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Genova
Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali
 |
del 31/03/2008 |
Farmaci anticoagulanti:
amici o nemici?
Si
è tenuto venerdì 28 marzo, a Milano, presso il Centro Congressi
Stelline, il workshop “Le complicanze emorragiche della terapia
anticoagulante orale ed il rischio tromboembolico. Quanto è grande la
distanza fra Scilla e Cariddi?”, incontro organizzato dalla
Federazione dei Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza
delle terapie Antitrombotiche (F.C.S.A.)
Sono state discusse le migliori procedure per evitare che i pazienti, in
cura con anticoagulanti per prevenire o curare una trombosi, sviluppino
una emorragia e per evitare che in pazienti che devono affrontare, ad
esempio, un intervento chirurgico, si determini un aumento del rischio
di emorragia.
I pazienti
Sono quasi un milione, in Italia, le persone in cura con i farmaci
anticoagulanti e questo numero è in costante aumento, soprattutto tra le
persone anziane.
Per chi ha subito l’impianto di una valvola cardiaca artificiale, per
chi è stato colpito da infarto del miocardio e per chi ha avuto un
episodio di trombosi venosa o di embolia polmonare la terapia con
anticoagulanti consente di ridurre il rischio di insorgenza di ulteriori
patologie molto gravi e debilitanti.
Farmaci anticoagulanti
I farmaci anticoagulanti, che sono in grado di rallentare il processo di
coagulazione del sangue, rappresentano infatti un trattamento
indispensabile per la cura e la prevenzione delle malattie trombotiche -
e di quelle vascolari, in genere - poiché riducono il pericolo di
formazione dei trombi in pazienti a rischio.
Si tratta a tutti gli effetti di farmaci “salvavita”, spesso
insostituibili in molte condizioni cliniche che, oltre ad un profilo di
grande efficacia e sicurezza, sono ben tollerati e presentano un costo
assai limitato.
Tuttavia il timore, ancora molto diffuso tra i pazienti, che gli
anticoagulanti possano dare origine ad emorragie, ne limita in parte
l’uso.
Progressi nella terapia
Il paziente in terapia anticoagulante si trova a “navigare” tra due
pericoli: la trombosi da una parte, a causa dell’inefficacia del
trattamento, e l’emorragia dall’altra, per un eccessivo effetto del
farmaco in relazione alla situazione del paziente stesso.
Fortunatamente, però, i progressi della medicina hanno reso questa
“navigazione” fra il rischio di emorragia e quello di trombosi, molto
più sicura.
Importanza di controlli regolari
Rimane, comunque, la necessità che il paziente si sottoponga a costanti
e regolari controlli del sangue, dal momento che il farmaco non può
essere somministrato in dosi fisse, ma va regolato in base al reale
effetto anticoagulante ottenuto, che varia da soggetto a soggetto e, nel
tempo, anche nello stesso individuo. Proprio per questo è fondamentale
eseguire regolarmente un test di laboratorio per misurare il livello di
anticoagulazione raggiunto, che non deve essere né eccessivo, perché
aumenterebbe il rischio emorragico, né scarso, perché si ridurrebbe la
protezione dalla trombosi.
Lidia Rota
E’ di fondamentale importanza che i pazienti siano adeguatamente
informati sulle caratteristiche di questa cura, su quando e come
prendere il farmaco, cosa fare e a chi rivolgersi in caso di insorgenza
di complicazioni.
“La disponibilità del paziente a informarsi e ad apprendere le
nozioni indispensabili per una corretta gestione della terapia risulta
determinante nel ridurre la probabilità di emorragie - ha dichiarato la
Dott.ssa Lidia Rota, Presidente di ALT - Per questo motivo l’ALT da anni
si prodiga nella produzione di materiale educativo, pubblicato su SALTO
e disponibile sul sito www.trombosi.org”.
FCSA
Seguendo l’esempio di altri Paesi europei come Inghilterra ed Olanda, si
è verificata anche nel nostro Paese la crescita di strutture
ambulatoriali specializzate, coordinate dalla Federazione dei Centri per
la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapie
Antitrombotiche, che raccoglie quasi 300 Centri sparsi su tutto il
territorio italiano, si occupa di mantenere contatti con le autorità
sanitarie, contribuire all’aggiornamento del personale medico,
promuovere ed eseguire studi clinici e di laboratorio che possano
coinvolgere più Centri.
ALT**
ALT (Associazione per la Lotta alla Trombosi), prima associazione
italiana ad operare nel settore della trombosi, dal 1987 organizza
campagne educative e promuove iniziative con l’obiettivo di diffondere
una “cultura della prevenzione”. Si occupa, inoltre, della redazione di
materiale informativo che viene pubblicato sul periodico SALTO,
quadrimestrale dedicato all’approfondimento degli aspetti più importanti
della prevenzione e della cura delle malattie cardiovascolari.
