Secondo un articolo pubblicato su Journal of Neuroscience la droga, e in
particolare l’ecstasy, provoca alterazioni simili alla demenza,
tipo la malattia di Alzheimer, danneggiando le capacità di apprendimento
e memoria. L’esperimento condotto sui topi, ha evidenziato degli effetti
veramente preoccupanti: il cervello dei topi trattati anche con una sola
pasticca di ecstasy presentava alterazioni cellulari sovrapponibili a
quelle tipiche della malattia di Alzheimer e di altre malattie associate
alla demenza. Nello studio, durato due anni, sono stati utilizzate dosi
di ecstasy paragonabili a quelli che un giovane può consumare una sera
in discoteca, ossia una pasticca di 120 milligrammi. Si è visto così che
una sola pasticca è sufficiente a provocare alterazioni cellulari nelle
aree cerebrali che controllano la memoria, come l’ippocampo.
La ricerca porta la firma di italiani ed è stata pubblicata sul Journal
of Neuroscience e condotta nei laboratori del Neuromed di Pozzilli (Isernia).
"Abbiamo osservato nel cervello di animali trattati con questa droga
alterazioni del citoscheletro (struttura scheletrica della cellula),
spiega la dott.ssa Carla Busceti, responsabile della ricerca,
delle cellule dell'ippocampo dovuta a modificazioni chimiche delle
proteine che ne fanno parte. Le proteine del citoscheletro, dette
proteine 'tau', che normalmente sono organizzate in maniera ordinata per
formare una struttura tridimensionale di supporto alla cellula, se
subiscono modificazioni chimiche a causa dell'azione della droga, si
distaccano dalla struttura disorganizzandola e si aggregano tra di loro
formando dei grovigli intracellulari o neurofibrillari, paragonabili a
quelli presenti nei cervelli dei pazienti affetti da Alzheimer e altre
forme di demenza . "E' quindi possibile - conclude la ricercatrice
- inquadrare la tossicità indotta da MDMA come una taupatia (patologia
della proteina tau) che è responsabile di alterazioni che sono simili
alla demenza".
Ma nel giugno dello scarso anno un altro articolo inglese aveva
evidenziato effetti negativi sulla memoria. Riportiamo integralmente
pubblicato su http://www.sciencedaily.com/
Low Doses Of Ecstasy Associated With Decline In Verbal Memory
ScienceDaily (Jun. 5, 2007) — Even low doses of Ecstasy may be
associated with a decline in language-related memory, according to a
report in the June issue of Archives of General Psychiatry, one of the
JAMA/Archives journals.
Ecstasy is an illicit recreational drug popular among young people,
according to background information in the article. Research in both
humans and animals suggests that the drug can harm the brain. Ecstasy
may damage nerve cells that respond to the hormone serotonin, which is
involved in mood, thinking, learning and memory.
Thelma Schilt, M.Sc., of the Academic Medical Center of the University
of Amsterdam, the Netherlands, and colleagues recruited 188 volunteers (average
age 22) who had not used Ecstasy but reported that they were likely to
try it soon. Within three years of the initial evaluations, which took
place between April 2002 and April 2004, 58 individuals began using
Ecstasy.
They were compared with 60 individuals who had the same age, sex and
intelligence score but who did not use Ecstasy during the follow-up
period. All participants took tests that assessed various types of
memory--including attention, verbal memory for words and language, and
visual memory for images--at the beginning and end of the study. Verbal
memory was tested by memorizing a series of 15 words and repeating them
immediately and again 20 minutes later.
"At the initial examination, there were no statistically significant
differences in any of the neuropsychological test scores between
persistent Ecstasy-naïve subjects and future Ecstasy users," the
authors write. "However, at follow-up, change scores on immediate and
delayed verbal recall and verbal recognition were significantly lower in
the group of incident Ecstasy users compared with persistent
Ecstasy-naïve subjects. There were no significant differences on other
test scores."
In contrast to other studies, which have suggested that Ecstasy affects
women more than men, there was no difference in the drug's effect
between the sexes. Overall, test scores remained within the normal range
for the general population.
The fact that Ecstasy appeared to affect only verbal memory points to
specific brain areas and chemicals that may be affected by the drug, the
authors note. "The main underlying factor seems to be a depletion of
serotonin in Ecstasy users, a depletion that might be reversible,"
they write. "Serotonin is involved in several cognitive functions but
might be especially relevant to learning and memory."
"In conclusion, our data indicate that low doses of Ecstasy are
associated with decreased verbal memory function, which is suggestive
for Ecstasy-induced neurotoxicity," the authors conclude. "Further
research on the long-term effects of Ecstasy as well as on the
possibility of additive effects of Ecstasy use on aging of the brain is
needed."
Arch Gen Psychiatry. 2007;64:728-736.
L'ecstasy provoca alterazioni simili a quelle della demenza»
In particolare della malattia di Alzheimer, danneggiando le capacità di
apprendimento e memoria. La scoperta, pubblicata sul Journal of
Neuroscience, è italiana e si deve alla ricerca condotta nei laboratori
del Neuromed di Pozzilli (Isernia)
L'ecstasy provoca nel cervello alterazioni simili a quelle tipiche della
demenza, in particolare della malattia di Alzheimer, danneggiando le
capacità di apprendimento e memoria. La scoperta, pubblicata sul Journal
of Neuroscience, è italiana e si deve alla ricerca condotta nei
laboratori del Neuromed, l’Istituto neurologico mediterraneo di Pozzilli
(Isernia).
I ricercatori, coordinati da Carla Busceti, hanno osservato che nel
cervello dei topi anche una sola pasticca di ecstasy provoca alterazioni
cellulari sovrapponibili a quelle tipiche della malattia di Alzheimer e
di altre malattie associate alla demenza. Nello studio, durato due anni,
sono stati utilizzate dosi di ecstasy paragonabili a quelli che un
giovane può consumare una sera in discoteca, ossia una pasticca di 120
milligrammi. Si è visto così che una sola pasticca è sufficiente a
provocare alterazioni cellulari nelle aree cerebrali che controllano la
memoria, come l’ippocampo. Più le dosi di ecstasy somministrate sono
maggiori e prolungate nel tempo, più aumentano i danni cerebrali.
«Le alterazioni osservate nelle cellule del cervello in seguito alla
somministrazione della droga sono molto simili a quelle identificate nei
cervelli di pazienti colpiti da forme di demenza», osserva Carla
Busceti. Alla luce di questi dati, secondo i ricercatori, è plausibile
ritenere che soggetti che fanno ripetutamente uso di ecstasy, anche in
un singolo episodio occasionale, possano andare incontro a serie
riduzioni della capacità di apprendere e memorizzare.