Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 22/02/2008

 

Il Papilloma Virus rende infertile un uomo su 4


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Il virus dell’HPV è presente negli spermatozoi degli uomini infertili. Non solo, può rivelarsi una delle cause dell’infertilità stessa. La scoperta è dei ricercatori del Centro di Crioconservazione dei Gameti dell’Azienda ospedaliera – Università di Padova, diretti dal professor Carlo Foresta, che l’annunceranno nel corso del XXIII Convegno di Medicina della Riproduzione in programma ad Abano terme - Padova (Teatro Congressi Pietro d’Abano) dal 21 al 23 febbraio 2008.
L’HPV dunque come fattore causale dell’infertilità e del mancato successo della fecondazione assistita: il Papilloma virus si rivela elemento negativo per la fertilità perché altera le caratteristiche degli spermatozoi e risulta pericoloso per la microiniezione degli spermatozoi all’interno dell’ovocita. Le patologie maschili associate all’infezione da Papilloma virus sono solo in parte documentate: è conosciuta la correlazione con conditomi e verruche, tumori del pene, dell’ano e dell’orofaringe ma non è noto il possibile ruolo che l’HPV può avere nell’infertilità maschile. L’équipe padovana ha analizzato 50 campioni di liquidi seminali di pazienti infertili e ha trovato che nel 25% di questi è presente il Papilloma virus, localizzato direttamente negli spermatozoi e nel loro Dna.
“Questo è preoccupante – spiega il prof. Foresta - perché è possibile che, nei pazienti infertili per alterazione della motilità e delle caratteristiche funzionali degli spermatozoi, il responsabile sia l’HPV che altera le peculiarità degli spermatozoi stessi ed è causa di carente fertilità. Di più: se questi spermatozoi venissero utilizzati per tecniche di fecondazione in vitro potrebbero comportare il passaggio del Dna virale nell’ovocita, con mancanza di sviluppo dell’embrione e quindi fallimento della fecondazione stessa. Questi risultati sono importanti e vanno estesi perché se si confermasse una così forte presenza di Papilloma virus nella popolazione infertile e soprattutto una presenza di HPV negli spermatozoi, la ricerca dell’HPV nel liquido seminale dovrebbe diventare un’indagine di routine”.

HPV, IL PRESERVATIVO NON ANNULLA IL RISCHIO DI INFEZIONE

Nei maschi l'infezione da HPV è sovente presente dai 18 anni in poi e la sua mancata neutralizzazione ne comporta la trasmissione a tutte le persone non vaccinate. Nel sesso forte, a differenza della femmina, non si dispone di un test preciso per valutare la presenza dell'HPV né esiste un trattamento o una cura per eliminare il virus se non la vaccinazione. I Papillomavirus HPV sono membri di una grande ed eterogenea famiglia, le papovaviridae, comprendenti oltre 100 tipi virali diversi, di cui circa 40 attaccano le mucose anogenitali. I virus che infettano gli apparati genitali sono classificati in genotipi a basso rischio oncogeno, che possono causare i condilomi e lesioni di basso grado, ed in genotipi ad alto rischio oncogeno, che sono responsabili del carcinoma cervicale e di altri tumori del tratto anogenitale. Nello specifico, i tipi 6 ed 11 sono responsabili del 90% dei casi di condilomatosi genitale ed i tipi 16 e 18 del 75% dei casi di carcinoma della cervice uterina, del 70% delle lesioni cancerose del collo dell'utero, del 70% dei casi di cancro della vulva e della vagina. Poca attenzione è stata rivolta ad HPV nell'uomo, dove si riscontra la presenza di questo agente patogeno nel tratto urogenitale in percentuali paragonabili a quelle femminili. L'80% degli uomini sessualmente attivi contrae l'infezione da HPV in qualche momento della propria vita, solitamente dopo i primi rapporti sessuali. Entro i 18 anni, già il 50-60% degli uomini sessualmente attivi contrae questa infezione che, nella maggioranza dei casi, non dà sintomi e si risolve spontaneamente. Durante un rapporto sessuale in cui uno dei partner è infetto, il contatto fisico a livello genitale-genitale, manuale-genitale o orale-genitale, determina la trasmissione del virus. L'utilizzo del preservativo, pertanto, riduce di molto la trasmissione dell'infezione, ma non l'annulla. I rischi potenziali nell'uomo non sono completamente studiati: l'HPV, infatti, è stato individuato nel sistema riproduttivo maschile e nel liquido seminale, ma finora non era chiaro il suo ruolo nell'infertilità maschile. La vaccinazione profilattica trova un'ampia giustificazione nel trattamento delle giovani donne, prima dell'attività sessuale, ma è fondamentale che ci si ponga anche il quesito se non sia giusto considerare anche il giovane maschio per la vaccinazione profilattica. Ciò assume un'importanza ancora maggiore dal momento che l'infezione da HPV nell'uomo è frequentemente asintomatica e l'uomo diventa un inconsapevole vettore di agente patogeno. Dei vaccini oggi disponibili sul mercato ce n'è uno, il quadrivalente Gardasil che è indicato nei bambini e negli adolescenti, nelle femmine e anche nei maschi, di età compresa tra 9 e 15 anni, e sono in corso studi per valutare l'efficacia dello stesso vaccino nella prevenzione dei condilomi genitali e del cancro anale anche negli uomini tra 16 e 26 anni. Il vaccino è consigliato ai soggetti che non hanno ancora contratto l'infezione e, quindi, giovani che non hanno ancora avuto esperienze sessuali, per questo l'età è quella adolescenziale dei 12 anni.

 






 
 
 
 

  



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