Ho 29 anni, desidero un bambino, ma mio marito soffre di eiaculazione
ritardata, o meglio, raggiunge l'orgasmo e l'eiaculazione anche in pochi minuti,
ma solamente se stimolato manualmente. In 6 anni che ci conosciamo è riuscito ad
eiaculare dentro di me solamente 1 volta. Sono affranta e demotivata anche
perchè i rapporti durano molto a lungo e io non mi sento in grado di
soddisfarlo.
(Mi permetta una battuta per sdrammatizzare, ...mio marito sembra allergico alla
mia vagina!)
Non sò come affrontare il problema che sembrerebbe psicologico, visto e
considerato che stando ad una visita andrologica di qualche anno fa non sono
stati riscontrati problemi fisici.
La prego cortesemente di aiutarmi, indirizzandomi su quale strada devo seguire
per risolvere il problema.
La ringrazio infinitamente per i consigli che vorrà darmi.
Saluti.
Risposta
Assenza eiaculazione in vagina,
presenza di eiaculazione con la masturubazione. Si tratta sicuramente di un
problema psicologico che va affrontato proprio con l'aiuto di uno
psicolsessuologo. I motivi possono essere tanti...
Riguardo alle cause psichiche sono state avanzate teorie di tipo psicoanalitico
e comportamentistico. Secondo le prima l'assenza di eiaculazione durante il
rapporto sarebbe l'espressione di paure inconsce che il paziente associa
all'eiaculazione: timore di essere castrato o ferito se eiacula nella vagina che
egli identifica con quella materna, ossessione che lo sperma sia qualcosa di
disgustoso, paura del concepimento e delle conseguenti responsabilità.
Secondo il modello comportamentale questo disturbo sessuale sarebbe invece il
risultato di una associazione causa-effetto tra un evento traumatico e la
reazione eiaculatoria: in questo caso eiaculare vuol dire riattivare il trauma.
Ma un altro aspetto da non sottovalutare è la reazione della donna al disturbo
sessuale del maschio; la mancata eiaculazione in vagina costituisce il crollo
delle aspirazioni femminili di maternità o una sua inadeguatezza nello stimolare
il partner, con profondo senso di colpa. Quando si escludono le cause organiche
e quando fallisce anche la terapia psicanalitica, che non affronta il sintomo ma
cerca di far emergere i conflitti inconsci del paziente, un reale contributo
alla risoluzione del problema si è avuto utilizzando tecniche
comportamentistiche, che si sviluppano in tre fasi: stimolazione orale o manuale
senza la fase della penetrazione ed eiaculazione- raggiungimento della
eiaculazione extravaginale con stimolazione diretta da parte della partner-
eiaculazione in vagina.
Prof Aldo Franco de Rose
Specialista Urologo e Andrologo Genova – Roma