dato il la alla causa.
Ci vollero ben tredici anni (1987) perché i medici di un’apposita commissione ammettessero la riconducibilità dell’encefalite al vaccino. Ancora undici anni dopo (1998), però, altri medici di una seconda commissione specialistica tornarono a mettere in dubbio questa tesi e così la partita della responsabilità tornò in discussione.
Poi finalmente nel 2003 la diagnosi espressa nel 1987 fu definitivamente confermata dopo il ricorso del padre della donna: “colpa del vaccino”.
Da qui la causa in tribunale che proprio in queste ore dovrà essere sciolta dal giudice Lorena Canaparo. Toccherà al giudice stabilire se le richiese risarcimentali della famiglia sono fondate e in che termini. La difesa di medici e ospedali di Savona e Genova, oltre che sulla mancanza di responsabilità, punta sulla prescrizione: nonostante le lungaggini delle varie commissioni, sarebbero passati troppi anni per avanzare richieste. Ma la sentenza è attesa anche perché potrebbe fare giurisprudenza e divenire un precedente per altri casi simili.

 

 






 
 
 
 

  



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