Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 12/03/2008

 

Accettiamo i Down e Dimentichiamoci della Chirurgia Estetica


La cronaca è che i genitori vorrebbero correggere i caratteri fisionomici di una bambina down mediante chirurgia estetica. Il buon senso impone una riflessione: quali i vantaggi? …nessuno. Il bambino down presenta caratteristiche somatiche del soggetto mongoloide che comprendono: cranio piccolo, base appiattita, faccia rotonda con fronte bombata, naso piccolo, narici allargate. A questo bisogna aggiungere: Ritardo Mentale più o meno grave, Maggiore predisposizione alle Infezioni, Particolare suscettibilità alla Leucemia, possibilità difetti cardiaci congeniti, molti dei quali possono essere corretti chirurgicamente … e così via. In queste condizioni quali vantaggi potrebbe apportare la chirurgia estetica. Abbiamo già risposto: NESSUNO. Insomma rispettiamo e valorizziamo questi individui per quelli che sono e non per quelli che vorremmo fossero. Non dobbiamo dimenticare che il loro aspetto deriva da una anomalia cromosomica responsabile della trisomia 21, cioè la presenza di tre cromosomi21 al posto di due…un difetto genetico contro cui è difficile lottare

La cronaca Ophelia Kirwan due anni, down, ha i genitori medici, benestanti che hanno deciso di programmare degli interventi di chirurgia plastica per la loro figlioletta di correggere i difetti dei lineamenti tipici di chi soffre di questa malattia. Ma dalle decisioni dei genitori dissentono le associazioni. Ecco quanto ha riportato dal tabloid Daily Mail :
La madre: «Non è giusto che Ophelia, e altri nella sua stessa condizione, vengano giudicati dalle loro apparenze, e magari scartati per un lavoro che invece possono benissimo svolgere», dice Chelsea, la madre di Ophelia. «È una questione di autostima: se c'è qualcosa del tuo corpo di cui non sei felice, perché non correggerlo?», dichiara ancora Chelsea, che così conclude: «Tutto quello che voglio è che Ophelia sia felice»
Le associazioni «Il solo pensiero di permettere che aprano la faccia a tuo figlio per cercare di renderlo più accettabile da parte della società è terribile», denuncia Rosa Monckton, madre di una ragazzina Down, moglie di un ex direttore del «Sunday Telegraph» e - sopratutto - buona amica di Lady D. Una voce dei «quartieri alti», dunque. «Forse questi genitori stanno facendo fatica ad affrontare lo choc - perché di choc si tratta - di scoprire che tuo figlio non sarà mai come ti aspettavi». Una visione assolutamente condivisa dalla «Associazione britannica Sindrome di Down», che anzi si spinge un po' più in là, mettendo in evidenza come il dolore e il disagio patito da una bambina di due anni - che non ha ancora coscienza della propria condizione - possa addirittura configurarsi come un violenza.

 

 

 






 
 
 
 

  



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