Presentati
per la prima volta i risultati a 48 settimane dello Studio CASTLE, che
dimostrano l’efficacia di atazanavir anche nei pazienti affetti da HIV
mai trattati in precedenza con farmaci antiretrovirali.
I dati del CASTLE, cui hanno preso parte anche importanti centri
italiani, sono stati presentati nel corso del 15^ CROI (Conference on
Retroviruses and Opportunistic Infections), il più importante
appuntamento americano dedicato ai retrovirus e alle infezioni
opportunistiche, conclusosi ieri a Boston.
I risultati dello studio offrono alla comunità scientifica la conferma
di un’arma terapeutica che unisce una efficacia simile al lopinavir/ritonavir
(lopinavir/r), con un profilo migliore sulla tollerabilità e sugli
effetti collaterali legati al sistema metabolico. Infatti, nei pazienti
naïve trattati con atazanavir/ritonavir (atazanavir/r) è stato
riscontrato un più favorevole impatto sul profilo lipidico - con
variazioni contenute dei livelli di colesterolo totale, non HDL e
trigliceridi - ed una ridotta incidenza di effetti collaterali
sfavorevoli (episodi di nausea e diarrea).
“Lo studio CASTLE è importante, perché ci fornisce informazioni che
integrano quanto sappiamo sull’uso di atazanavir in pazienti mai
trattati in precedenza” – afferma Jean-Michel Molina, Hôpital Saint
Louis, Parigi “La terapia antiretrovirale che scegliamo per questo
tipo di pazienti deve assicurare tanto l’attività antivirale quanto la
tollerabilità, in modo da permettere una gestione ottimale a lungo
termine dell’infezione da HIV”.
Lo studio CASTLE è un trial internazionale di 96 settimane,
multicentrico e randomizzato, che ha coinvolto 883 pazienti con HIV-1 e
naïve al trattamento. Di questi, 440 hanno ricevuto atazanavir 300 mg e
ritonavir 100 mg in once a day e 443 sono trattati con lopinavir 400 mg
e ritonavir 100 mg due volte al giorno. Tutti i pazienti avevano una
carica virale superiore o uguale a 5.000 copie/mL; il disegno dello
studio non prevedeva restrizioni all’arruolamento correlate alla conta
delle cellule CD4+.
Atazanavir, l’unico inibitore della proteasi once a day disponibile
anche in Italia dal 2005, è attualmente indicato in Europa solo per
l’uso in pazienti HIV positivi già sottoposti a trattamento
antiretrovirale e non per l’utilizzo in pazienti naïve.