Genova Anno V - n°31 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

del 18/01/2008

Tumore della prostata: le ultime novità a Genova


Alchiede Simonato

Pochi argomenti sono così controversi come la cura del cancro prostatico. Con le odierne possibilità diagnostiche (PSA ed ecografia transrettale) è possibile porre la diagnosi di forme localizzate, ma non stabilire quali di queste evolveranno.

I tumori prostatici localmente avanzati possono essere controllati per molti anni con l’ormonoterapia, con la radioterapia, con irradiazione della prostata e del tessuto circostante, oppure con una combinazione di entrambe mentre la discussione è aperta per quanto riguarda l’opzione chirurgica. A tal proposito si sono voluti coinvolgere alcuni tra i più rappresentativi cultori dell’urologia italiana per dibattere sul ruolo della chirurgia con una particolare attenzione anche alla radioterapia intraoperatoria, al ruolo determinate della linfoadenectomia e degli importanti quesiti della ripresa di malattia.


La storia naturale
del carcinoma prostatico è quella di una progressiva crescita all’interno della ghiandola sino a coinvolgerne la capsula e sconfinare al di fuori della stessa interessando le vescichette seminali, infiltrando la vescica e gli organi adiacenti. Una volta fuoriuscito dalla ghiandola il tumore metastatizza per via linfatica ai linfonodi otturatori ed iliaci, ai linfonodi pre sacrali e di lì alle altre sedi linfonodali a distanza. Tipica della neoplasia prostatica è una diffusione delle metastasi preferenzialmente alle ossa. A questo livello le metastasi danno prevalentemente lesioni ossee di tipo addensanti ma possono essere anche osteolitiche. Meno frequente, ed in genere tardiva, è la metastatizzazione al fegato ai polmoni ed agli altri organi addominali.
Sono frequenti, nelle forme di carcinoma localmente avanzato, i segni di ostruzione delle vie urinarie con ostruzione meccanica dell’ uretra (con conseguenti problemi di svuotamento vescicale) e degli ureteri (con comparsa di ostruzione mono o bilaterale delle alte vie urinarie e compromissione della funzionalità renale).

Per i tumori prostatici localmente avanzati è necessario "personalizzare" la terapia ad ogni singolo paziente: se, con la progressione della malattia, gli spazi per un intervento chirurgico radicale si riducono, a disposizione del paziente vi sono opzioni terapeutiche quali terapia ormonale, radioterapia, chemioterapia o combinazioni di queste.
In casi rigorosamente selezionati di malattia inizialmente localmente avanzata, ma senza metastasi linfatiche o a distanza, l'intervento chirurgico di prostatectomia radicale può ancora avere un importante ruolo terapeutico e nei casi più sfortunati si può giovare di un trattamento integrato con ormo-radioterapia e chemioterapia adiuvante.
 

 

 






 
 
 
 
 

  



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