Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 06/03/2008

 

La tubercolosi, le nuove sfide


clicMedicina  - redazione@clicmedicina.it

Ogni anno nel mondo oltre 9 milioni di persone contraggono la tubercolosi e di questi quasi mezzo milione sono i casi di tbc multi-farmaco resistente. Nella sola Lombardia nel 2007 le persone che si sono ammalate di tubercolosi sono state il triplo di quelle che hanno contratto la meningite e l’impatto sociale della malattia è ancora importante: quasi il 10% dei nuovi casi, infatti, riguarda ragazzi al di sotto dei vent’anni. Non solo, in Italia si muore ancora di tbc: nel 2006 ci sono stati, tra gli oltre 4mila e trecento casi registrati, oltre 500 decessi. Inoltre la malattia sta cambiando: lo scorso anno due donne italiane, madre e figlia, sono morte a causa di una nuova forma di questa patologia che non può essere debellata con i farmaci oggi a nostra disposizione, la tbc super resistente.

Per fare il punto sulla situazione giovedì 6 marzo i maggiori esperti mondiali del problema e le Istituzioni si incontreranno all’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele per presentare i nuovi dati sulla diffusione della malattia, non solo a livello regionale ma anche mondiale, e i risultati ottenuti dalla ricerca nel campo dei nuovi farmaci e mezzi diagnostici. La ricorrenza del TB Day 2008, la Giornata mondiale per la lotta alla Tubercolosi, è occasione dell’incontro TBC: le nuove sfide, organizzato dal San Raffaele e dall’Associazione StopTB Italia, in collaborazione con l’IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri di Tradate, la Regione Lombardia- Direzione Generale Sanità, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Stop TB Partnership.

Nel corso dell’incontro saranno anche presentati due importanti progetti internazionali finanziati dall’Unione Europea e coordinati dall’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele. Il primo (TM-REST), della durata di tre anni e che coinvolge nove partners in sei differenti paesi comunitari ed extracomunitari, è finalizzato alla realizzazione di un nuovo strumento per la diagnosi molecolare rapida della tbc e della malaria e delle loro varianti resistenti e multi-resistenti ai principali farmaci disponibili. Il secondo progetto (TB-PANNET), della durata di cinque anni, creerà una rete di centri di eccellenza per la ricerca, la diagnosi e la cura della tbc resistente ai farmaci in Europa. Sarà istituito un consorzio di 28 centri che opereranno in maniera integrata e sinergica in 18 paesi comunitari ed extracomunitari. Finalità specifica è la riduzione dei casi di queste forme di tubercolosi nei paesi dell’Est-Europa coinvolti nel progetto.

L’incontro si svolgerà:

Giovedì 6 marzo 2008 alle ore 14.15
Aula Caravella Santa Maria
Istituto Scientifico Universitario San Raffaele
Palazzo Dibit, via Olgettina 58 - Milano

Testimonial della manifestazione sarà l’ex calciatore della Juventus Roberto Bettega la cui carriera era stata messa a rischio proprio dalla tbc.

La situazione mondiale
A livello mondiale questa emergenza presenta nuove inquietanti sfaccettature: la tubercolosi multifarmaco-resistente, contro la quale i consueti farmaci risultano meno efficaci, non è mai stata così diffusa. A sostenerlo è il rapporto 2008, il più completo mai realizzato poiché analizza dati relativi a 81 paesi del mondo tra il 2002 e il 2006, stilato dall’OMS su questa forma di tbc: sono ben 500mila, infatti, le persone che ogni anno nel mondo ne sono colpite. Un’emergenza anche economica: la cura di questi pazienti dura almeno due anni e costa cento volte più della terapia tradizionale. Si tratta di una situazione ancora più difficile perché i paesi dove c’è la maggiore diffusione sono quelli più poveri: Azerbaijan, dove addirittura un quarto dei nuovi casi di tubercolosi sono resistenti ai farmaci, Moldova, Ucraina, Uzbekistan e Russia.

Il problema comunque è e rimane globale: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima nel mondo oltre nove milioni di nuovi casi di tbc ogni anno.

Non solo, è in aumento anche la tubercolosi super resistente la cui presenza è stata registrata già in 45 paesi nel mondo e la cui terapia costa circa 100mila dollari all’anno per caso.

La strategia globale dell’Oms
Per far fronte a una simile emergenza l’Oms ha ideato una strategia globale di diagnosi e cura, denominata Stop TB, che ha un costo di circa 6 milioni di dollari per anno. Stop TB mira in primo luogo a ottenere un’espansione qualitativa dei DOTS, una strategia avviata nel 1995 che consiste in un maggiore impegno dei governi, nel miglioramento degli strumenti di diagnosi, nell’utilizzo di brevi cicli chemioterapici, nella fornitura in tutti i Paesi di medicinali di qualità e nella creazione di un sistema di registrazione dei dati che permetta di valutare l’efficacia dei provvedimenti presi.

Inoltre, la nuova strategia globale intende affrontare in maniera più specifica i casi di tubercolosi multiresistente e quelli sviluppati da pazienti malati di AIDS, contribuire al miglioramento del sistema sanitario dei singoli Paesi, coinvolgere nella lotta alla malattia tutti i fornitori di cure, aumentare il coinvolgimento e il potere decisionale dei pazienti e delle loro comunità, promuovere la ricerca.

L’Associazione Stop TB Italia, partner del movimento Stop TB Partnership, opera nel territori italiano per la raccolta e l’erogazione di fondi a supporto della ricerca scientifica e supporta programmi di ricerca operativa non solo in Italia ma anche in Sud Africa e in Burkina Faso. In Lombardia l’impegno internazionale nel controllo della tubercolosi è sostenuto grazie al contributo dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, dell’Università degli Studi di Brescia, della Fondazione Salvatore Maugeri di Tradate attraverso il Centro Collaborativo dell'OMS per il controllo della Tbc e delle malattie polmonari, dell’Ospedale Morelli di Sondalo e dell’Istituto Villa Marelli-Niguarda di Milano.

Maggiori informazioni sono disponibili nell’area Congressi, corsi e seminari del sito web www.sanraffaele.org

 

 






 
 
 
 

  



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