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Dott.
Sergio Stagnaro |
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"Ci sono più
cose in cielo e in terra, Orazio,
di quante ne sogni la tua filosofia".
(William Shakespeare)
Nel 1982 un èquipe di ricercatori
dell'Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto
quello che potrebbe essere considerato il più importante esperimento del
ventesimo secolo. Aspect ed il suo "team" hanno infatti scoperto che,
sottoponendo a determinate condizioni particelle subatomiche, come gli
elettroni, esse sono capaci di comunicare simultaneamente l'una con
l'altra. L' esperimento di A. Aspect e' stata la prima verifica della
possibilita di Teletrasporto di pura informazione.
Tale fenomeno necessita di una nuova spiegazione in quanto se viene
considerato nel quadro delle cognizioni tradizionali ad esso si può dare
soltanto una delle due risposte: a) la teoria di Einstein, che esclude
la possibilità di comunicazioni più veloci della luce, è da considerarsi
errata; b) le particelle subatomiche sono connesse "non-localmente";
esse sono in comunicazione in un'altra dimensione dello spazio-tempo.
Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che
si svolgono ad una velocità superiore a quella della luce, l'ipotesi più
accreditata è che, con l'esperimento di Aspect, sia stata offerta la
prova che il legame tra le particelle subatomiche sia effettivamente di
tipo "non locale".
NOTA: Un campo NON LOCALE e quello nel quale non è possibile misurare
contemporaneamente "posizione e velocita" della particella Quantistica.
Nel libro "La realtà quantistica", Nick Herbert afferma che la
non-localizzazione delle particelle spiegherebbe questa loro
"Simultanea" comunicazione non mediata né da campi né da nessun altro
fenomeno sperimentato in campi di struttura spazio temporale Euclidea,
proprio perchè in un mondo tridimensionale nello spazio e
monodimensionale nel tempo, si ammette che la Informazione cosi come la
Energia e la Materia debba essere trasferita tra due posizioni
localizzabili in termini di coordinate Cartesiane. Pertanto la
"Simultaneità" degli eventi e considerata del tutto fortuita e fenomeni
di simultaneità di informazione quali la telepatia o
l'empatia sono considerati privi di ogni possibile spiegazione
scientifica. Ne consegue che i nostri concetti tradizionali di spazio e
tempo vengono messi nuovamente in discussione, come d'altra parte era
accaduto rispettivamente con la teoria della relatività e la meccanica
quantistica.
Il modello non-locale della realtà può addirittura condurre la fisica
teorica ad includere molti eventi osservati in Biologia con la
Semeiotica Biofisica, finora rimasti senza spiegazione alcuna.
Nel 1964 il fisico irlandese John Stewart Bell, dimostrò l'effettiva
esistenza di un mondo non localizzato. In realtà, il "Teorema di Bell"
permette di confutare l'ipotesi secondo cui il mondo è intrinsecamente
localizzato, una teoria quella "locale" risultata fortemente limitativa
e riduttiva della possibilita umana di conoscenza. Fin dai tempi
antichi, se non antichissimi, la teoria della NON Località e considerata
complementare a quella Locale, per lo meno in ambito esoterico, ai
giorni nostri i fenomeni osservabili che necessitano la ammissione di
una teoria dello spazio tempo non locale, sono veramente tanti, e
aumentano a vista d'occhio. Gli studiosi coraggiosi, i ricercatori
all'avanguardia e fisici eminenti che cominciano ad appoggiarla, come
ricorda Lucio Giuliodori: Capra, Bateson, Prigogine, Laszlo, Jantsch,
Talbot (ibidem), ed ora anche nel campo della Biologia, come di seguito
riferito sulla base dei dati della Semeiotica Biofisica.
