Cambiano i ruoli sessuali e uomini e donne sono sempre più vicini.
Edonismo, emozioni, soddisfazione individuale sono oggi alla base delle
relazioni di coppia. Questa la fotografia della nuova sessualità degli
italiani, a quasi 10 anni dall’arrivo della pillola blu, emersa
dall’indagine condotta da GPF per conto di Pfizer Italia dal titolo “Gli
Italiani e la sessualità” su un campione di 2.000 persone
rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età, area
geografica e titolo di studio.
"Dal quadro delineato dalla ricerca - afferma Monica Fabris,
Presidente di GPF e curatrice dell'indagine - la prima macroevidenza
consiste nella constatazione di un graduale avvicinamento dei generi che
si fonda su un processo ormai avviato di revisione dei ruoli sessuali.
Se nella vita sessuale la donna diventa protagonista attiva senza più
paura di incorrere in giudizi più o meno espliciti di riprovazione,
contemporaneamente il mito del “macho” lascia il posto a un uomo capace
di esprimere e condividere la propria emotività, senza paura di
risultare debole e fragile. Così per l’88,6% del campione, oggi,
nell’ambito sessuale la donna non ha più un ruolo passivo, ma esprime
anche i propri desideri e bisogni; per il 90,2% l’uomo, per riuscire a
sedurre una donna, deve saper parlare con lei ed ascoltarla e per
l’83,3% un uomo che cambia i pannolini al figlio, non perde forza e
virilità".
Ma c’è di più, oltre tre quarti dei maschi italiani rifiuta il sesso
senza passione: il 76,6% dichiara non sia possibile avere rapporti
sessuali soddisfacenti senza un coinvolgimento affettivo e l’88,3%
condivide l’affermazione che oggi l’uomo nel rapporto sessuale è attento
anche alle esigenze della donna, mentre in passato era interessato solo
al proprio piacere.
“Insomma, un maschio molto diverso da come ce l’eravamo immaginato. –
dichiara Emmanuele Jannini, coordinatore del corso di laurea in
sessuologia dell’Università dell’Aquila, durante la presentazione dei
dati della ricerca - Tutto ciò è stato intuito da tre
socio-giornalisti newyorkesi che descrivono il nuovo maschio e lo
battezzano übersexual. Sono rimasti in pochi, per lo più emarginati, a
scimmiottare il cowboy alla Marlboro Country, o il più moderno macho
alla Beckham. Ma sta anche tramontando il fatuo e vacuo compagno delle
quattro amiche di Sex & the City, il metrosexual, attento allo stile,
alla cura del proprio corpo e più incline allo shopping di quanto lo
siano le donne. Il nuovo "maschio" guarda finalmente la propria donna
negli occhi, liberato dalla paura di non farcela. Un maschio sempre più
compagno, che non ha più bisogno di dimostrare la propria virilità.”
Dalla ricerca emerge, inoltre, chiaramente che la vita sessuale è un
elemento centrale per gli Italiani, sia in quanto fortemente correlata
agli aspetti della vita sentimentale, sia considerata in sé, come
dimensione dotata di autonomia.
Il 77% degli Italiani tra i 18 e il 74 anni dichiara di avere una
relazione sentimentale. Di questi, il 60,5% afferma di essere molto
soddisfatto della propria sfera sessuale, attribuendo un voto da 8 a 10.
Interrogato, poi, sul bilancio della propria vita sessuale rispetto al
passato, circa la metà del campione dichiara che è rimasta stabile, il
30% ritiene che sia migliorata, mentre il 18% accusa un peggioramento.
E chi sentenzia che la crisi del desiderio sia il vero male della
sessualità contemporanea rimarrà deluso: in realtà gli Italiani fanno
l’amore tanto quanto lo facevano in piena rivoluzione sessuale (si è
passati, in media, da 6,8 a 6,1 rapporti al mese, confrontando i dati
della ricerca svolta da Fabris e Davis nel 1978 dal titolo “Il mito del
sesso. Rapporto sul comportamento sessuale degli Italiani” con quelli
attuali).
