Con questo documento la
SIN (Società Italiana di Nefrologia) ha inteso indicare le
caratteristiche che ritiene ottimali per lo sviluppo della rete
nefrologica italiana, stabilendo parametri e specifiche per le risorse
strutturali e strumentali, per quelle umane, per le attività e per gli
aspetti organizzativi delle strutture nefrologiche.
Per raggiungere questo scopo la SIN è partita da una dettagliata
descrizione dell’esistente: è stato realizzato un Censimento in via
informatica su tutto il territorio nazionale che ha esaminato la
situazione nel 2004. I principali risultati dell’inchiesta sono stati i
seguenti:
A) Strutture: - 363 strutture pubbliche di Nefrologia e/o
Dialisi
- 303 strutture satellite dipendenti da queste ultime
- 295 strutture private distribuite in 13 delle 20 regioni italiane
per un totale di 961 strutture pari a 16,4 per milione di popolazione (pmp)
che comprendevano 2.742 letti di degenza nefrologica (47 pmp).
B) Medici: L’attività nefrologica è stata condotta da
3.728 medici (63 pmp) dei quali solo l’80% specialista in Nefrologia.
C) Attività:
1) Ricoveri in Nefrologia: 105.238, pari a 1800 pmp/anno
2) Biopsie renali*4 per patologie nefrologiche: 5.774, pari a 99 pmp/anno
3) Pazienti con insufficienza renale acuta*5: 13.456 casi pari a 230 pmp/anno
4) Nuovi casi di insufficienza renale che hanno richiesto dialisi
cronica*6: 9.858, pari a 169 pmp/anno
5) Pazienti in dialisi cronica: 43.293 (741 pmp); 90% in emodialisi e
10% in dialisi
peritoneale
6) Pazienti con trapianto di rene seguiti ambulatorialmente:16.765 pari
a 287 pmp.
La tabella 1 riporta il confronto dei dati di incidenza*7 e di
prevalenza*8 in alcuni paesi europei: l’Italia risulta essere ai primi
posti nel trattamento dei pazienti uremici, a testimonianza
dell’avanzato sviluppo della realtà nefrologica nel nostro Paese. Il
costo derivante dal trattamento dialitico è tuttavia rilevante, circa
25.000 euro all’anno per un paziente in emodialisi in base ai dati
Censis 2001, senza contare altri costi sociali aggiuntivi.
Partendo da questa rilevazione dell’esistente, la SIN ha ipotizzato le
principali linee di indirizzo.
Come indicazione generale, l’assistenza del paziente nefropatico va
affidata agli specialisti nefrologi poiché la letteratura scientifica ha
dimostrato che il precoce riferimento al Nefrologo migliora i risultati
clinici a breve, medio e lungo termine.
Cardine della rete nefrologica nazionale dovrebbe essere una rete di
Strutture Complesse di Nefrologia (SCN), dotate sia di letti di degenza
nefrologica, sia di letti di dialisi, capillarmente distribuite sul
territorio negli ospedali di maggiori dimensioni con funzioni di centri
di riferimento per l’assistenza nefrologica nel territorio di
competenza. Già attualmente le SCN svolgono questa funzione, anche se il
loro numero e la loro organizzazione varia notevolmente da regione a
regione.
E’ auspicabile che ogni SCN disponga, oltre che di un centro dialisi
principale, di uno o più Centri satelliti al fine di ampliare sul
territorio la rete nefrologica dipendente da un’unica struttura. In tali
centri la presenza del medico durante i trattamenti dialitici sarà in
funzione dell’organizzazione del centro e della tipologia dei pazienti.
Alcune SCN hanno al loro interno una sezione di trapianto che opera in
stretta collaborazione con la componente più propriamente chirurgica del
trapianto.
Una componente privata dell’assistenza nefrologico-dialitica può
rappresentare un’integrazione dell’assistenza pubblica. La SIN ritiene
che nelle regioni dove coesistono sistema pubblico e sistema privato
(ovvero in 13 delle 20 regioni italiane), entrambe le componenti debbano
far parte di una rete assistenziale coordinata dalla regione e che
debbano essere soggette alle stesse regole.
Il documento descrive in dettaglio le caratteristiche delle risorse
strutturali, strumentali, umane, delle attività e degli aspetti
organizzativi che la SIN giudica opportune e ne fissa i principali
parametri utili come punto di riferimento sia per i direttori delle
singole strutture nefrologiche, sia per le amministrazioni regionali in
fase di programmazione e controllo.
Tra le principali novità organizzative che la SIN propone vi è la
collaborazione con i MMG (Medici di Medicina Generale) perché una rapida
individuazione delle nefropatie e una corretta e capillare attività di
prevenzione è possibile solamente in presenza di una stretta
collaborazione tra SCN e MMG attraverso periodici incontri, stesura di
protocolli comuni diagnostici e terapeutici, analisi epidemiologiche.

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Incidenza e prevalenza dei pazienti in trattamento sostitutivo della
funzione renale in alcuni paesi europei (da Alloatti S et al. Current
structure and organisation for renal patient assistance in Italy.
Nephrol Dial Transpl 2007; in stampa).