Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 04/04/2008

 

50 anni di innovazione nel trattamento delle psicosi schizofreniche


clicMedicina  - redazione@clicmedicina.it

Janssen-Cilag, azienda farmaceutica leader mondiale nella ricerca, nella sintesi e nello sviluppo di farmaci antipsicotici, rinnova l’impegno nella ricerca e nella formazione medica, con un importante evento dedicato alle psicosi schizofreniche. Illustri esperti, italiani e stranieri, ripercorreranno le tappe principali della ricerca e le più recenti innovazioni terapeutiche.
Responsabile scientifico sarà il prof. Mario Maj, presidente dell’European Psychiatric Association e segretario della World Psychiatric Association.

I laboratori Janssen-Cilag sono da sempre impegnati nella ricerca di nuove soluzioni terapeutiche capaci di migliorare la qualità di vita delle persone affette da psicosi schizofreniche, con risultati di tutto rispetto. E’ del 1958, infatti, la sintesi di Aloperidolo, molecola considerata fino a metà degli anni ‘90 farmaco di elezione per la cura di questa patologia. Più di recente, nel 1984, la sintesi di Risperidone, padre della seconda generazione di antipsicotici, reso disponibile successivamente anche nella formulazione “a rilascio prolungato”, fino ad arrivare ai giorni nostri con Paliperidone a rilascio prolungato, che consolida il patrimonio di innovazione di Janssen-Cilag nell’area delle neuroscienze.

“Negli ultimi 50 anni sono stati fatti grandi passi in avanti nel trattamento farmacologico delle psicosi. Ancora oggi la schizofrenia continua ad avere pesanti conseguenze sulla vita dei malati: obiettivo di tutti, aziende, esperti e associazioni deve essere quello di continuare sulla strada del confronto, della ricerca, e dell’innovazione per migliorare la vita dei pazienti - afferma Massimo Scaccabarozzi, Amministratore Delegato di Janssen-Cilag - che è tra le principali protagoniste delle moderne Neuroscienze, grazie alle continue scoperte per combattere psicosi, epilessie, emicrania e demenze merito delle capacità e della lungimiranza di Paul Janssen”

Janssen-Cilag ha da sempre un occhio di riguardo per la formazione e l’aggiornamento medico, sia su scala nazionale, sia a livello locale, grazie ad un ricco calendario di iniziative, convegni e corsi di aggiornamento, indirizzato in particolare alle nuove leve della medicina. Dopo il Premio per i Giovani Ricercatori sponsorizzato da Janssen-Cilag in collaborazione con la Società Italiana di Ematologia e un inedito corso di perfezionamento su Mieloma Multiplo e Gammapatie Monoclonali, presso la Clinica di Ematologia degli Ospedali Riuniti di Ancona, i giovani talenti verranno coinvolti in un’iniziativa ad hoc anche durante l’evento di Napoli.

In una sessione parallela, infatti, è prevista una tavola rotonda per i giovani psichiatri coordinata dal prof. A. Siracusano e dal dott. M. Bassi, entrambi Presidenti della SIP e da A. Fiorillo, Presidente della SIP Giovani e Coordinatore Nazionale “Giovani Psichiatri”: incentrato sul futuro della psichiatria in Italia, l’incontro sarà per le nuove leve un’occasione di approfondimento e di confronto con gli esperti del settore.

L’incontro di Napoli include una prima giornata - il 3 aprile - dedicata all’impatto dei trattamenti sulla qualità di vita dei pazienti, mentre la giornata successiva sarà incentrata sull’innovazione tecnologica e il futuro della ricerca con un approfondimento sugli aspetti tuttora critici della terapia farmacologica e sulle future prospettive terapeutiche volte a soddisfare i bisogni irrisolti.

Ogni incontro vede la partecipazione di esperti di spicco nel panorama medico nazionale e internazionale. Tra i rappresentanti del panorama italiano della psichiatria: il prof. Mario Maj, presidente dell’European Psychiatric Association e segretario della World Psychiatric Association, il dott. Luca Pani, medico psichiatra impegnato nel campo della ricerca, e il prof. Alberto Siracusano, primario dell’Unità Operativa di Psichiatria del Policlinico di Tor Vergata dell’Università di Roma.
Il contributo dei relatori stranieri sarà rappresentato, tra gli altri, da Dieter Naber, Direttore del Dipartimento di Psichiatria e Psicoterapia dell’Università di Amburgo, e Philip Gorwood, psichiatra specializzato nello studio dei disordini psichiatrici.

