Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

Diagnosi più sicura per il tumore della prostata


Aldo Franco De Rose* - aldoderose@clicmedicina.it

Tumore alla prostataEPCA-2. E’ questo il nome del nuovo marker in grado di svelare il tumore della prostata che, quasi sicuramente, forse fra un anno, manderà in pensione il discusso PSA. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Urology a firma dei ricercatori del Johns Hopkins School of Medicine di Baltimor, dal titolo molto esplicativo: “EPCA-2: A Highly Specific Serum Marker for Prostate Cancer”. Si tratta di una proteina strutturale che si trova nel nucleo delle cellule tumorali della prostata, la Early Prostate Cancer Antigen-2 (EPCA-2), molto stabile e persistente in circolo. Ma sicuramente EPCA2 non rappresenta una novità scientifica per la sola diagnosi. Infatti secondo Robert Getzenberg, direttore di Urologia e leader del team di ricercatori, “il nuovo test, fra qualche anno, oltre ad essere utilizzato per riconoscere gli uomini con tumore della prostata e distinguerli da quelli che soffrono semplicemente di IPB, costituirà l’elemento principale per differenziare i pazienti che avranno bisogno di un approccio terapeutico aggressivo da quelli che necessiteranno invece di una vigile attesa”. Insomma un importante aiuto in tema di terapia di tumore della prostata, il cui obiettivo potrà essere quello di riuscire ad adottare, in ogni singolo paziente, la miglior scelta terapeutica “su misura”, evitando comportamenti troppo standardizzati.


I ricercatori americani hanno esaminato 385 pazienti, nei quali il test EPCA-2 ha distinto i casi di semplice iperplasia prostatica benigna (IPB) e prostatite da quelli di tumore. Più precisamente il 77% dei pazienti con IPB e PSA elevato, e quindi con sospetto cancro prostatico, aveva invece livelli di EPCA-2 più bassi dei valori limiti (il cut off di EPCA 2 è di 30ng/ml). Tale aspetto è stato considerato di enorme importanza e molto incoraggiante in quanto l´IPB è spesso associata ad elevati livelli di PSA, ponendo problemi di diagnosi differenziale e costringendo i pazienti a ripetute biopsie. Al contrario i valori di EPCA-2 sono stati trovati superiori al cut off nel 90% dei soggetti con cancro confinato alla prostata e nel 98% con cancro avanzato (extracapsulare ), individuando complessivamente il 94% di tumori. Inoltre, l´EPCA 2 è risultato altamente sensibile e specifico in quanto è riuscito ad identificare il 78% degli uomini con cancro prostatico anche nel gruppo di soggetti con PSA al di sotto di 2.5 ng/mL e quindi , apparentemente, senza malattia.


Infine, un altro vantaggio sarebbe costituito dal fatto che il test consentirebbe di abbatterebbe drasticamente il numero di biopsie della prostata, oggi, sicuramente molto elevato.

 

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*Specialista Urologo e Andrologo, Clinica Urologica, Osp. S. Martino Genova


 






 

Approfondimenti:

 
I numeri della Biopsia prostatica

Tumore della prostata: “un killer”

  



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