Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 16/02/2008

Nuove Speranze per i pazienti affetti da HIV


ClicMedicina - redazione@clicmedicina.it

HIVPresentati per la prima volta i risultati a 48 settimane dello Studio CASTLE, che dimostrano l’efficacia di atazanavir anche nei pazienti affetti da HIV mai trattati in precedenza con farmaci antiretrovirali.


I dati del CASTLE, cui hanno preso parte anche importanti centri italiani, sono stati presentati nel corso del 15^ CROI (Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections), il più importante appuntamento americano dedicato ai retrovirus e alle infezioni opportunistiche, conclusosi ieri a Boston.
I risultati dello studio offrono alla comunità scientifica la conferma di un’arma terapeutica che unisce una efficacia simile al lopinavir/ritonavir (lopinavir/r), con un profilo migliore sulla tollerabilità e sugli effetti collaterali legati al sistema metabolico. Infatti, nei pazienti naïve trattati con atazanavir/ritonavir (atazanavir/r) è stato riscontrato un più favorevole impatto sul profilo lipidico - con variazioni contenute dei livelli di colesterolo totale, non HDL e trigliceridi - ed una ridotta incidenza di effetti collaterali sfavorevoli (episodi di nausea e diarrea).


“Lo studio CASTLE è importante, perché ci fornisce informazioni che integrano quanto sappiamo sull’uso di atazanavir in pazienti mai trattati in precedenza” – afferma Jean-Michel Molina, Hôpital Saint Louis, Parigi “La terapia antiretrovirale che scegliamo per questo tipo di pazienti deve assicurare tanto l’attività antivirale quanto la tollerabilità, in modo da permettere una gestione ottimale a lungo termine dell’infezione da HIV”.


Lo studio CASTLE è un trial internazionale di 96 settimane, multicentrico e randomizzato, che ha coinvolto 883 pazienti con HIV-1 e naïve al trattamento. Di questi, 440 hanno ricevuto atazanavir 300 mg e ritonavir 100 mg in once a day e 443 sono trattati con lopinavir 400 mg e ritonavir 100 mg due volte al giorno. Tutti i pazienti avevano una carica virale superiore o uguale a 5.000 copie/mL; il disegno dello studio non prevedeva restrizioni all’arruolamento correlate alla conta delle cellule CD4+.


Atazanavir, l’unico inibitore della proteasi once a day disponibile anche in Italia dal 2005, è attualmente indicato in Europa solo per l’uso in pazienti HIV positivi già sottoposti a trattamento antiretrovirale e non per l’utilizzo in pazienti naïve.
 

 






 
 
 
 

  



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