Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 16/02/2008

A colloquio con il Prof. Gennaro Bussone


ClicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Qual è il problema più delicato, in tema di emicrania, Professor Bussone?
Purtroppo è il ‘fai da te’, fenomeno molto rilevante: il 75% di coloro che soffrono di mal di testa non si rivolgono al medico che invece dovrebbe essere l’interlocutore naturale. Più spesso ne parlano col farmacista, ma la realtà più frequente è che ci si rivolga a un parente, a un amico, a un conoscente che passa informazioni quasi sempre sbagliate se non addirittura dannose.


Quali sono le cause dell’emicrania?
Il vero motivo, il primum movens, ancora non l’abiamo capito del tutto, mentre è chiaro che il dolore nasce da una costrizione dei vasi sanguigni del cranio, al quale segue poi una vasodilatazione. L’intensità di questo dolore, insieme ad altre tipiche manifestazioni come ad esempio la forte repulsione per la luce, i suoni o gli odori che distingue il semplice mal di testa dall’attacco emicranico.


Quali consigli per affrontare l’emicrania?
1. Contattate il medico prima di prendere farmaci da soli
2. abituatevi a riconoscere subito le prime avvisaglie dell’attacco e fate attenzione al tipo di dolore
3. se non vi vengono prescritti dal medico, non procuratevi mai farmaci per i quali occorre una prescrizione, magari perché ve lo dà un amico
4. non passate da un farmaco da banco all’altro nel corso della stessa giornata o, ancor peggio, non sovrapponeteli fra loro: l’abuso di farmaci è spesso causa di cronicizzazione della cefalea
5. evitate di assumere qualsiasi analgesico a stomaco vuoto
6. non bevete alcolici durante gli attacchi di mal di testa
7. evitate alimenti quali cioccolato, formaggi stagionati, cibi grassi o ricchi di glutammato come i dadi, soprattutto se esiste correlazione tra la loro assunzione e l’arrivo del vostro mal di testa
8. durante la crisi evitate stimoli stressanti e, se possibile, restate a riposo, in un ambiente buio e silenzioso.

Ma la gente è abbastanza informata sul “mal di testa”?
Il 70% delle persone sa cos’è, ne ha sofferto in qualche momento della vita, ma questo non significa che lo sa curare. Uno dei gravi errori imputabili a chi fa da sé è proprio che, continuando a prendere farmaci inadatti, cronicizza la malattia, trasformando cefalee episodiche in cefalee croniche.
E a quel punto le solite pastiglie non bastano più e così, dopo averle provate tutte vengono al Besta, che considerano l’ultima spiaggia, e sono spesso disperati.

Per l’emicrania è consentito il ricovero?
È una prassi di recente acquisizione, in forza di una disposizione della Regione Lombardia, dal punto di vista sanitario avanzatissima, tant’è che è stata la prima a rinoscere a questa malattia l’invalidità di cui parliamo al convegno dell’8 febbario.
Anche le cefalee croniche nel 50% dei casi necessitano di ricovero.
In realtà però noi curiamo solo la punta dell’iceberg e non sappiamo ancora cosa esattamente ci sia sotto, visto che il 75 % della gente si autocura. La cronicizzazione è una disabilità progressiva che ti penalizza sul lavoro ma anche in famiglia, nel quotidiano. Si conduce una vita pessima, non a caso l’emicrania è al 9° posto tra le malattie più invalidanti. È davvero un problema sociale e la Regione Lombardia lo ha capito e ha riconosciuto le cefalee come un presupposto di effettiva invalidità permanente


Come si deve comportare un emicranico per evitare gli attacchi?
Lo stile corretto di vita certamente aiuta ma, anche se può sembrare un paradosso, non pochi sono convinti che l’emicrania può essere considerata persino un salvavita, un segnale utile ad evitare guai peggiori: il mal di testa potrebbe infatti essere una sorta di risposta autoprotettiva nei confronti dell’eccesso di stimoli esterni e interni ai quali non riesce a far fronte perché i neuroni degli emicranici sono sempre in precario equilibrio energetico: davanti allo stesso stimolo consumano più energia di un neurone normale.


La miglior via d’uscita consiste nell’individuare con l’aiuto di un medico uno stile di vita e di comportamento che possa bypassare questa innata carenza di energia metabolica, evitando un eccessivo consumo di zuccheri o di ossigeno ematici, i due principali carburanti del metabolismo energetico cerebrale.


In sostanza il cervello emicranico finisce per lavorare sempre in riserva consumando più energia di quella di cui può disporre cosicché, come estrema forma di difesa, finisce per “bloccare il motore” innescando un dolore spontaneo che, obbligando al riposo, agisce come sistema di evitamento nei confronti di una situazione che percepisce come nociva.


Ci sono nuove opzioni terapeutiche?
Dopo l’avvento dei triptani che hanno rivoluzionato la terapia dell’attacco acuto la più grossa novità è arrivata dalla terapia profilattica, colmando un’esigenza terapeutica che sentivamo da anni durante i quali continuavamo a dire “adesso che abbiamo “risolto” (fra virgolette, ben inteso) la terapia sintomatica, ci vorrebbe qualcosa di altreetanto efficace in quella profilattica”.


La risposta è venuta da poco proprio in funzione della natura stessa di questa malattia: chi soffre di emicrania, infatti, dal punto di vista neurologico ha un cervello sovraeccitato. Un esempio banale ma utile, se dovessi guidare l’automobile a tutto gas da Milano a Napoli, sono molto alte le probabilità che io fonda il motore. Se pretendo da me stesso di essere sempre al top, l’iperattività dei miei neuroni mantiene il cervello in forma, ma posso anche esagerare.


L’ipereccitabilità neuronale dell’emicrania è simile, anche se meno forte, a quella che si presenta nell’epilessia: ecco perché usando farmaci antiepilettici come il topiramato a dosaggi più bassi è possibile abbassare l’iperecitabilità anche dei neuroni emicranici impedendlo loro di raggiungere un’eccitazione tale da scatenare l’attacco di mal di testa.
 

---

* Gennaro Bussone Direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche, Fondazione IRCCS - Istituto Neurologico C. Besta di Milano, Past President dell’ANIRCEF - Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee
 

 






 

Approfondimenti:

 
Emicrania: 5 milioni d’italiani in attesa del riconoscimento d’invalidità

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati