Genova Anno V - n°31 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

del 04/12/2007

Seconda rivoluzione sessuale e Viagra


Comunicato Stampa - redazione@clicmedicina.it

Cambiano i ruoli sessuali e uomini e donne sono sempre più vicini. Edonismo, emozioni, soddisfazione individuale sono oggi alla base delle relazioni di coppia. Questa la fotografia della nuova sessualità degli italiani, a quasi 10 anni dall’arrivo della pillola blu, emersa dall’indagine condotta da GPF per conto di Pfizer Italia dal titolo “Gli Italiani e la sessualità” su un campione di 2.000 persone rappresentativo della popolazione italiana per sesso, età, area geografica e titolo di studio.

"Dal quadro delineato dalla ricerca - afferma Monica Fabris, Presidente di GPF e curatrice dell'indagine - la prima macroevidenza consiste nella constatazione di un graduale avvicinamento dei generi che si fonda su un processo ormai avviato di revisione dei ruoli sessuali. Se nella vita sessuale la donna diventa protagonista attiva senza più paura di incorrere in giudizi più o meno espliciti di riprovazione, contemporaneamente il mito del “macho” lascia il posto a un uomo capace di esprimere e condividere la propria emotività, senza paura di risultare debole e fragile. Così per l’88,6% del campione, oggi, nell’ambito sessuale la donna non ha più un ruolo passivo, ma esprime anche i propri desideri e bisogni; per il 90,2% l’uomo, per riuscire a sedurre una donna, deve saper parlare con lei ed ascoltarla e per l’83,3% un uomo che cambia i pannolini al figlio, non perde forza e virilità".

Ma c’è di più, oltre tre quarti dei maschi italiani rifiuta il sesso senza passione: il 76,6% dichiara non sia possibile avere rapporti sessuali soddisfacenti senza un coinvolgimento affettivo e l’88,3% condivide l’affermazione che oggi l’uomo nel rapporto sessuale è attento anche alle esigenze della donna, mentre in passato era interessato solo al proprio piacere.

“Insomma, un maschio molto diverso da come ce l’eravamo immaginato. – dichiara Emmanuele Jannini, coordinatore del corso di laurea in sessuologia dell’Università dell’Aquila, durante la presentazione dei dati della ricerca - Tutto ciò è stato intuito da tre socio-giornalisti newyorkesi che descrivono il nuovo maschio e lo battezzano übersexual. Sono rimasti in pochi, per lo più emarginati, a scimmiottare il cowboy alla Marlboro Country, o il più moderno macho alla Beckham. Ma sta anche tramontando il fatuo e vacuo compagno delle quattro amiche di Sex & the City, il metrosexual, attento allo stile, alla cura del proprio corpo e più incline allo shopping di quanto lo siano le donne. Il nuovo "maschio" guarda finalmente la propria donna negli occhi, liberato dalla paura di non farcela. Un maschio sempre più compagno, che non ha più bisogno di dimostrare la propria virilità.”

Dalla ricerca emerge, inoltre, chiaramente che la vita sessuale è un elemento centrale per gli Italiani, sia in quanto fortemente correlata agli aspetti della vita sentimentale, sia considerata in sé, come dimensione dotata di autonomia.

Il 77% degli Italiani tra i 18 e il 74 anni dichiara di avere una relazione sentimentale. Di questi, il 60,5% afferma di essere molto soddisfatto della propria sfera sessuale, attribuendo un voto da 8 a 10.

Interrogato, poi, sul bilancio della propria vita sessuale rispetto al passato, circa la metà del campione dichiara che è rimasta stabile, il 30% ritiene che sia migliorata, mentre il 18% accusa un peggioramento.

E chi sentenzia che la crisi del desiderio sia il vero male della sessualità contemporanea rimarrà deluso: in realtà gli Italiani fanno l’amore tanto quanto lo facevano in piena rivoluzione sessuale (si è passati, in media, da 6,8 a 6,1 rapporti al mese, confrontando i dati della ricerca svolta da Fabris e Davis nel 1978 dal titolo “Il mito del sesso. Rapporto sul comportamento sessuale degli Italiani” con quelli attuali).

Venendo ad analizzare il rapporto degli Italiani con il farmaco, è importante evidenziare che il 92,8% del campione conosce il Viagra. Tra questi, il 37,1% dichiara che potrebbe usare o far usare al proprio partner il farmaco in caso di necessità, dato che si attesta al 43,3% presso gli uomini.

Alla luce di questo dato, però, “l’accoglienza” del farmaco risulta ancora sottodimensionata rispetto al suo grande potenziale in termini di interesse e accettazione socioculturale. Il dato di consumo dichiarato è, infatti, ancora molto modesto: solo il 2,3 % degli uomini afferma di averne fatto uso.

Un esame approfondito degli indicatori indiretti rivela, tuttavia, una potenzialità maggiore di quella dichiarata direttamente: il 65% degli intervistati sostiene, infatti, che “dovrebbero esserci meno pregiudizi nell’assumere farmaci come Viagra”. Interessante notare che la propensione all’uso del farmaco è più alta presso i segmenti di giovani-adulti, raggiungendo il 41% tra i 35-44enni, ed il 43,9% tra i 45-54enni. Complementariamente, emerge una resistenza maggiore presso la fascia più anziana della popolazione italiana: il 73,3% dei 65-74enni dichiara che non userebbe o non farebbe usare il farmaco al partner.

I dati permettono di dire che l’arrivo e il successo del Viagra implicano una rivoluzione prima di tutto culturale: infatti il 61,1% degli intervistati afferma che “come la pillola anticoncezionale in passato ha rappresentato una rivoluzione, così oggi e domani lo sarà il Viagra" e circa la metà del campione ritiene che "la pillola blu possa agire come motore di un cambiamento positivo delle abitudini sessuali degli Italiani".

Il 66,9% del campione sostiene che grazie al Viagra oggi è possibile realizzare il proprio desiderio di fare l’amore senza problemi di erezione, e il 57,3% ritiene sia una via per ritrovare l’armonia di coppia, migliorando la propria vita sessuale. Percentuali di adesione, queste ultime, che si ripetono trasversalmente all’intero campione, per tutti i parametri demografici.

“Circa 50 anni fa l’avvento della pillola anticoncezionale ha rappresentato una vera e propria rivoluzione sessuale che ebbe come massima espressione la liberazione della donna – commenta Emmanuele Jannini - quarant'anni più tardi qualcosa di analogo è avvenuto anche per il maschio, e sempre per opera di una pillola, in questo caso blu. Il Viagra oltre a essere un efficace e sicuro farmaco per il trattamento di una patologia (la Disfunzione Erettile) ha liberato l'uomo dai propri fantasmi, dal rischio di "scollegare" il desiderio dall'erezione, mutando la percezione di sé e il suo rapporto con la donna e dando origine, per la prima volta nella storia dell'umanità, ad un avvicinamento dei sessi. Per questo si può parlare di seconda rivoluzione sessuale”.

Offrendo una lettura “antropologica” del fenomeno, Alberto Salza conclude: “Il Viagra può essere considerato uno strumento in grado di riconnettere il desiderio con l'eccitazione permettendo una gestione della sessualità a due. Da sempre l’uomo ha fatto ricorso a una sorta di “cassetta degli attrezzi” per risolvere i problemi - continua Salza - Si tratta di body tool, protesi corporee di definizione culturale, di cui Viagra fa parte. Il corpo umano non è una macchina, eppure può essere "riparato". Data la complessità di interazioni che caratterizza il funzionamento del sistema-corpo, ogni interevento riparatore, produce fenomeni che attraversano la scala del corpo e della mente, arrivano alle relazioni con gli altri e finiscono per coinvolgere tutta la società. Una cattiva riparazione, o il rifiuto di tale riparazione, può innescare eventi estremamente negativi. Al contrario, l’utilizzo dell’attrezzo giusto, la tempestiva riparazione del singolo corpo (e mente connessa), possono interferire positivamente con la vita di relazione e la società in cui l'essere umano vive".

 






 
 
 

  



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