Regole ferree e controlli più rigorosi in Piemonte per chi intende
esercitare attività di tatuaggio, piercing, trucco permanente e forature
dei padiglioni auricolari. Lo prevede un disegno di legge approvato oggi
dalla Giunta regionale, che per la prima volta disciplina questa materia
con l’introduzione di una serie di misure volte a tutelare la salute dei
cittadini.
«Se non eseguite in condizioni di sicurezza - spiega Eleonora Artesio,
assessore alla tutela della salute e sanità - le pratiche invasive nel
corpo possono rappresentare un veicolo di trasmissione di malattie
infettive per via ematica, come quelle prodotte dal virus dell’epatite B
o dell’Hiv, che a volte possono avere conseguenze mortali.
L’inoculazione nella cute di sostanze chimiche, inoltre, può provocare
reazioni indesiderate di tipo tossicologico o di sensibilizzazione
allergica. Di qui la necessità, vista anche la diffusione che il
fenomeno ha avuto negli ultimi anni presso tutte le fasce di
popolazione, di colmare il vuoto legislativo attualmente esistente a
livello nazionale, con la predisposizione di un disegno di legge - che
ora passerà al vaglio del Consiglio regionale - che fissi le norme da
osservare per un esercizio corretto di queste pratiche e che delinei un
adeguato sistema di vigilanza da parte delle autorità competenti».
Il provvedimento prevede innanzitutto che chi voglia avviare un’attività
di tatuaggio, di piercing o di trucco permanente o semipermanente e
pratiche correlate debba, oltre ad aver compiuto i 18 anni e adempiuto
agli obblighi scolastici, anche essere in possesso di un attestato di
frequenza e superamento di specifici corsi finalizzati all’apprendimento
di adeguate conoscenze tecniche sotto il profilo igienico-sanitario, in
relazione ai rischi per la salute che possono derivare da queste
pratiche. Le modalità di organizzazione dei percorsi formativi e delle
prove d’esame conclusive verranno fissate dalla Giunta regionale con un
regolamento successivo all’approvazione delle legge, in cui verranno
inoltre definiti i requisiti minimi gestionali, strutturali e
igienico-sanitari richiesti, le modalità di utilizzo delle attrezzature
e dei pigmenti colorati, nonché individuate le parti anatomiche in cui
sarà vietato eseguire tatuaggi e piercing, per le possibili conseguenze
invalidanti.
Coloro che intendono avviare l’attività, inoltre, dovranno darne
comunicazione al Comune e all’Asl di competenza, nonché iscriversi a un
Registro regionale che verrà appositamente costituito per consentire tra
l’altro ai cittadini di poter verificare se il centro cui intendono
rivolgersi sia o meno in regola.
Ed ancora, a tutela dei minori, il provvedimento vieta che possano
essere eseguiti tatuaggi, piercing o trucco permanente in soggetti di
età inferiore ai 14 anni. Fa accezione, in questo quadro, la foratura
del lobo dell’orecchio, purché il minore sia accompagnato da chi
esercita la patria potestà. I ragazzi tra i 14 e i 18 anni, invece,
potranno sottoporsi a queste pratiche, a condizione che chi esercita la
patria potestà rilasci di persona il consenso informato. La violazione
di queste norme è punita con una sanzione amministrativa che va da 1.600
a 10.300 euro,
In ogni caso, i monili per piercing non dovranno contenere nichel e
l’eliminazione dei tatuaggi non potrà avvenire in strutture non
sanitarie in cui non ci sia la presenza di personale medico. Tatuatori e
piercer, infine, dovranno sempre acquisire il consenso informato dei
propri clienti prima di sottoporli al trattamento, nonché compilare per
ciascuno di essi una scheda individuale da conservare per almeno cinque
anni.