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Genova
Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali
 |
del 05/03/2008 |
Nuove regole per la
scuola di specializzazione in Medicina d'Urgenza
Finalmente è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (G.U. n˚48 del 26
febbraio 2008) il decreto sugli standard e requisiti minimi che le
Università devono possedere per attivare la Scuola di Specializzazione
in Medicina d’Emergenza-Urgenza.
Grande soddisfazione per la Simeu che per anni si è spesa per
sensibilizzare istituzioni ed opinione pubblica sulla necessità di
istituire un percorso formativo specialistico per i medici che lavorano
nei Pronto Soccorso, nelle Medicine d’Urgenza, nell’Emergenza
Territoriale.
Per il presidente SIMEU Anna Maria Ferrari è il raggiungimento di
un traguardo che in tanti momenti era sembrato quasi irraggiungibile: «Si
tratta di un cammino iniziato tanti anni fa – ha detto –, sulla
scorta di percorsi già standardizzati in molti altri paesi occidentali;
sulla nostra strada abbiamo trovato forti correnti contrarie, animate da
spinte corporative, ma abbiamo anche trovato istituzioni sensibili, che
hanno capito perfettamente la rilevanza di un percorso formativo
garantito per il settore dell’emergenza urgenza, uno degli assi portanti
del SSN. La trasversalità politica dei passaggi legislativi ( svariati
passaggi al Consiglio Superiore di Sanità, Decreto Moratti – GU 23
maggio 2006, Decreto Mussi – GU 26 febbraio 2008) sta a dimostrare che
la necessità di attivare questa Scuola è stata convintamente condivisa.
Così come è stata condivisa dalla maggioranza delle sigle sindacali
mediche che nella recente mobilitazione promossa dalla SIMEU, hanno
firmato un appello in favore dell’attivazione della Scuola di
Specializzazione in Medicina d’Emergenza Urgenza».
«Ora tocca alle singole Università avviare le procedure di
attivazione. Oltre venti sedi universitarie hanno firmato il nostro
appello e si sono dichiarate pronte a partire. Anche in questa fase la
Simeu è chiamata a spendersi su più fronti: stimolare altre sedi
universitarie affinché si attivino per richiedere l’attivazione della
scuola, pianificare la partecipazione delle Strutture di Medicina e
Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza alle reti formative, chiedere
percorsi normativi di riconoscimento di carriera per chi già lavora
nell’emergenza».
«Un punto cruciale sarà rappresentato dal numero di contratti di
formazione che nel prossimo anno accademico potranno essere destinati
alla Scuola. Chiederemo anche alle Regioni di contribuire ad elevare
questo numero, per rendere sempre meno precario il turn over dei medici
dell’emergenza, che sta superando i limiti della sostenibilità».
«Non vogliamo proprio oggi rovinarci la festa, ma alcune parole vanno
spese sulla sofferenza dei Pronto Soccorso, travolti da una domanda
veramente eccessiva rispetto alle proprie forze e strutture, sfiniti
dalla mancanza di posti letto su cui ricoverare, troppe volte esposti
alla gogna mediatica, a scontare soprattutto deficit di sistema.
L’emergenza urgenza ha bisogno di riorganizzazione strutturale,
organizzativa, normativa, in una parola ha bisogno di cure. Chiediamo
alle Regioni ed al futuro Governo del Paese di raccogliere questo
allarme che non potrà rimanere inascoltato per molto altro tempo».
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di Genova n° 9 del 05/06/2002
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