Una terapia che salva la vita
Di Lidia Rota*
La terapia anticoagulante serve per mantenere il sangue più fluido del
normale, in modo che non si formino trombi (coaguli) dentro le arterie o
dentro le vene, trombi che possono provocare malattie molto gravi, come
l'Infarto del miocardio, l'Ictus cerebrale, la Trombosi arteriosa o
venosa e l’Embolia.
Sono circa un milione le persone che oggi in Italia usano questi
farmaci: sono persone che hanno già avuto un incontro ravvicinato con
queste malattie, oppure che hanno un rischio alto di incontrarle: per
esempio i pazienti con fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo
cardiaco che provoca la formazione di trombi e di emboli, o quelli che
hanno una protesi valvolare meccanica che ha sostituito la valvola
originale in un cuore malato.
La terapia anticoagulante salva la vita: molti potrebbero giovarsene, ma
non usano i farmaci anticoagulanti perchè hanno paura di correre il
rischio di avere un'emorragia. Ma questo non è più vero!
I farmaci non sono cambiati: i dicumarolici hanno quasi cento anni e
costano pochissimo.
E’ invece cambiata la competenza dei medici che seguono questi pazienti.
Oggi sappiamo come tenere sotto controllo il grado di fluidità del
sangue, perché negli anni abbiamo imparato a gestire e dosare il
farmaco: solo quel tanto che basta perchè non formi trombi, ma non
troppo perchè non faccia sanguinare il paziente. Inoltre, i laboratori
di analisi sono sempre più in rete fra loro e controllati in termini di
qualità.
Abbiamo imparato anche e soprattutto che un paziente bene informato e
attento, che sa quando e come prendere il farmaco, che conosce i segnali
di allarme, che sa che cosa fare e a chi rivolgersi in caso di
necessità, è un paziente che certamente contribuirà al successo della
cura.
I Centri di Sorveglianza della terapia anticoagulante sono presenti su
tutto il territorio nazionale, e sono federati nella Federazione dei
Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapie
Antitrombotiche - FCSA .
In questo settore, l'Italia, una volta tanto, è all'avanguardia per
competenza e organizzazione, ma ciò, nel campo della Trombosi, accade
spesso.
* Fondatrice, nel 1987, e presidente di ALT (Associazione per la
Lotta alla Trombosi- Onlus), membro per tre anni del consiglio direttivo
dell’European Heart Network, Alleanza di Fondazioni e Associazioni
europee impegnate nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, è
stata per molti anni responsabile del Centro di Sorveglianza dei
pazienti in terapia anticoagulante orale presso il Centro Emofilia e
Trombosi A. Bianchi Bonomi dell’Ospedale Policlinico di Milano.Dal 1997
dirige il Centro Trombosi dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e
il Centro Trombosi dell’Ospedale San Giuseppe di Milano.
**ALT – Associazione per la lotta alla trombosi – Onlus
è un’associazione non lucrativa di utilità sociale che dal 1987 è
impegnata nella prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi e
nel finanziamento della ricerca scientifica multidisciplinare in questo
campo della medicina.
Le malattie cardiovascolari su base tromboembolica sono l’epidemia dei
nostri giorni: colpiscono ogni anno nel nostro paese 600 mila persone,
sono causa di morte ma soprattutto di grave invalidità. Trombosi
significa: Infarto, Ictus cerebrale, Embolia polmonare, Trombosi venosa
profonda, Trombosi arteriosa.
Queste malattie possono essere evitate in un caso su tre.
Gli strumenti per combattere le malattie da Trombosi sono: 1) la
migliore conoscenza dei meccanismi che portano alla formazione del
Trombo;
2) la prevenzione consapevole basata sulla corretta informazione;
3) il sostegno alla ricerca scientifica.
ALT svolge la sua attività di prevenzione attraverso progetti realizzati
su tutto il territorio nazionale; si rivolge a bambini in età scolare,
alle loro famiglie, alle imprese, agli enti locali, ai medici di
famiglia e ai loro pazienti. ALT attua il suo impegno attraverso
campagne educative, borse di studio, finanziamenti a progetti di ricerca
scientifica, manifestazioni pubbliche. Tutte le iniziative di ALT sono
finanziate attraverso le donazioni di cittadini, aziende e Istituzioni
che credono nella sua missione.
ALT è membro di EHN – European Heart Network, è socio fondatore di
Summit della Solidarietà ed è promotore in Italia del Forum per la
Salute Cardiovascolare.
ALT è legalmente riconosciuta con D.M. nr. 92A3271 del 18.5.1992 e il
suo bilancio è certificato da Deloitte & Touche.
Sul sito www.trombosi.org è possibile conoscere nel dettaglio le
attività promosse da ALT.
Maggiori informazioni sono disponibili su:
www.trombosi.org
www.fcsa.it
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di Genova n° 9 del 05/06/2002
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