Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 19/03/2008

 

I numeri dei ricoveri negli Ospedali italiani


Quasi tredici milioni di ricoveri in ospedale, oltre 79 milioni di giornate di degenza, 4 milioni e 700 mila interventi chirurgici. Sono i grandi numeri dell’assistenza ospedaliera pubblica in Italia contenuti nel Rapporto sull’attività di ricovero ospedaliero relativo al 2005, elaborato dal Ministero della salute attraverso la lettura del flusso informativo sulle schede di dimissione ospedaliera (SDO) di 1.337 strutture ospedaliere pubbliche e private. Anche nel 2005, il peso medio della casistica trattata (1,26) continua a crescere, indicando un utilizzo sempre più appropriato dell’assistenza ospedaliera, rivolta a casi con complessità clinica più elevata, soprattutto nelle strutture del Nord-Italia.
Il numero dei ricoveri complessivi risulta in lieve diminuzione rispetto all’anno 2004, frutto di una significativa riduzione dei ricoveri in regime ordinario (circa 140 mila in meno) e di un contemporaneo e consistente aumento dei trattamenti in day hospital (circa 97 mila in più), tendenza già riscontrabile negli anni precedenti. Risultano aumentati in modo rilevante anche le dimissioni dalla riabilitazione (16 mila casi in più), sia nella modalità ordinaria che nella modalità diurna, mentre diminuiscono i dimessi dai reparti di lungodegenza (circa 3 mila in meno). Ecco le cifre del 2005 per tipologia di ricovero:
• Acuti - ricoveri ordinari 8.200.636
• Acuti - day hospital 3.913.856
• Riabilitazione - ricoveri ordinari 283.708
• Riabilitazione - day hospital 67.761
• Lungodegenza 97.712
• Neonati sani 392.209
• TOTALE 12.955.882 Fonte www.ministerosalute.it

Più ricoveri al sud
I tassi di ospedalizzazione, coerentemente con l’andamento del numero dei ricoveri, sono in diminuzione e pari a 137,8 per 1.000 ab. per il regime ordinario e a 66,3 per la modalità diurna (strutture pubbliche e private accreditate). Il complessivo (circa 204 per 1.000) risulta ancora lontano rispetto alle disposizioni emanate a livello nazionale. Tutte le regioni centro-meridionali, in particolare quelle sottoposte ai Piani di Rientro, presentano tassi di ospedalizzazione ancora elevati.
Il ricorso al ricovero è proporzionalmente maggiore negli uomini, ad eccezione delle classi di età corrispondenti all’età fertile delle donne. Dai 25 anni ai 44 circa 134 ricoveri su mille sono appannaggio delle donne contro i 63 dei maschi, mentre dai 65 anni ai 74 circa 293 ricoveri su mille sono degli uomini e 196 delle donne. In media i ricoveri ordinari degli uomini hanno costi superiori di quelli delle donne. La remunerazione media a prestazione è infatti di 2.850 euro per le femmine e di 3.255 euro per i maschi.

 

Fonte www.ministerosalute.it

La durata della degenza
redazione@clicmedicina.it
La durata della degenza si è attestata da alcuni anni su 6,7 giorni e cresce nelle età più anziane: 8 giorni dai 65-74 anni, 9 nella classe di età 75 ed oltre. Nella lungodegenza (settore pubblico) e nella riabilitazione si protrae mediamente intorno a 26 giorni.
La degenza media pre-operatoria, sintomo di appropriatezza organizzativa, continua il trend in lieve riduzione già evidenziato negli anni precedenti. A livello nazionale è pari a 2 giorni; le durate inferiori si osservano nelle Marche (1,5) e in Friuli Venezia Giulia (1,4). Segnali di maggiore appropriatezza del setting assistenziale si rilevano con l’entità dei trasferimenti dalla modalità ordinaria a quella diurna di prestazioni quali ad esempio gli interventi di cataratta e di legatura e stripping di vene.
L’incremento delle prestazioni di ricovero diurno riguarda infatti soprattutto la day surgery o la “one day surgery” con un pernottamento a seguito di intervento chirurgico. Negli ultimi 5 anni la percentuale di dimessi con intervento in modalità di day surgery è passata dal 10% al 14% dell’attività annuale complessiva.
Si segnala ancora un minor ricorso all’assistenza ospedaliera per patologie croniche, quali diabete e asma, trattabili efficacemente nei centri territoriali in modalità ambulatoriale. Al contrario, dal punto di vista dell’appropriatezza clinica, si registra ancora un incremento del ricorso al taglio cesareo, che viene effettuato nel 38,2% dei parti complessivi, nonostante le indicazioni nazionali ed internazionali suggeriscano di promuovere il parto naturale, contenendo il taglio cesareo al 15-20% dei parti. Nella variabilità territoriale si evidenziano agli estremi la Campania con un tasso del 60% e la P.A. di Bolzano con il 23,2%. Qualche risultato positivo si rileva nel ricorso al ricovero per appendicectomia, isterectomia, e tonsillectomia che risultano in diminuzione coerentemente con le indicazioni nazionali fornite al riguardo.

 

Fonte www.ministerosalute.it

Le cause del ricovero
Secondo una classifica delle principali cause di ricovero, il parto vaginale senza diagnosi complicanti (320.567 casi) rappresenta la prima causa, seguita da insufficienza cardiaca e shock (198.614 casi) e dal parto cesareo senza complicazioni (193.145). Gli interventi su articolazioni maggiori e reimpianto degli arti inferiori assumono nel tempo una maggiore incidenza e sono riportati al quarto posto (128.684 casi) Nei raggruppamenti per categorie diagnostiche maggiori le malattie dell’apparato cardiocircolatorio sono quelle a maggior frequenza (circa 15%) seguite dalle malattie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo (12%), le malattie dell’apparato digerente (10%), la gravidanza, il parto ed il puerperio (9,3%).
Oltre un ricovero su tre, richiede un intervento in sala operatoria. I dimessi a seguito di intervento o procedura chirurgica sono stati circa 4 milioni e 700 mila nel 2005, di questi circa 3 milioni e 13 mila in regime ordinario e un milione 691 mila in day hospital.
In regime ordinario, ai primi posti tra gli interventi chirurgici più frequenti vi sono:
• parto con taglio cesareo (complessivamente circa 212 mila interventi)
• colecistectomia ed esplorazione del dotto comune (100 mila)
• riparazione di ernia inguinale (93.000)
• sostituzione di anca (82 mila circa)
In regime di day hospital, l’intervento chirurgico più frequente in assoluto è quello sul cristallino con 340 mila ricoveri (se ne contano altri 76 mila in regime di ricovero ordinario) seguito dall’aborto (150 mila casi).
La mobilità ospedaliera, ossia il ricorso al ricovero in strutture collocate al di fuori della propria regione di residenza, è stabile negli anni e si attesta sul 7,3% per il regime ordinario e 6,2% nel regime diurno.
In costante e consistente crescita negli anni l’assistenza ospedaliera erogata per i cittadini stranieri presenti in Italia: oltre 508 mila pazienti nel 2005.

 

Fonte www.ministerosalute.it

 

 






 
 
 
 

  



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