Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 03/04/2008

 

Sanità dalla parte del bambino


10° Congresso Nazionale SIAIP
3 - 5 Aprile 2008
Palazzo dei Congressi - Salsomaggiore Terme



Si apre oggi a Salsomaggiore Terme il 10° Congresso Nazionale della SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica) - il Convegno organizzato dalla SIAIP in collaborazione con la Clinica Pediatrica dell’Università degli Studi di Parma e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma -

“In Italia, il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale che, nell’80% dei casi, è provocata da allergie - ha affermato il Professor Giovanni Cavagni, Responsabile di Allergologia Pediatrica presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma - il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 10% può presentare dermatite atopica. In Emilia Romagna l’allergia più frequente è quella al polline di graminacee che colpisce oltre il 60% dei bambini allergici in età scolare con rinite, congiuntivite ed asma bronchiale soprattutto tra marzo e giugno".

Il Congresso, quindi, prende spunto dal grave incremento delle malattie allergiche tanto da considerarle oggi una vera e propria una malattia sociale. Particolare attenzione verrà dedicata alle controversie in merito alla prevenzione delle allergie e alle nuove strategie diagnostiche, dimostrando l’inaffidabilità di test alternativi a cui si fa oggi un largo uso improprio.

Nel corso dell’evento, si discuterà delle nuove linee guida sull’asma con cui si intende raggiungere l’obiettivo complessivo di individuare soluzioni pratiche adatte a favorire l’accesso e la permanenza dei bambini allergici e/o asmatici in luoghi sportivi, scolastici e di svago, dove gli ambienti e il cibo siano adeguati alle esigenze dei piccoli e gli operatori sportivi siano opportunamente informati e preparati sulle patologie allergiche e respiratorie. Inoltre, verrà dedicato ampio spazio alle nuove terapie volte a desensibilizzare i “superallergici” sia respiratori, sia alimentari.

Il dibattito sarò ampio e complesso: si farà chiarezza sulle diagnosi delle allergie alimentari e sui problemi di definizione e approccio delle malattie allergiche della pelle, dermatite atopica e orticaria angioedema.

Per non trascurare gli aspetti immunologici, verranno affrontati temi a cui le famiglie sono particolarmente sensibili: le ricorrenti infezioni dei bambini inseriti nelle scuole per l’infanzia; e ancora, le vaccinazioni negli adolescenti prima tra tutte quella contro il Papillomavirus umano (HPV) per la prevenzione nelle ragazze del tumore del collo dell’utero.

Il professor Giovanni Cavagni, ha aggiunto: “In Italia si è passati da un 10% della popolazione che nel 1950 soffriva di una manifestazione allergica alla frequenza at­tuale di oltre il 30% comprensi­vo di bambini e ragazzi. Sembra che al momento del parto, un ambiente eccessivamente igienizzato impedisca agli anticorpi del neonato, predisposto alle allergie, di trovare subito i germi contro cui sono deputati a combattere e, come conseguenza rimangono “diso­rientati”. Così tendono ad aggredire, come nuovi “nemici”, elementi innocui come i più comuni alimenti (latte e uovo), pollini, sostanze particolari che entrano in contatto con la pelle. Da qui il boom di al­lergie caratteristico di tutti i paesi sviluppati, come l’Italia.

Infine, particolare attenzione verrà dedicata alle intolleranze alimentari che colpiscono il 6-7% dei bambini e che spesso vengono confuse con le allergie alimentari gravi che riguardano, invece, solo lo 0,5%.”
Poiché le malattie ricorrenti dei bimbi vengono spesso confuse con allergie alimentari, è opportuno sottoporre i bambini che presentano problemi legati al cibo ad accertamenti clinici adeguati presso centri di riconosciuta specializzazione prima di eliminare qualsiasi alimento dalla loro dieta. Senza un inquadramento clinico complessivo, infatti, si rischia di compromettere, scompensandolo, l’apporto nutrizionale necessario alla crescita. La novità assoluta sta nel fatto che i bambini con grave allergia al latte possono essere desensibilizzati presso Centri Allergologici altamente specializzati come è già possibile da tempo negli allergici al veleno di ape.
 

 






 
 
 
 

  



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