Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

Gli stadi del danno renale


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La nuova classificazione del danno renale è stata proposta dalla National Kidney Foundation americana e si basa sui valori del filtrato glomerulare e su semplici esami utili per rilevare il danno renale come l’albuminuria, l’esame del sedimento urinario e l’ecografia renale.

 
Stadi del danno renale cronico Descrizione Filtrato Glomerulare
I danno renale con funzione normale aumentata  > 90ml/min
II danno renale con compromissione funzionale lieve  60-89 ml/min
III compromissione funzionale moderata  30-59 ml/min
IV compromissione funzionale grave 15-29 ml/min
V insufficienza renale "terminale"  < 15 ml/min


Quando i valori della Filtrato Glomerulare (che si misura con una formula basata sulla creatinina, età, sesso e razza) sono superiori a 90 ml per minuto, il danno renale è in genere svelato solo da alterazioni urinarie (proteinuria, e sangue nelle urine), da un’ipertensione arteriosa, ed eventualmente da edemi o da alterazioni renali evidenziabili con indagini radiografiche o ecografiche.

Quando si scende al di sotto di 60 ml per minuto, diviene pressante per il medico curante effettuare una valutazione dell’evolutività del danno, dell’attività della malattia renale, dell’entità della proteinuria, e correggere eventuali fattori che favoriscono la progressione della malattia, in primis dell’ipertensione arteriosa (che può essere causata dalla nefropatia e, una volta instaurata, contribuisce ad aggravarla), di un’eventuale ipercolesterolemia, di un eccesso di peso, di un’abitudine al fumo, ecc.

In queste fasi è necessario prestare particolare attenzione al sistema cardiocircolatorio, poiché la presenza del danno renale ne favorisce la compromissione.

Con il progredire dell’insufficienza renale, infatti, i valori della pressione arteriosa tendono abitualmente ad aumentare, in relazione a meccanismi combinati di alterata regolazione della produzione di sostanze che la regolano, il ricambio del sodio; l’ipertensione può a sua volta aggravare il danno renale e indurre gravi lesioni.

Con valori di Filtrato Glomerulare al di sotto di 15 ml/min i sintomi dell’insufficienza renale divengono sempre più evidenti (astenia, edemi, disturbi gastrointestinali, disturbi dell’attenzione, sonnolenza, difficoltà crescente a tenere sotto controllo la pressione arteriosa, “mancanza di fiato”, disturbi ormonali ecc.). In queste condizioni si parla di sindrome uremica o uremia.
Dato l’alto numero di funzioni svolte dal reni, non deve stupire che l’uremia sia una malattia dell’intero organismo. Nella sua forma più grave, diventerebbe incompatibile con la sopravvivenza di chi ne è affetto, se non si potesse far ricorso ad una depurazione con il rene artificiale (dialisi extracorporea), o con la dialisi peritoneale, o con un trapianto di rene.


 






 

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