Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 16/02/2008

L’Aborto di Napoli: il bambino era davvero malformato? Parlano gli esperti


Aldo Franco De Rose e Andrea Coppola redazione@clicmedicina.it

Il ricovero per un’interruzione volontaria di gravidanza, la telefonata anonima, il blitz della polizia in corsia, l’interrogatorio della donna, le proteste dei medici del policlinico di Napoli, la notizia sui giornali, l’indignazione dell’opinione pubblica, le proteste in piazza in difesa dell’aborto, la bagarre mediatica, la strumentalizzazione politica della vicenda, la guerra degli esposti e le indagini della magistratura. Questa la cronaca degli ultimi fatti legati al tema dell’aborto.

Non vogliamo entrare nel merito di questa bagarre, né vogliamo abbandonarci a giudizi e facili moralismi. Vogliamo invece parlare di altro e cioè della diagnosi prenatale che ha indotto la madre ad abortire: la Sindrome di Klinfelter. È stato scritto che si tratta di una malattia gravissima, di “una cosa terribile” ed “incurabile” e allora ne abbiamo voluto sapere di più parlandone con gli esperti e soprattutto con i soggetti portatori questa malattia e per questo abbiamo interpellato l’UNITASK (Unione Italiana Sindrome di Klinefelter) l’associazione di pazienti e familiari con Sindrome di Klinefelter.

Il parere della genetista
Dott.ssa MARINA BALDI - Presidente Comitato scientifico Unitask. Consultorio di Genetica di Roma

 

Marina Baldi

“La Sindrome di Klinefelter è una patologia genetica che colpisce 1 maschio ogni 500 nati vivi, causata dalla presenza di un cromosoma sessuale in più. Invece del normale 46,XY, il corredo cromosomico di questi soggetti è 47,XXY. Si tratta di una condizione che si verifica abbastanza frequentemente, più di quanto di possa pensare, tanto che non tutti gli ospedali accettano di interrompere la gravidanza con una diagnosi prenatale di questo tipo. Essere Klinefelter comporta sicuramente delle problematiche, molte delle quali legati all’aspetto riproduttivo poiché questi pazienti sono quasi sempre infertili e gli organi genitali, soprattutto i testicoli, possono essere più piccoli del normale. L’aspetto fisico non rivela nulla di particolarmente strano e sicuramente nulla di mostruoso: sono soggetti spesso molto alti, alcuni con una scarsa peluria, con poca barba e si rileva con frequenza un certo grado di obesità. Riguardo alla possibilità di un ritardo mentale, è un’evenienza rara che nella maggior parte dei casi si verifica in forma lieve. Il quoziente intellettivo di questi soggetti è nella media. Quindi, alla luce di queste considerazioni, dire che un feto è malformato perché affetto da questa sindrome è sicuramente eccessivo. È molto importante invece assicurare un’adeguata informazione ai genitori che ricevono una diagnosi prenatale di questo tipo in modo che possano decidere sul futuro del loro bambino in piena coscienza”

Il parere dell’Andrologo.
Prof. LAMBERTO COPPOLA. Comitato Scientifico Unitask - Centro Tecnomed di Nardò (Le), Università del Salento.

“Mi occupo di Sindrome di Klinefelter da 25 anni e ogni volta che parlo dell’argomento mi piace citare un aforisma di Albert Einstein: è più facile distruggere un atomo che un pregiudizio. E di pregiudizi su questa patologia ce ne sono tanti. Innanzi tutto non è vero che è una malattia terribile ed incurabile. Oggi le strategie terapeutiche sono molteplici, sia riguardo gli aspetti sessuali sia quelli psicologici che accompagnano la sindrome. Molti Klinefelter conducono una vita del tutto normale, sono fisicamente normali, senza alterazioni fisiche degne di nota e la patologia viene diagnosticata solo quando si rivolgono all’andrologo o all’endocrinologo perché non riescono ad avere figli. Questo vuol dire quindi che sono persone che si sposano, che hanno una normale vita sessuale ed intesa di coppia, ma il loro liquido seminale è privo di spermatozoi. Quasi costantemente infatti presentano azoospermia anche se dalla letteratura scientifica emerge chiaramente che il binomio Klinefelter-Sterilità è un dogma ormai sfatato in quanto sono riportati casi di paternità spontanea, seppur molto rari, e di paternità raggiunta grazie a tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita.

Riguardo la sessualità c’è da dire che con l’età adulta molti soggetti riscontrano una riduzione della libido con disfunzione erettile di vario grado e questo perché generalmente la concentrazione di testosterone è ridotta rispetto alla popolazione normale. Ma per questo problema esiste una terapia molto semplice: la somministrazione di testosterone esogeno che molto spesso viene prescritto sotto forma di una semplicissima crema in gel da far assorbire attraverso la cute. Al di là della vicenda di Napoli e delle discussioni politiche, etiche e sociali che ne sono derivate, mi sembra doveroso proteggere i pazienti Klinefelter ed i loro familiari dalle preoccupazioni che possono esser derivate dall’aver appreso dalla stampa che la Sindrome di Klinefelter è cosa talmente terribile da essere anche incurabile.”


Il parere di una Mamma
GIUSEPPINA CAPALBO - Referente Unitask Onlus per la Calabria.

“In seguito ai fatti del policlinico di Napoli i giornali hanno riportato informazioni che mal rappresentano la realtà della Sindrome di Klinefelter. È vero che i problemi non mancano, ma non si tratta di quello ci cui si è parlato. I soggetti affetti da Sindrome di Klinefelter passano inosservati al “grande pubblico” ed alcune persone non sanno neanche di essere portatori di questa alterazione genetica. Forse, però, un problema grande li affligge davvero: l’incomprensione. Il diabetico, o il cardiopatico, se ha qualche problema è soggetto alla comprensione partecipe di chi lo conosce, mentre il Klinefelter tende a nascondere la condizione anche ai propri familiari pur di non essere considerato diverso. Il pregiudizio di cui sono spesso vittime riguarda la sessualità. C’è chi etichetta i Klinefelter come “effemminati” o addirittura come “ermafroditi”. Nulla di più errato e pericoloso per la crescita serena di questi ragazzi. Unitask Onlus è nata proprio per combattere il pregiudizio e per sostenere i familiari. Molte mamme con diagnosi prenatale di Sindrome di Klinefelte ci hanno contattato e a loro è stata assicurata una corretta informazione ed è stata data la possibilità di fare una scelta consapevole sulla possibilità di interrompere la gravidanza. Devo dire inoltre che la maggior parte delle donne che hanno avuto la possibilità di conoscere i Klinefelter non ha abortito.”

(http://www.unitask.it)
 

 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati