La nuova classificazione del danno renale è stata proposta dalla
National Kidney Foundation americana e si basa sui valori del filtrato
glomerulare e su semplici esami utili per rilevare il danno renale come
l’albuminuria, l’esame del sedimento urinario e l’ecografia renale.
| Stadi del danno renale
cronico |
Descrizione |
Filtrato Glomerulare |
| I |
danno renale con funzione
normale aumentata |
> 90ml/min |
| II |
danno renale con
compromissione funzionale lieve |
60-89 ml/min |
| III |
compromissione funzionale
moderata |
30-59 ml/min |
| IV |
compromissione funzionale
grave |
15-29 ml/min |
| V |
insufficienza renale
"terminale" |
< 15 ml/min |
Quando i valori della Filtrato Glomerulare (che si misura con una
formula basata sulla creatinina, età, sesso e razza) sono superiori a 90
ml per minuto, il danno renale è in genere svelato solo da alterazioni
urinarie (proteinuria, e sangue nelle urine), da un’ipertensione
arteriosa, ed eventualmente da edemi o da alterazioni renali
evidenziabili con indagini radiografiche o ecografiche.
Quando si scende al di sotto di 60 ml per minuto, diviene pressante per
il medico curante effettuare una valutazione dell’evolutività del danno,
dell’attività della malattia renale, dell’entità della proteinuria, e
correggere eventuali fattori che favoriscono la progressione della
malattia, in primis dell’ipertensione arteriosa (che può essere causata
dalla nefropatia e, una volta instaurata, contribuisce ad aggravarla),
di un’eventuale ipercolesterolemia, di un eccesso di peso, di
un’abitudine al fumo, ecc.
In queste fasi è necessario prestare particolare attenzione al sistema
cardiocircolatorio, poiché la presenza del danno renale ne favorisce la
compromissione.
Con il progredire dell’insufficienza renale, infatti, i valori della
pressione arteriosa tendono abitualmente ad aumentare, in relazione a
meccanismi combinati di alterata regolazione della produzione di
sostanze che la regolano, il ricambio del sodio; l’ipertensione può a
sua volta aggravare il danno renale e indurre gravi lesioni.
Con valori di Filtrato Glomerulare al di sotto di 15 ml/min i sintomi
dell’insufficienza renale divengono sempre più evidenti (astenia, edemi,
disturbi gastrointestinali, disturbi dell’attenzione, sonnolenza,
difficoltà crescente a tenere sotto controllo la pressione arteriosa,
“mancanza di fiato”, disturbi ormonali ecc.). In queste condizioni si
parla di sindrome uremica o uremia.
Dato l’alto numero di funzioni svolte dal reni, non deve stupire che
l’uremia sia una malattia dell’intero organismo. Nella sua forma più
grave, diventerebbe incompatibile con la sopravvivenza di chi ne è
affetto, se non si potesse far ricorso ad una depurazione con il rene
artificiale (dialisi extracorporea), o con la dialisi peritoneale, o con
un trapianto di rene.