Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

La Rete Nefrologica Italiana: rilevazioni e indicazioni SIN


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Con questo documento la SIN (Società Italiana di Nefrologia) ha inteso indicare le caratteristiche che ritiene ottimali per lo sviluppo della rete nefrologica italiana, stabilendo parametri e specifiche per le risorse strutturali e strumentali, per quelle umane, per le attività e per gli aspetti organizzativi delle strutture nefrologiche.
Per raggiungere questo scopo la SIN è partita da una dettagliata descrizione dell’esistente: è stato realizzato un Censimento in via informatica su tutto il territorio nazionale che ha esaminato la situazione nel 2004. I principali risultati dell’inchiesta sono stati i seguenti:

A) Strutture: - 363 strutture pubbliche di Nefrologia e/o Dialisi
- 303 strutture satellite dipendenti da queste ultime
- 295 strutture private distribuite in 13 delle 20 regioni italiane
per un totale di 961 strutture pari a 16,4 per milione di popolazione (pmp) che comprendevano 2.742 letti di degenza nefrologica (47 pmp).

B) Medici: L’attività nefrologica è stata condotta da 3.728 medici (63 pmp) dei quali solo l’80% specialista in Nefrologia.

C) Attività:
1) Ricoveri in Nefrologia: 105.238, pari a 1800 pmp/anno
2) Biopsie renali*4 per patologie nefrologiche: 5.774, pari a 99 pmp/anno
3) Pazienti con insufficienza renale acuta*5: 13.456 casi pari a 230 pmp/anno
4) Nuovi casi di insufficienza renale che hanno richiesto dialisi cronica*6: 9.858, pari a 169 pmp/anno
5) Pazienti in dialisi cronica: 43.293 (741 pmp); 90% in emodialisi e 10% in dialisi
peritoneale
6) Pazienti con trapianto di rene seguiti ambulatorialmente:16.765 pari a 287 pmp.

La tabella 1 riporta il confronto dei dati di incidenza*7 e di prevalenza*8 in alcuni paesi europei: l’Italia risulta essere ai primi posti nel trattamento dei pazienti uremici, a testimonianza dell’avanzato sviluppo della realtà nefrologica nel nostro Paese. Il costo derivante dal trattamento dialitico è tuttavia rilevante, circa 25.000 euro all’anno per un paziente in emodialisi in base ai dati Censis 2001, senza contare altri costi sociali aggiuntivi.


Partendo da questa rilevazione dell’esistente, la SIN ha ipotizzato le principali linee di indirizzo.
Come indicazione generale, l’assistenza del paziente nefropatico va affidata agli specialisti nefrologi poiché la letteratura scientifica ha dimostrato che il precoce riferimento al Nefrologo migliora i risultati clinici a breve, medio e lungo termine.


Cardine della rete nefrologica nazionale dovrebbe essere una rete di Strutture Complesse di Nefrologia (SCN), dotate sia di letti di degenza nefrologica, sia di letti di dialisi, capillarmente distribuite sul territorio negli ospedali di maggiori dimensioni con funzioni di centri di riferimento per l’assistenza nefrologica nel territorio di competenza. Già attualmente le SCN svolgono questa funzione, anche se il loro numero e la loro organizzazione varia notevolmente da regione a regione.


E’ auspicabile che ogni SCN disponga, oltre che di un centro dialisi principale, di uno o più Centri satelliti al fine di ampliare sul territorio la rete nefrologica dipendente da un’unica struttura. In tali centri la presenza del medico durante i trattamenti dialitici sarà in funzione dell’organizzazione del centro e della tipologia dei pazienti.


Alcune SCN hanno al loro interno una sezione di trapianto che opera in stretta collaborazione con la componente più propriamente chirurgica del trapianto.
Una componente privata dell’assistenza nefrologico-dialitica può rappresentare un’integrazione dell’assistenza pubblica. La SIN ritiene che nelle regioni dove coesistono sistema pubblico e sistema privato (ovvero in 13 delle 20 regioni italiane), entrambe le componenti debbano far parte di una rete assistenziale coordinata dalla regione e che debbano essere soggette alle stesse regole.


Il documento descrive in dettaglio le caratteristiche delle risorse strutturali, strumentali, umane, delle attività e degli aspetti organizzativi che la SIN giudica opportune e ne fissa i principali parametri utili come punto di riferimento sia per i direttori delle singole strutture nefrologiche, sia per le amministrazioni regionali in fase di programmazione e controllo.


Tra le principali novità organizzative che la SIN propone vi è la collaborazione con i MMG (Medici di Medicina Generale) perché una rapida individuazione delle nefropatie e una corretta e capillare attività di prevenzione è possibile solamente in presenza di una stretta collaborazione tra SCN e MMG attraverso periodici incontri, stesura di protocolli comuni diagnostici e terapeutici, analisi epidemiologiche.



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Incidenza e prevalenza dei pazienti in trattamento sostitutivo della funzione renale in alcuni paesi europei (da Alloatti S et al. Current structure and organisation for renal patient assistance in Italy. Nephrol Dial Transpl 2007; in stampa).

 






 

Approfondimenti:

 
Nefrologia: l’Italia la migliore in Europa
La malattia renale cronica (MRC)
Le malattie renali

Gli Stadi del danno renale
Le conseguenze dell’insufficienza renale cronica
Prevenzione, diagnosi e controlli per le malattie renali
 
Nefrologia: parole chiave

  



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