Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 20/03/2008

 

L’ Ecstasy provoca la demenza oltre al calo della memoria già evidenziata nel 2007


clicMedicina  - redazione@clicmedicina.it

Secondo un articolo pubblicato su Journal of Neuroscience la droga, e in particolare l’ecstasy, provoca alterazioni simili alla demenza, tipo la malattia di Alzheimer, danneggiando le capacità di apprendimento e memoria. L’esperimento condotto sui topi, ha evidenziato degli effetti veramente preoccupanti: il cervello dei topi trattati anche con una sola pasticca di ecstasy presentava alterazioni cellulari sovrapponibili a quelle tipiche della malattia di Alzheimer e di altre malattie associate alla demenza. Nello studio, durato due anni, sono stati utilizzate dosi di ecstasy paragonabili a quelli che un giovane può consumare una sera in discoteca, ossia una pasticca di 120 milligrammi. Si è visto così che una sola pasticca è sufficiente a provocare alterazioni cellulari nelle aree cerebrali che controllano la memoria, come l’ippocampo.
La ricerca porta la firma di italiani ed è stata pubblicata sul Journal of Neuroscience e condotta nei laboratori del Neuromed di Pozzilli (Isernia).
"Abbiamo osservato nel cervello di animali trattati con questa droga alterazioni del citoscheletro (struttura scheletrica della cellula), spiega la dott.ssa Carla Busceti, responsabile della ricerca, delle cellule dell'ippocampo dovuta a modificazioni chimiche delle proteine che ne fanno parte. Le proteine del citoscheletro, dette proteine 'tau', che normalmente sono organizzate in maniera ordinata per formare una struttura tridimensionale di supporto alla cellula, se subiscono modificazioni chimiche a causa dell'azione della droga, si distaccano dalla struttura disorganizzandola e si aggregano tra di loro formando dei grovigli intracellulari o neurofibrillari, paragonabili a quelli presenti nei cervelli dei pazienti affetti da Alzheimer e altre forme di demenza . "E' quindi possibile - conclude la ricercatrice - inquadrare la tossicità indotta da MDMA come una taupatia (patologia della proteina tau) che è responsabile di alterazioni che sono simili alla demenza".

Ma nel giugno dello scarso anno un altro articolo inglese aveva evidenziato effetti negativi sulla memoria. Riportiamo integralmente pubblicato su http://www.sciencedaily.com/

Low Doses Of Ecstasy Associated With Decline In Verbal Memory
ScienceDaily (Jun. 5, 2007) — Even low doses of Ecstasy may be associated with a decline in language-related memory, according to a report in the June issue of Archives of General Psychiatry, one of the JAMA/Archives journals.
 

Ecstasy is an illicit recreational drug popular among young people, according to background information in the article. Research in both humans and animals suggests that the drug can harm the brain. Ecstasy may damage nerve cells that respond to the hormone serotonin, which is involved in mood, thinking, learning and memory.
Thelma Schilt, M.Sc., of the Academic Medical Center of the University of Amsterdam, the Netherlands, and colleagues recruited 188 volunteers (average age 22) who had not used Ecstasy but reported that they were likely to try it soon. Within three years of the initial evaluations, which took place between April 2002 and April 2004, 58 individuals began using Ecstasy.
They were compared with 60 individuals who had the same age, sex and intelligence score but who did not use Ecstasy during the follow-up period. All participants took tests that assessed various types of memory--including attention, verbal memory for words and language, and visual memory for images--at the beginning and end of the study. Verbal memory was tested by memorizing a series of 15 words and repeating them immediately and again 20 minutes later.
"At the initial examination, there were no statistically significant differences in any of the neuropsychological test scores between persistent Ecstasy-naïve subjects and future Ecstasy users," the authors write. "However, at follow-up, change scores on immediate and delayed verbal recall and verbal recognition were significantly lower in the group of incident Ecstasy users compared with persistent Ecstasy-naïve subjects. There were no significant differences on other test scores."
In contrast to other studies, which have suggested that Ecstasy affects women more than men, there was no difference in the drug's effect between the sexes. Overall, test scores remained within the normal range for the general population.
The fact that Ecstasy appeared to affect only verbal memory points to specific brain areas and chemicals that may be affected by the drug, the authors note. "The main underlying factor seems to be a depletion of serotonin in Ecstasy users, a depletion that might be reversible," they write. "Serotonin is involved in several cognitive functions but might be especially relevant to learning and memory."
"In conclusion, our data indicate that low doses of Ecstasy are associated with decreased verbal memory function, which is suggestive for Ecstasy-induced neurotoxicity,"
the authors conclude. "Further research on the long-term effects of Ecstasy as well as on the possibility of additive effects of Ecstasy use on aging of the brain is needed."
Arch Gen Psychiatry. 2007;64:728-736.


L'ecstasy provoca alterazioni simili a quelle della demenza»
In particolare della malattia di Alzheimer, danneggiando le capacità di apprendimento e memoria. La scoperta, pubblicata sul Journal of Neuroscience, è italiana e si deve alla ricerca condotta nei laboratori del Neuromed di Pozzilli (Isernia)
L'ecstasy provoca nel cervello alterazioni simili a quelle tipiche della demenza, in particolare della malattia di Alzheimer, danneggiando le capacità di apprendimento e memoria. La scoperta, pubblicata sul Journal of Neuroscience, è italiana e si deve alla ricerca condotta nei laboratori del Neuromed, l’Istituto neurologico mediterraneo di Pozzilli (Isernia).
I ricercatori, coordinati da Carla Busceti, hanno osservato che nel cervello dei topi anche una sola pasticca di ecstasy provoca alterazioni cellulari sovrapponibili a quelle tipiche della malattia di Alzheimer e di altre malattie associate alla demenza. Nello studio, durato due anni, sono stati utilizzate dosi di ecstasy paragonabili a quelli che un giovane può consumare una sera in discoteca, ossia una pasticca di 120 milligrammi. Si è visto così che una sola pasticca è sufficiente a provocare alterazioni cellulari nelle aree cerebrali che controllano la memoria, come l’ippocampo. Più le dosi di ecstasy somministrate sono maggiori e prolungate nel tempo, più aumentano i danni cerebrali.
«Le alterazioni osservate nelle cellule del cervello in seguito alla somministrazione della droga sono molto simili a quelle identificate nei cervelli di pazienti colpiti da forme di demenza», osserva Carla Busceti. Alla luce di questi dati, secondo i ricercatori, è plausibile ritenere che soggetti che fanno ripetutamente uso di ecstasy, anche in un singolo episodio occasionale, possano andare incontro a serie riduzioni della capacità di apprendere e memorizzare.
 

 

 






 
 
 
 

  



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