Genova Anno VI - n°32 - 30.01.2008 Pagine Nazionali

del 27/02/2008

 

Viagra e Infertilità maschile: quasi sicuramente una bufala; Ecco il parere di tre esperti


Aldo Franco De Rose - aldofrancoderose@clicmedicina.it

La notizia: Il Viagra potrebbe mettere a rischio la fertilità maschile. E’ quanto sostiene il dottor David Glenn, ginecologo specialista alla ’Queen’s University Belfast’, che ha pubblicato sulla rivista ’Fertility and Sterility’, una ricerca di laboratorio secondo cui il Viagra danneggerebbe lo sperma e impedirebbe agli uomini di mettere al mondo dei figli. Ma ahimè, l’esperimento è stato condotto in una provetta e, anche se le intenzioni erano quelle di riprodurre gli effetti di una compressa di 100 mg, dosaggio massimo della pillola blu, crediamo fermamente che sia un errore. Ad oggi i risultati clinici presenti in letteratura, anche se rari, dicono che il viagra potenzia solo la motilità degli spermatozoi.

Riportiamo il parere di tre illustri studiosi
Professor Vincenzo Gentile, presidente della Società Italiana di Andrologia e primario di Urologia al Policlinico Umberto I di Roma. “Innanzitutto va considerato che l'esperimento è stato condotto solo in laboratorio e quindi non è scontato che lo stesso effetto si verifichi sull'uomo”. “In secondo luogo il dosaggio utilizzato nell'esperimento è molto elevato, e nella realtà clinica viene adottato di solito solo in pazienti che hanno subito una asportazione totale della prostata, per i quali il problema della fertilità non si pone comunque più. Non è provato che al dosaggio di 50 milligrammi, che è quello di solito utilizzato, gli effetti sugli spermatozoi siano gli stessi”. “Infine, dice il professor gentile, altri studi hanno assolto sia il Viagra sia gli altri inibitori della fosfodiesterasi dal creare danni agli spermatozoi. Quindi direi che questi risultati vanno senz'altro registrati e approfonditi, ma, allo stato attuale dei fatti, non devono creare allarme”.

Prof Andrea Lenzi POLICLINICO UMBERTO I ROMA
“Lo studio dell’Università di Belfast mirato a verificare l’influenza del sildenafil citrato (Viagra) sulla mobilità degli spermatozoi e sulla reazione acrosomiale è stato realizzato in vitro, quindi fuori da un ambiente fisiologico. Le condizioni riprodotte nell’esperimento, poi, prevedono l’utilizzo di una quantità di principio attivo tale da riprodurre un livello di sildenafil citrato equivalente a quello presente nel sangue di chi ha assunto una compressa da 100mg, dosaggio superiore a quello comunemente consigliato (50mg), e non equiparabile alla concentrazione di sildenafil citrato presente nel plasma seminale post eiaculazione.”
“Si tratta di uno studio pilota – conclude il professor Lenzi – che deve trovare conferme nella sperimentazione clinica. E’ quindi prematuro trarre conclusioni allarmistiche che mettano in correlazione l’assunzione di Viagra con una probabile diminuzione della fertilità maschile”.

Prof CARLO FORESTA (UNIVERSITA’ DI PADOVA):
"Le conclusioni dello studio condotto in vitro, infatti, - continua Foresta - parlano di un miglioramento della mobilità degli spermatozoi a contatto con sildenafil citrato, con perdita precoce dell’acrosoma, fenomeno che solitamente si sviluppa quando lo spermatozoo è a contatto con l’ovocita ed è essenziale per la penetrazione. Dallo studio di Belfast, tuttavia, si evince che la stimolazione cellulare provocata da sildenafil citrato, attivando precocemente la perdita dell’acrosoma, potrebbe far perdere agli spermatozoi la capacità di fecondare poiché l’evento avverrebbe indipendentemente dal contatto con l’ovocita.

Questa reazione eccessiva, riscontrata in vitro, tuttavia, non potrà mai trovare riscontro nella pratica clinica poiché nel liquido seminale sono presenti molte sostanze che legano gran parte di sildenafil citrato e quindi la quota libera capace di esercitare influenze sugli spermatozoi è molto bassa, determinando soltanto effetti positivi sulla motilità.

In realtà, studi condotti presso la nostra Università, mostrano chiaramente che l’azione di sildenafil citrato sugli spermatozoi (come tutti gli inibitori delle fosfodiesterasi 5) induce un incremento del GMP ciclico, sistema di attivazione cellulare, poiché abbiamo dimostrato che l’enzima su cui agisce il Viagra è presente negli spermatozoi. L’attivazione di questo sistema determina, quindi, una maggior mobilità degli spermatozoi.

Gli studi dei colleghi inglesi supportano quindi l’effetto positivo che il viagra esercita sulla motilità degli spermatozoi e dimostrano che quando questo stimolo è massimale, come solo in laboratorio si può ottenere, questi effetti sono molto più evidenti e stimolano un meccanismo importante per la fertilizzazione.
Questo fenomeno - conclude il professor Foresta - può avere, anche, risvolti positivi negli spermatozoi utilizzati in vitro per la fecondazione artificiale”
 

 

 






 
 

  



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