Janssen-Cilag S.p.A
Janssen-Cilag S.p.A., parte del Gruppo Johnson & Johnson, è l’azienda leader nel settore farmaceutico con oltre 30 specialità in commercio. Nata dalla fusione di due grandi realtà farmaceutiche del Gruppo J&J, la Janssen Pharmaceutica e la Cilag, è presente in Italia dal 1995 con le due sedi di Cologno Monzese e di Borgo San Michele. Janssen-Cilag in Italia conta circa 1.200 dipendenti e un fatturato 2006 di 485 Mln di euro.

 


Benessere soggettivo e grado di soddisfazione del paziente: possibilità di remissione sintomatologica
Relatore: Dieter Naber
Professore e Direttore del Dipartimento di Psichiatria e Psicoterapia presso il Centro medico universitario Hamburg-Eppendorf in Germania


Solo di recente, e fortemente correlati allo sviluppo di antipsicotici atipici, i criteri di successo sono diventati più ambiziosi e includono una considerazione più approfondita dei sintomi negativi e della disfunzione cognitiva, entrambi di grande importanza per la prognosi nel lungo termine. Il cambiamento più importante nel corso degli ultimi dieci anni è la considerazione della prospettiva del paziente nel lungo termine. Il suo benessere soggettivo, spesso invariato o addirittura peggiorato da antipsicotici tipici, è stato trascurato per tanto tempo. Uno dei motivi è stato il pregiudizio che i pazienti schizofrenici non siano in grado di auto-misurare il loro tasso di umore, il proprio benessere o la qualità della propria vita. Un altro motivo è stata la convinzione che tali dati non fossero necessari perché la prospettiva dello psichiatria, l' "obiettivo" psicopatologico, includa questi domini.
Tra le scale di valutazione, è stato costruito uno strumento autonomo in grado di valutare "il benessere soggettivo sotto trattamento con neurolettici" (SWN). Questa scala è stata utilizzata in numerosi studi clinici controllati e aperti, con le seguenti indicazioni: a) in pazienti schizofrenici, se non più affetti da psicosi acute o da gravi deficit cognitivi, che siano in grado di valutare il proprio benessere soggettivo; b) un alto punteggio della scala SWN correlato con elevata compliance; C) un aumento della SWN mediante gli antipsicotici atipici e d) i singoli miglioramenti di SWN e di PANSS non sono fortemente correlati (r =-. 30 - -. 40).
Uno studio in doppio cieco della durata di 26 settimane, dove clozapina e olanzapina sono stati confrontati, ha dimostrato un miglioramento significativo della SWN di entrambi gli antipsicotici atipici, ma nessuna significativa differenza. Ancora una volta, è stata trovata solo una bassa correlazione tra le riduzioni di psicopatologia e il miglioramento del benessere soggettivo (r =-. 20 - -. 37).
Nel corso degli ultimi anni, numerosi altri studi hanno riscontrato che il miglioramento precoce del benessere soggettivo è un importante fattore predittivo per l'esito a lungo termine, in particolare anche per la possibilità di remissione. Tutti questi dati indicano che una migliore considerazione della prospettiva del paziente è possibile e pertanto necessaria.
 

 

Quali necessità sono ancora insoddisfatte con gli attuali trattamenti?
Relatore: Philip Gorwood
Direttore del Dipartimento di ricerca sui disordini psichiatrici e additivi presso l’INSERIM di Parigi e co-editore della rivista "European Psychiatry"

