Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 23/02/2008

 

Seventh Genoa meeting on hypertension, diabetes and renal diseases


Andrea Comaschi 

Ipertensione arteriosa e diabete mellito sono due patologie croniche tra le più diffuse nei paesi occidentali: in Italia colpiscono rispettivamente il 30% e tra il 6 e l'8% della popolazione. Ipertensione e diabete costituiscono i principali fattori di rischio per lo sviluppo e la progressione della malattia renale croniche, anch’essa in drammatico aumento negli ultimi anni. La malattia renale cronica, spesso del tutto asintomatica, colpisce attualmente circa il 10% della popolazione e comporta –di per sé- un notevole aumento del rischio di incidenti cerebro e cardiovascolari, rappresentando, direttamente o indirettamente, un importante fonte di spesa per i sistemi socio sanitari dei paesi industrializzati.
In particolare i temi affrontati nell’edizione di quest’anno in svolgimento a Genova riguardano:

Rene, ipertensione e rischio cardiovascolare
Verranno esaminate le principali novità e gli aspetti ancora controversi sul ruolo della terapia antiipertensiva nella prevenzione del danno cardiovascolare e renale: in particolare l'utilità di una più aggressiva riduzione dei valori pressori, il ruolo delle variazioni della microalbuminuria e della proteinuria e i vantaggi dell'inibizione farmacologica del sistema renina angiotensina. Verrà inoltre enfatizzata l’efficacia di un approccio terapeutico aggressivo, integrato e multifattoriale per prevenire l’insorgenza di complicanze cardiovascolari e renali nei pazienti diabetici ipertesi. Nel corso del convegno verranno inoltre presentati i risultati degli studi condotti dai ricercatori del Centro Ipertensione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino, in corso di pubblicazione su prestigiose riviste internazionali che dimostrano come l’identificazione di alterazioni renali anche lievi ed asintomatiche quali la presenza di microalbuminuria o una lieve riduzione della tasso di filtrazione glomerulare consentano di individuare facilmente ed a basso costo i pazienti con ipertensione a più elevato rischio di sviluppare complicanze. Queste nuove acquisizioni possono avere importanti ricadute nella pratica clinica sia in campo diagnostico, poichè semplificano la valutazione del rischio cardiovascolare dei pazienti a rischio come i diabetici e/o gli ipertesi, sia terapeutiche poiché offrono al medico un nuovo, ulteriore strumento (le variazioni di albuminuria, appunto) per verificare nel tempo l’efficacia della terapia antipertensiva o antidiabetica.

Cardionefrologia: una disciplina emergente
In considerazione di quanto sopra e per il progressivo aumento dell’aspettativa di vita media nella popolazione la prevenzione cardiovascolare e renale costituisce una priorità per la salute pubblica e rappresenta oggi una delle principali fonti di spesa dei SSN anche in Italia. E’ prevedibile che discipline come la Cardiologia e la Nefrologia saranno sempre più strettamente correlate non solo in termini medico scientifici ma anche nelle iniziative cliniche e assistenziali sia in ambiente ospedaliero sia sul territorio ed eventi di tipo educazionale e di aggiornamento come il “Genoa Meeting” assumono interesse sia per lo specialista sia per il medico di medicina generale.
La forte interrelazione fisiopatologica tra rene e apparato cardiovascolare costituisce infatti la premessa ed il razionale per un approccio integrato alla prevenzione, alla diagnostica ed alla terapia delle complicanze cardiorenali.

La prevenzione delle malattie cardiovascolari e renale: una sfida per i SSN nel nuovo secolo
A fronte dell’attuale epidemia di complicanze cardiorenali dovuta in larga parte all’aumento nella popolazione di condizioni cliniche potenzialmente prevenibili e/o curabili quali ipertensione, diabete, obesità e danno renale cronico, e considerate le previsioni epidemiologiche per i prossimi decenni, si impone di individuare ed attuare politiche sanitarie che siano non solo efficaci ma anche dotate di un favorevole rapporto costo-efficacia. Provvedimenti strutturali che siano cioè sostenibili e consentano di razionalizzare piuttosto che semplicemente contenere la spesa e gli investimenti nel campo della salute. Questi argomenti, di scottante attualità e di importanza strategica anche per la definizione di adeguati programmi di politica sanitaria a livello nazionale e regionale, saranno trattati nel corso di una Tavola Rotonda tra esperti che vedrà impegnate figure di straordinario profilo professionale. Il prof. Marino (vedi sopra) affronterà il delicato tema del rapporto tra incentivazione della ricerca scientifica e qualità delle prestazioni assistenziali all’interno del SSN. Contrariamente a quanto si potrebbe ritenere, la letteratura internazionale indica che la promozione degli investimenti nel settore della ricerca biomedica (sia essa clinica o di base) può avere ricadute favorevoli sulla qualità dell’offerta assistenziale nell’ambito dei SSN anche a breve medio termine e costituisce dunque un elemento indispensabile di una efficace politica di sviluppo delle cure e salvaguardia della salute.

Sindrome Metabolica e rischio cardiovascolare e renale
Nel corso del convegno si affronteranno sia il problema della prevenzione che quello della terapia della sindrome metabolica, una condizione clinica sempre più frequente nella popolazione generale. La sindrome metabolica, favorita da non corrette abitudini alimentari e dalla sedentarietà, è spesso associata ad obesità, diabete ed ipertensione e costituisce uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Accanto ai tradizionali farmaci impiegati per il trattamento dell’ipertensione, della ipercolesterolemia e del diabete sono oggi disponibili molecole in grado di migliorare la sensibilità insulinica e ridurre gli segnali endocrini che portano all’aumento ponderale.

Altri argomenti di interesse
Tra gli altri argomenti affrontati nel corso del convegno sono da segnalare l’ottimizzazione del trattamento farmacologico (nuovi farmaci stimolanti l’eritropoiesi e per la correzione dei disturbi del metabolismo calcio-fosforo) al fine di ridurre le complicanze vascolari nel paziente con insufficienza renale in dialisi. Un dibattito tra esperti sarà dedicato a discutere le raccomandazioni fornite dalle recenti linee guida internazionali per la scelta dei farmaci antipertensivi. Infine verrà fatto il punto sulle prospettive offerte dalla ricerca bio-medica a breve-medio termine per il trattamento sostitutivo della funzione renale (trapianti e dialisi).

Il convegno, giunto ormai alla settima edizione, è stato organizzato dal prof. Giacomo Deferrari, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Genova e Direttore della Clinica di Nefrologia Dialisi e Trapianto dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino di Genova ed ha ottenuto, tra l’altro, il patronato delle più importanti società scientifiche nazionali ed internazionali di Nefrologia (Società Italiana di Nefrologia, European Dialysis and Transplant Association-ERA, American Society of Nephrology), della Società Italiana dell’Ipertensione (SIIA) e delle Società Italiane di Medicina Interna (SIMI) e Diabetologia (SID, AMD).

 






 
 
 
 

  



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