Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 16/02/2008

 

Emicrania: 5 milioni d’italiani in attesa del riconoscimento d’invalidità


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

EmicraniaL’emicrania colpisce oltre sei milioni d’italiani. Non è un semplice mal di testa dal quale si distingue per attacchi frequenti di dolore pulsante e violento che debilitano e limitano la qualità di vita. Insomma è una vera e propria patologia alla quale la Regione Lombardia ha riconosciuto valore d’invalidità civile.


Ad un anno dall’entrata in vigore di questa importante circolare, per ora unica in Italia, gli esperti si riuniranno l’8 febbraio a Milano in un convegno dal titolo “Emicrania: una patologia invalidante” promosso dalla Fondazione IRCSS, Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano. L’obiettivo del convegno è quello di fare il punto sui criteri e sugli strumenti di valutazione della malattia in vista dell’ampliamento della normativa ad altre regioni italiane.


L’emicrania è stata definita “malattia invisibile” perché sia i medici, sia lo stesso paziente, sia coloro che circondano la persona sofferente sottovalutano e sottostimano quella condizione che oggi finalmente è riconosciuta come una malattia che disabilita, rovina la vita, impedisce di svolgere le normali attività quotidiane e professionali.


La normativa applicata in Lombardia riconosce a coloro che soffrono di emicrania un’invalidità civile graduata dall’uno al 46% a seconda del tipo e della frequenza di mal di testa e di attacchi, e comporta una particolare tutela nell’ambiente di lavoro per le forme più gravi.


Per fissare i criteri per il riconoscimento della disabilità, unitamente alla circolare sono state fatte pervenire alle ASL lombarde delle tabelle per la valutazione e la certificazione della malattia. Le cefalee vengono distinte in diversi livelli di gravità e quindi d’invalidità (dall’uno al 46%) a seconda dell’intensità, della frequenza degli episodi e della risposta al trattamento.


“Anche se al momento si applica solo al milione e mezzo di emicranici lombardi, la circolare ha un valore fondamentale in quanto accredita e certifica l’emicrania per quello che è: una malattia seria che ha ripercussioni pesanti a livello personale e sociale” ha commentato il Professor Gennaro Bussone, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico C. Besta di Milano e Past President dell’ANIRCEF, Associazione neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee “Si tenga infatti conto che la stragrande maggioranza degli emicranici ricorre all’automedicazione procurandosi danni da iperabuso di farmaci. Tale abuso nasce proprio dalla sottovalutazione che il paziente attua nei confronti della propria condizione”.


“S’innesca così un circolo vizioso - ha proseguito il Professor Bussone - che spesso porta al ricovero e alla cronicizzazione della malattia con una disabilità crescente che penalizza la persona sul lavoro, ma anche in famiglia e nel quotidiano: una situazione risolvibile solo con il ricovero. Insomma l’emicrania è realmente un problema sociale e la Regione Lombardia lo ha capito e ha riconosciuto le cefalee primarie, tra le quali l’emicrania, come un presupposto di effettiva invalidità”.


La decisione dell’amministrazione lombarda è maturata anche grazie alle forti pressioni esercitate dall’AIC - Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee - che, grazie all’allora presidente Fabio Frediani, si è battuta per questo riconoscimento e per l’aggiornamento dei criteri di valutazione delle cefalee.
 

“Tutti noi che ci muoviamo in questo campo di patologia, e i pazienti per primi, siamo stati orgogliosi ed entusiasti di questa vittoria che almeno per i cittadini lombardi ha significato veder schiudersi la possibilità concreta di non essere più considerati malati di serie B” ha dichiarato il Dottor Frediani, Direttore U.O. Neurologia, Policlinico Ponte San Pietro di Bergamo “Auspichiamo perciò che questa normativa possa diventare diritto comune e conquista di tutti gli italiani affetti da cefalee invalidanti".
“L’emicrania” ha spiegato il Dottor Domenico D’Amico, Direttore Medico U.O. Neurologia III Cefalee, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico C. Besta, Milano “provoca un dolore che anche quando non è intensissimo rovina comunque la vita. Il miglioramento della qualità di vita e la riduzione della disabilità correlata all’emicrania sono tra i traguardi esplicitamente riconosciuti dalle più recenti Linee Guida internazionali. È quindi indispensabile che venga valutato l’impatto negativo determinato dalla malattia sulla vita del paziente e che si valuti l’eventuale miglioramento dopo interventi terapeutici. Alcuni strumenti standardizzati possono aiutare il medico a quantificare la disabilità correlata all’emicrania. Tra questi il MIDAS e l’HIT6, due brevi e semplici questionari da compilare e da analizzare e che valutano il grado di disabilità e l’impatto della malattia sulla qualità della vita”.


“E a proposito di terapie c’è da segnalare - ha concluso il Dottor Domenico D’Amico - che un farmaco indicato nella prevenzione dell’emicrania, il topiramato, è l’unico per il quale esistono studi specifici sulla qualità di vita. Dati recenti, infatti, indicano che il trattamento con topiramato ha portato al miglioramento dei punteggi delle scale di valutazione di alcuni test che valutano il grado di limitazione o interruzione delle normali attività quotidiane e gli effetti sugli aspetti di frustrazione e sconforto. Si è osservato inoltre un recupero di qualità di vita in termini di dolore fisico, di percezione generale dello stato di salute, di vitalità e resistenza all’affaticamento”.


Topiramato, già utilizzato come antiepilettico, è stato approvato in Italia da un anno e mezzo per la prevenzione dell’emicrania ed è indicato per coloro che abbiano dai due ai quattro attacchi al mese e va assunto per almeno tre mesi consecutivi o nei casi in cui il paziente non risponda o sia intollerante alle terapie standard.

 

 






 

Approfondimenti:

 
A colloquio con il Prof. Gennaro Bussone

  



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