Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 26/03/2008

 

Il giardinaggio come strumento terapeutico per il reinserimento dei pazienti psichici


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La cura di un giardino come metodo terapeutico per il reinserimento lavorativo e sociale di un gruppo di pazienti sofferenti di patologia psichica: è il progetto avviato dal Dipartimento di salute mentale “Maccacaro” dell’ASL TO2 per i pazienti dei centri diurni riuniti nella associazione “Il Sorriso”, nata nel 2005 e formata da malati e da un gruppo di volontari. Grazie alla collaborazione della Circoscrizione V, al gruppo è stata affidata la gestione diretta del giardino pubblico di Largo Borgaro, tra corso Toscana e via Verolengo.
Munito di attrezzi, semi, bulbi e concime, il gruppo ha iniziato a ripulire l’area, tagliando erba e siepi, mettendo a nuovo le panchine e occupandosi della pulizia dei viali, piantando semi e bulbi. Il lavoro ha preso il via a gennaio con un impegno di tre mattinate ogni settimana; questa mattina, martedì 25 marzo, dalle 9 alle 12 si provvederà ad abbellire le aiuole interrando fiori e piantine ornamentali per completare l’opera e restituire alla città uno spazio più gradevole.
Oltre al personale dell’ASL e agli educatori della Cooperativa Zenith, il progetto coinvolge l’AFAP (Associazione familiari ammalati psichici) e la Circoscrizione V, che ha assicurato la supervisione dei lavori da parte di un tecnico specializzato. Per questo impegno i pazienti riceveranno un compenso economico grazie ad alcune “borse lavoro” finanziate dal DSM.
“Risolta la fase acuta – sottolinea il dott. Roberto Messaglia, psichiatra e responsabile dei centri diurni che fanno capo al “Maccacaro” – il nostro compito è aiutare il paziente a reinserirsi nel contesto sociale, superando emarginazione e solitudine e riacquistando fiducia nelle proprie capacità e un ruolo sociale. Questo progetto ha come obiettivo di creare un ponte tra le strutture sanitarie e le risorse di quartiere, dando vita ad una rete che permetta il progressivo reinserimento del paziente psichiatrico. Al tempo stesso, l’impegno legato alla gestione diretta di un’area verde permette al paziente il recupero di abilità manuali e della capacità di autoresponsabilizzarsi, riacquistando la stima di sé tramite la gratificazione legata ai risultati ottenuti, al compenso economico e alla consapevolezza di svolgere un lavoro socialmente utile e apprezzato dalla cittadinanza”.
 

 

 






 
 
 
 

  



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