Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 05/03/2008

 

Fumatori attenzione anche al tumore del grosso intestino


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Dunque un’altra “tegola” per chi fuma. Secondo un articolo pubblicato su Cancer res Clin Oncol, nel programmare lo screening dei tumori del colon è necessario accertarsi delle abitudini del paziente riguardo il fumo oltre che dell'anamnesi familiare relativa alla malattia e dell'età del paziente, in quanto i fumatori ricevono diagnosi di tumore del colon circa sette anni prima dei soggetti che non hanno mai fumato, e l'esposizione al fumo passivo, soprattutto nelle prime fasi della vita, è associata ad un'età più giovanile all'esordio della malattia. Pochi giorni addietro era stata pubblicata un’altra notizia che aveva creato allarme tra i fumatori: Oltre al rischio reale per il tumore della vescica, del polmone, della bocca, del danno alla circolazione, dell’invecchiamento della pelle, delle carie ai denti, del danno alla potenza sessuale maschile, sembra che danneggi il cervello, ostacolando le capacità decisionali. Ora un altro rischio tumorale per il colon e il retto.


I meccanismi biologici che legano questi tumori al fumo sono poco chiari: per ora sembra che il fumo potrebbe ridurre la resistenza del fisico ai tumori maligni allo stesso modo in cui deprime la funzionalità immunitaria in genere: gli agenti cancerogeno presenti nel fumo potrebbero raggiungere l'intestino tanto tramite la circolazione che tramite il tratto digerente quando viene deglutito.


La neoplasia del colon retto è responsabile di circa il 10% dei decessi per tumore maligno. Si manifesta a tutte le età, ma è più colpita la sesta e la settima decade. Colpisce i due sessi quasi con la medesima frequenza, ma è più comune nel maschio. Nel 2000 in Italia 37.733 nuovi casi di cui 20.457 maschi e 17.276 donne. E' stato responsabile di 16.646 morti; per il 73% dei casi il cancro si è avuto nel colon e nel 27% nel retto. Per quanto concerne l'età nel 3% dei casi erano soggetti con < 49 aa; 50-29 aa 9%, 60-69 aa. 20%, 70-79 34%, 80 e + 33%.


Non è stata individuata un’unica causa ma le ricerche hanno portato ad acquisizioni importanti. La genetica della poliposi familiare adenomatosa (FAP) e la conoscenza degli oncogèni e dei geni di soppressione tumorale hanno permesso di capire che il locus p53 sul cromosoma 17 è anormale nel 70% dei casi. Nella maggior parte dei tumori sono presenti almeno 2 alterazioni cromosomiche. Altre condizioni associate a rischio di neoplasia colonrettale sono: la sindrome di Peutz-Jeghers, la poliposi giovanile.

 

 






 
 
 
 

  



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