Venendo ad analizzare il rapporto degli Italiani con il farmaco, è
importante evidenziare che il 92,8% del campione conosce il Viagra. Tra
questi, il 37,1% dichiara che potrebbe usare o far usare al proprio
partner il farmaco in caso di necessità, dato che si attesta al 43,3%
presso gli uomini.
Alla luce di questo dato, però, “l’accoglienza” del farmaco risulta
ancora sottodimensionata rispetto al suo grande potenziale in termini di
interesse e accettazione socioculturale. Il dato di consumo dichiarato
è, infatti, ancora molto modesto: solo il 2,3 % degli uomini afferma di
averne fatto uso.
Un esame approfondito degli indicatori indiretti rivela, tuttavia, una
potenzialità maggiore di quella dichiarata direttamente: il 65% degli
intervistati sostiene, infatti, che “dovrebbero esserci meno pregiudizi
nell’assumere farmaci come Viagra”. Interessante notare che la
propensione all’uso del farmaco è più alta presso i segmenti di
giovani-adulti, raggiungendo il 41% tra i 35-44enni, ed il 43,9% tra i
45-54enni. Complementariamente, emerge una resistenza maggiore presso la
fascia più anziana della popolazione italiana: il 73,3% dei 65-74enni
dichiara che non userebbe o non farebbe usare il farmaco al partner.
I dati permettono di dire che l’arrivo e il successo del Viagra
implicano una rivoluzione prima di tutto culturale: infatti il 61,1%
degli intervistati afferma che “come la pillola anticoncezionale in
passato ha rappresentato una rivoluzione, così oggi e domani lo sarà il
Viagra" e circa la metà del campione ritiene che "la pillola blu possa
agire come motore di un cambiamento positivo delle abitudini sessuali
degli Italiani".
Il 66,9% del campione sostiene che grazie al Viagra oggi è possibile
realizzare il proprio desiderio di fare l’amore senza problemi di
erezione, e il 57,3% ritiene sia una via per ritrovare l’armonia di
coppia, migliorando la propria vita sessuale. Percentuali di adesione,
queste ultime, che si ripetono trasversalmente all’intero campione, per
tutti i parametri demografici.
“Circa 50 anni fa l’avvento della pillola anticoncezionale ha
rappresentato una vera e propria rivoluzione sessuale che ebbe come
massima espressione la liberazione della donna – commenta Emmanuele
Jannini - quarant'anni più tardi qualcosa di analogo è avvenuto anche
per il maschio, e sempre per opera di una pillola, in questo caso blu.
Il Viagra oltre a essere un efficace e sicuro farmaco per il trattamento
di una patologia (la Disfunzione Erettile) ha liberato l'uomo dai propri
fantasmi, dal rischio di "scollegare" il desiderio dall'erezione,
mutando la percezione di sé e il suo rapporto con la donna e dando
origine, per la prima volta nella storia dell'umanità, ad un
avvicinamento dei sessi. Per questo si può parlare di seconda
rivoluzione sessuale”.
Offrendo una lettura “antropologica” del fenomeno, Alberto Salza
conclude: “Il Viagra può essere considerato uno strumento in grado di
riconnettere il desiderio con l'eccitazione permettendo una gestione
della sessualità a due. Da sempre l’uomo ha fatto ricorso a una sorta di
“cassetta degli attrezzi” per risolvere i problemi - continua Salza - Si
tratta di body tool, protesi corporee di definizione culturale, di cui
Viagra fa parte. Il corpo umano non è una macchina, eppure può essere
"riparato". Data la complessità di interazioni che caratterizza il
funzionamento del sistema-corpo, ogni interevento riparatore, produce
fenomeni che attraversano la scala del corpo e della mente, arrivano
alle relazioni con gli altri e finiscono per coinvolgere tutta la
società. Una cattiva riparazione, o il rifiuto di tale riparazione, può
innescare eventi estremamente negativi. Al contrario, l’utilizzo
dell’attrezzo giusto, la tempestiva riparazione del singolo corpo (e
mente connessa), possono interferire positivamente con la vita di
relazione e la società in cui l'essere umano vive".