La
cronaca è che i genitori vorrebbero correggere i caratteri fisionomici
di una bambina down mediante chirurgia estetica. Il buon senso impone
una riflessione: quali i vantaggi? …nessuno. Il bambino down presenta
caratteristiche somatiche del soggetto mongoloide che comprendono:
cranio piccolo, base appiattita, faccia rotonda con fronte bombata, naso
piccolo, narici allargate. A questo bisogna aggiungere: Ritardo Mentale
più o meno grave, Maggiore predisposizione alle Infezioni, Particolare
suscettibilità alla Leucemia, possibilità difetti cardiaci congeniti,
molti dei quali possono essere corretti chirurgicamente … e così via. In
queste condizioni quali vantaggi potrebbe apportare la chirurgia
estetica. Abbiamo già risposto: NESSUNO. Insomma rispettiamo e
valorizziamo questi individui per quelli che sono e non per quelli che
vorremmo fossero. Non dobbiamo dimenticare che il loro aspetto deriva da
una anomalia cromosomica responsabile della trisomia 21, cioè la
presenza di tre cromosomi21 al posto di due…un difetto genetico contro
cui è difficile lottare
La cronaca Ophelia Kirwan due anni, down, ha i genitori medici,
benestanti che hanno deciso di programmare degli interventi di chirurgia
plastica per la loro figlioletta di correggere i difetti dei lineamenti
tipici di chi soffre di questa malattia. Ma dalle decisioni dei genitori
dissentono le associazioni. Ecco quanto ha riportato dal tabloid Daily
Mail :
La madre: «Non è giusto che Ophelia, e altri nella sua stessa
condizione, vengano giudicati dalle loro apparenze, e magari scartati
per un lavoro che invece possono benissimo svolgere», dice Chelsea,
la madre di Ophelia. «È una questione di autostima: se c'è qualcosa
del tuo corpo di cui non sei felice, perché non correggerlo?»,
dichiara ancora Chelsea, che così conclude: «Tutto quello che voglio
è che Ophelia sia felice»
Le associazioni «Il solo pensiero di permettere che aprano la faccia
a tuo figlio per cercare di renderlo più accettabile da parte della
società è terribile», denuncia Rosa Monckton, madre di una ragazzina
Down, moglie di un ex direttore del «Sunday Telegraph» e - sopratutto -
buona amica di Lady D. Una voce dei «quartieri alti», dunque. «Forse
questi genitori stanno facendo fatica ad affrontare lo choc - perché di
choc si tratta - di scoprire che tuo figlio non sarà mai come ti
aspettavi». Una visione assolutamente condivisa dalla «Associazione
britannica Sindrome di Down», che anzi si spinge un po' più in
là, mettendo in evidenza come il dolore e il disagio patito da una
bambina di due anni - che non ha ancora coscienza della propria
condizione - possa addirittura configurarsi come un violenza.