Ipertensione arteriosa e diabete mellito
sono due patologie croniche tra le più diffuse nei paesi occidentali: in
Italia colpiscono rispettivamente il 30% e tra il 6 e l'8% della
popolazione. Ipertensione e diabete costituiscono i principali fattori
di rischio per lo sviluppo e la progressione della malattia renale
croniche, anch’essa in drammatico aumento negli ultimi anni. La malattia
renale cronica, spesso del tutto asintomatica, colpisce attualmente
circa il 10% della popolazione e comporta –di per sé- un notevole
aumento del rischio di incidenti cerebro e cardiovascolari,
rappresentando, direttamente o indirettamente, un importante fonte di
spesa per i sistemi socio sanitari dei paesi industrializzati.
In particolare i temi affrontati nell’edizione di quest’anno in
svolgimento a Genova riguardano:
Rene, ipertensione e rischio cardiovascolare
Verranno esaminate le principali novità e gli aspetti ancora controversi
sul ruolo della terapia antiipertensiva nella prevenzione del danno
cardiovascolare e renale: in particolare l'utilità di una più aggressiva
riduzione dei valori pressori, il ruolo delle variazioni della
microalbuminuria e della proteinuria e i vantaggi dell'inibizione
farmacologica del sistema renina angiotensina. Verrà inoltre enfatizzata
l’efficacia di un approccio terapeutico aggressivo, integrato e
multifattoriale per prevenire l’insorgenza di complicanze
cardiovascolari e renali nei pazienti diabetici ipertesi. Nel corso del
convegno verranno inoltre presentati i risultati degli studi condotti
dai ricercatori del Centro Ipertensione dell’Azienda Ospedaliera
Universitaria San Martino, in corso di pubblicazione su prestigiose
riviste internazionali che dimostrano come l’identificazione di
alterazioni renali anche lievi ed asintomatiche quali la presenza di
microalbuminuria o una lieve riduzione della tasso di filtrazione
glomerulare consentano di individuare facilmente ed a basso costo i
pazienti con ipertensione a più elevato rischio di sviluppare
complicanze. Queste nuove acquisizioni possono avere importanti ricadute
nella pratica clinica sia in campo diagnostico, poichè semplificano la
valutazione del rischio cardiovascolare dei pazienti a rischio come i
diabetici e/o gli ipertesi, sia terapeutiche poiché offrono al medico un
nuovo, ulteriore strumento (le variazioni di albuminuria, appunto) per
verificare nel tempo l’efficacia della terapia antipertensiva o
antidiabetica.
Cardionefrologia: una disciplina emergente
In considerazione di quanto sopra e per il progressivo aumento
dell’aspettativa di vita media nella popolazione la prevenzione
cardiovascolare e renale costituisce una priorità per la salute pubblica
e rappresenta oggi una delle principali fonti di spesa dei SSN anche in
Italia. E’ prevedibile che discipline come la Cardiologia e la
Nefrologia saranno sempre più strettamente correlate non solo in termini
medico scientifici ma anche nelle iniziative cliniche e assistenziali
sia in ambiente ospedaliero sia sul territorio ed eventi di tipo
educazionale e di aggiornamento come il “Genoa Meeting” assumono
interesse sia per lo specialista sia per il medico di medicina generale.
La forte interrelazione fisiopatologica tra rene e apparato
cardiovascolare costituisce infatti la premessa ed il razionale per un
approccio integrato alla prevenzione, alla diagnostica ed alla terapia
delle complicanze cardiorenali.
La prevenzione delle malattie cardiovascolari e renale: una sfida
per i SSN nel nuovo secolo
A fronte dell’attuale epidemia di complicanze cardiorenali dovuta in
larga parte all’aumento nella popolazione di condizioni cliniche
potenzialmente prevenibili e/o curabili quali ipertensione, diabete,
obesità e danno renale cronico, e considerate le previsioni
epidemiologiche per i prossimi decenni, si impone di individuare ed
attuare politiche sanitarie che siano non solo efficaci ma anche dotate
di un favorevole rapporto costo-efficacia. Provvedimenti strutturali che
siano cioè sostenibili e consentano di razionalizzare piuttosto che
semplicemente contenere la spesa e gli investimenti nel campo della
salute. Questi argomenti, di scottante attualità e di importanza
strategica anche per la definizione di adeguati programmi di politica
sanitaria a livello nazionale e regionale, saranno trattati nel corso di
una Tavola Rotonda tra esperti che vedrà impegnate figure di
straordinario profilo professionale. Il prof. Marino (vedi sopra)
affronterà il delicato tema del rapporto tra incentivazione della
ricerca scientifica e qualità delle prestazioni assistenziali
all’interno del SSN. Contrariamente a quanto si potrebbe ritenere, la
letteratura internazionale indica che la promozione degli investimenti
nel settore della ricerca biomedica (sia essa clinica o di base) può
avere ricadute favorevoli sulla qualità dell’offerta assistenziale
nell’ambito dei SSN anche a breve medio termine e costituisce dunque un
elemento indispensabile di una efficace politica di sviluppo delle cure
e salvaguardia della salute.
Sindrome Metabolica e rischio cardiovascolare e renale
Nel corso del convegno si affronteranno sia il problema della
prevenzione che quello della terapia della sindrome metabolica, una
condizione clinica sempre più frequente nella popolazione generale. La
sindrome metabolica, favorita da non corrette abitudini alimentari e
dalla sedentarietà, è spesso associata ad obesità, diabete ed
ipertensione e costituisce uno dei principali fattori di rischio per le
malattie cardiovascolari. Accanto ai tradizionali farmaci impiegati per
il trattamento dell’ipertensione, della ipercolesterolemia e del diabete
sono oggi disponibili molecole in grado di migliorare la sensibilità
insulinica e ridurre gli segnali endocrini che portano all’aumento
ponderale.
Altri argomenti di interesse
Tra gli altri argomenti affrontati nel corso del convegno sono da
segnalare l’ottimizzazione del trattamento farmacologico (nuovi farmaci
stimolanti l’eritropoiesi e per la correzione dei disturbi del
metabolismo calcio-fosforo) al fine di ridurre le complicanze vascolari
nel paziente con insufficienza renale in dialisi. Un dibattito tra
esperti sarà dedicato a discutere le raccomandazioni fornite dalle
recenti linee guida internazionali per la scelta dei farmaci
antipertensivi. Infine verrà fatto il punto sulle prospettive offerte
dalla ricerca bio-medica a breve-medio termine per il trattamento
sostitutivo della funzione renale (trapianti e dialisi).
Il convegno, giunto ormai alla settima edizione, è stato organizzato dal
prof. Giacomo Deferrari, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell’Università di Genova e Direttore della Clinica di Nefrologia
Dialisi e Trapianto dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino
di Genova ed ha ottenuto, tra l’altro, il patronato delle più importanti
società scientifiche nazionali ed internazionali di Nefrologia (Società
Italiana di Nefrologia, European Dialysis and Transplant Association-ERA,
American Society of Nephrology), della Società Italiana
dell’Ipertensione (SIIA) e delle Società Italiane di Medicina Interna (SIMI)
e Diabetologia (SID, AMD).