La
notizia: Il Viagra potrebbe mettere a rischio la fertilità maschile. E’
quanto sostiene il dottor David Glenn, ginecologo specialista alla
’Queen’s University Belfast’, che ha pubblicato sulla rivista ’Fertility
and Sterility’, una ricerca di laboratorio secondo cui il Viagra
danneggerebbe lo sperma e impedirebbe agli uomini di mettere al mondo
dei figli. Ma ahimè, l’esperimento è stato condotto in una provetta e,
anche se le intenzioni erano quelle di riprodurre gli effetti di una
compressa di 100 mg, dosaggio massimo della pillola blu, crediamo
fermamente che sia un errore. Ad oggi i risultati clinici presenti in
letteratura, anche se rari, dicono che il viagra potenzia solo la
motilità degli spermatozoi.
Riportiamo il parere di tre illustri studiosi
Professor
Vincenzo Gentile, presidente della Società Italiana di Andrologia e
primario di Urologia al Policlinico Umberto I di Roma. “Innanzitutto va
considerato che l'esperimento è stato condotto solo in laboratorio e
quindi non è scontato che lo stesso effetto si verifichi sull'uomo”. “In
secondo luogo il dosaggio utilizzato nell'esperimento è molto elevato, e
nella realtà clinica viene adottato di solito solo in pazienti che hanno
subito una asportazione totale della prostata, per i quali il problema
della fertilità non si pone comunque più. Non è provato che al dosaggio
di 50 milligrammi, che è quello di solito utilizzato, gli effetti sugli
spermatozoi siano gli stessi”. “Infine, dice il professor gentile, altri
studi hanno assolto sia il Viagra sia gli altri inibitori della
fosfodiesterasi dal creare danni agli spermatozoi. Quindi direi che
questi risultati vanno senz'altro registrati e approfonditi, ma, allo
stato attuale dei fatti, non devono creare allarme”.
Prof Andrea Lenzi POLICLINICO UMBERTO I ROMA
“Lo studio dell’Università di Belfast mirato a verificare l’influenza
del sildenafil citrato (Viagra) sulla mobilità degli spermatozoi e sulla
reazione acrosomiale è stato realizzato in vitro, quindi fuori da un
ambiente fisiologico. Le condizioni riprodotte nell’esperimento, poi,
prevedono l’utilizzo di una quantità di principio attivo tale da
riprodurre un livello di sildenafil citrato equivalente a quello
presente nel sangue di chi ha assunto una compressa da 100mg, dosaggio
superiore a quello comunemente consigliato (50mg), e non equiparabile
alla concentrazione di sildenafil citrato presente nel plasma seminale
post eiaculazione.”
“Si tratta di uno studio pilota – conclude il professor Lenzi – che deve
trovare conferme nella sperimentazione clinica. E’ quindi prematuro
trarre conclusioni allarmistiche che mettano in correlazione
l’assunzione di Viagra con una probabile diminuzione della fertilità
maschile”.
Prof CARLO FORESTA (UNIVERSITA’ DI PADOVA):
"Le conclusioni dello studio condotto in vitro, infatti, - continua
Foresta - parlano di un miglioramento della mobilità degli spermatozoi a
contatto con sildenafil citrato, con perdita precoce dell’acrosoma,
fenomeno che solitamente si sviluppa quando lo spermatozoo è a contatto
con l’ovocita ed è essenziale per la penetrazione. Dallo studio di
Belfast, tuttavia, si evince che la stimolazione cellulare provocata da
sildenafil citrato, attivando precocemente la perdita dell’acrosoma,
potrebbe far perdere agli spermatozoi la capacità di fecondare poiché
l’evento avverrebbe indipendentemente dal contatto con l’ovocita.
Questa reazione eccessiva, riscontrata in vitro, tuttavia, non potrà mai
trovare riscontro nella pratica clinica poiché nel liquido seminale sono
presenti molte sostanze che legano gran parte di sildenafil citrato e
quindi la quota libera capace di esercitare influenze sugli spermatozoi
è molto bassa, determinando soltanto effetti positivi sulla motilità.
In realtà, studi condotti presso la nostra Università, mostrano
chiaramente che l’azione di sildenafil citrato sugli spermatozoi (come
tutti gli inibitori delle fosfodiesterasi 5) induce un incremento del
GMP ciclico, sistema di attivazione cellulare, poiché abbiamo dimostrato
che l’enzima su cui agisce il Viagra è presente negli spermatozoi.
L’attivazione di questo sistema determina, quindi, una maggior mobilità
degli spermatozoi.
Gli studi dei colleghi inglesi supportano quindi l’effetto positivo che
il viagra esercita sulla motilità degli spermatozoi e dimostrano che
quando questo stimolo è massimale, come solo in laboratorio si può
ottenere, questi effetti sono molto più evidenti e stimolano un
meccanismo importante per la fertilizzazione.
Questo fenomeno - conclude il professor Foresta - può avere, anche,
risvolti positivi negli spermatozoi utilizzati in vitro per la
fecondazione artificiale”