La necessità di concentrarsi oltre la riduzione globale dei sintomi, e la riduzione della frequenza dei principali effetti collaterali, sono obiettivi ampiamente riconosciuti dai medici, e molto attesi da parte dei pazienti e dei loro familiari.
Un insieme di bisogni insoddisfatti esiste nel trattamento della schizofrenia e comprende più sintomi specifici, come ad esempio i sintomi negativi, i sintomi affettivi, la tendenza al suicidio e le co-morbidità somatiche.
Anche la funzionalità cognitiva ha un grande impatto sulla prognosi a lungo termine della schizofrenia, ed ha ottenuto dei progressi dai neurolettici convenzionali ai nuovi antipsicotici. Le funzioni cognitive sono recentemente considerate come obiettivo di specifici trattamenti che fungono da supporto a diversi prodotti, come ad esempio il Modafinil, essendo attualmente testato dal NIMH in grandi trial.(<http://clinicaltrials.gov>). Un altro aspetto di questo problema è il tempo necessario per la riduzione delle difficoltà cognitive, e l'importanza della pratica. Lo sviluppo tecnico di Internet e il più ampio accesso al Web potrebbero infatti essere utilizzati per il miglioramento delle funzioni cognitive, e anche per il trattamento dei sintomi chiave della schizofrenia, con la possibilità di utilizzare situazioni pratiche mediante situazioni virtuali.
In linea con l'intuizione iniziale di Kraepelin, se la schizofrenia è un disturbo eterogeneo, è possibile che un' associazione di diversi trattamenti che puntino a dimensioni più o meno indipendenti della malattia, possa diventare il nostro futuro metodo per trattare la schizofrenia.
Vi è una discrepanza tra le lamentele dei pazienti e gli obiettivi degli psichiatri. Altri bisogni insoddisfatti riguardano, pertanto, i miglioramenti necessari da parte del paziente. Dopo la riduzione dei sintomi psicotici, la manutenzione della casa e l'informazione sono stati proposti come bisogni importanti ma insoddisfatti da parte dei pazienti. Tali aspettative si basano sulla qualità della vita e sui risultati funzionali, che sono ancora raramente presi in considerazione al momento di valutare l'efficacia del trattamento, anche se sono allo stesso tempo molto importanti per i pazienti e i loro familiari. Misure specifiche, protette dall'impatto diretto dei sintomi, sono ancora necessarie.
Per quanto riguarda l'intera durata della malattia ed il basso numero di psichiatri, il modo in cui i pazienti vengono curati potrebbe coinvolgere più infermieri e operatori sociali, come è stato proposto, per esempio, per la depressione nei pazienti in età avanzata (Hunkeler et al. , 2006). In tali reti, lo psichiatra è responsabile della diagnosi iniziale, ma poi funge da supervisore della rete molto più che di diretto care-giver.
La compliance è un altro dei bisogni insoddisfatti, come uno dei principali fattori coinvolti nel problema delle recidive in schizofrenia. Lo sviluppo di antipsicotici atipici a rilascio prolungato e a lunga durata d'azione è stato uno dei recenti passi di successo, e lo sviluppo chip a rilascio intra-cutaneo nel lungo termine si presenta come una potenziale evoluzione di tali approcci.
 


Ottimizzare le proprietà farmacocinetiche e farmacodinamiche degli antipsicotici per migliorare gli outcome
Relatore: Luca Pani
Dirigente di Ricerca dell’ Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Cagliari

Sebbene gli antipsicotici atipici posseggano dei chiari vantaggi clinici rispetto ai neurolettici tradizionali, alcuni dati derivati da trial come il CATIE1 hanno chiaramente dimostrato che vi è ancora la necessità di migliorare i trattamenti in modo da favorire l’adesione alla terapia e quindi ottenere una risposta clinica continua ed adeguata. In particolare sarebbe un grande vantaggio poter ridurre effetti collaterali come i sintomi e i segni extrapiramidali (EPS) e l’aumento di peso. Un approccio utilizzato di recente per ottimizzare l’attività antipsicotica è quello di modificare il profilo farmacocinetico per ottenere dei profili farmacodinamici più efficaci. Le formulazioni orali degli antipsicotici (come di molti altri farmaci) sono caratterizzate da un assorbimento che produce un aumento e una riduzione relativamente rapidi delle concentrazioni plasmatiche, con il risultato di produrre degli effetti collaterali durante i picchi e di essere meno efficaci durante le valli della curva farmacocinetica. Ottenere dei livelli ematici stabili in cui il farmaco mantiene il massimo del controllo sintomatologico restando sotto le concentrazioni che producono effetti collaterali è quanto di meglio si possa desiderare.
Per gli antipsicotici atipici l’efficacia inizia più o meno al 60% dell’occupazione dei recettori D2 per la dopamina e, oltre l’80%, nella maggior parte degli individui produce EPS.
Gli approcci moderni per ridurre le fluttuazioni picchi-valli dei farmaci a rilascio immediato sono principalmente quelli che comprendono l’impiego di molecole a rilascio prolungato che riducono notevolmente le oscillazioni delle concentrazioni plasmatiche nel tempo. Per quei pazienti che preferiscono i farmaci orali oltre le scelte ormai classiche dell’amisulpride, clozapina, olanzapina, quetiapina e risperidone, è presente anche l’opzione di utilizzare il paliperidone ER che impiega delle pompe osmotiche orali (OROS) in una tecnologia a rilascio continuo. Ciò produce un rilascio costante della molecola per un periodo di 24 ore, un simile approccio è in corso di valutazione anche per la quetiapina.

 

 






 
 
 
 

  



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