Infatti, dalle teorie del Fisico Quantistico David Bohm, si evince che
le energie elettromagnetiche e l'intera realtà fisica, sono create dalla
prodigiosa e "magica" natura delle particelle subatomiche, le quali,
incredibilmente, si presentano sotto il duplice aspetto di particelle e
di onde. In sostanza, secondo Bohm, contro ogni apparenza legata al
"tradizionale" modo di conoscere la realtà (= riduttivamente considerata
solo materia-energia, e non anche informazione, come insegna Paolo
Mengazzi con esemplare chiarezza ermeneutica), le particelle non sono
entità individuali, ma estensioni di uno stesso organismo, e il fatto
che appaiano separate, deriva dalla nostra incapacità di vedere la
realtà nella sua interezza. Ad altro livello, dice l'elisabettiano John
Donne che "Nessun uomo è un'isola,/completo in se stesso;/ogni uomo è un
pezzo del continente,/una parte del tutto".
A tutt'oggi appare come sconvolgente il fatto dimostrato dal grande
fisico con gli ologrammi di un oggetto prodotti dal laser: la minima
parte dell'ologramma di un oggetto contiene l'oggetto intero, come nella
geometria di Mandelbroth la forma del tutto è conservata in ogni sua
parte, indipendentemente dalla scala utilizzata: la natura della realtà
è olografica.
L'attuale neurofisiologia insegna la non esistenza della localizzazione
dei ricordi, il che rende più agevole la comprensione della rapidità con
cui ricordiamo un singolo evento tra miliardi e miliardi di informazioni
contenute nel nostro cervello, come dimostrano, per esempio, le ricerche
di Karl Pribram neurofisiologo dell'Università di Stanford.
A questo punto, è opportuno ritornare al mondo microscopico, dove le
particelle presentano la duplice natura di corpuscoli e onde. Da tale
sostanziale ambiguità, consegue l'indeterminazione della contemporanea
misurabilità della posizione della particella e del moto oscillante ed
avvolgente dell'onda ad essa associata. Pertanto dal punto di vista
della costruzione di una immagine la coppia "onda/particella", non da
adito ad alcuna possibilità di costruirne un modello di forma
geometrica. Con insuperata chiarezza Paolo Manzelli insegna che "nella
Meccanica Quantica, la forma degli elementi costituenti la materia e la
energia, assume prevalentemente la forma descritta dalle equazioni
matematiche, che sono funzionali ad individuare la probabilità di
localizzazione delle particelle del microcosmo, definendo
contemporaneamente la possibile direzionalità dell'onda in termini
vettoriali".
Notoriamente, la nostra immaginazione non riesce facilmente a fare a
meno di dare forma agli eventi, perchè il cervello non è incline a
perseguire forme matematiche del tutto astratte come struttura fondante
la propria capacità intuitiva. "L'immagine è più importante della
conoscenza", affermo' Albert Einstein. Come sostiene appunto Paolo
Manzelli, sulla base dei risultati dell'attuale neurofisiologia, per
poter costruire l'immagine il nostro cervello, oltre alla materia ed
energia (= realtà che ci circonda, di cui facciamo parte, come afferma
Proust, sebbene senza conoscerla e conoscerci), ha un indispensabile
bisogno di "PURA INFORMAZIONE" (I) , cioe' di una TRIADE DI FORME DI
ENERGIA. La terza forma fondamentale della Energia e' quella composta da
Pure Onde derivanti dalla interazione della Energia codificata come
vibrazioni (E) e di quella codificata come Materia (M). La somma totale
delle tre forme di Energia delinea una piu completa dimensione del
"Principio della Conservazione della Energia Totale".
*REALTÀ NON-LOCALE IN BIOLOGIA: ASPETTI TEORICI E PRATICI.
Per la prima volta, con l'aiuto della Semeiotica Biofisica
(www.semeioticabiofisica.it) ho osservato un numero veramente notevole
di fatti non spiegabili con le attuali conoscenze di fisiologia e
biologia, a causa della erronea credenza che la realtà è solo "locale".
Procediamo con pochi esempi, estremamente chiari anche ai non addetti ai
lavori.
A) Il drenaggio linfatico manuale di una mammella (= Test della Suzione
Simulata, nel sito citato sopra) provoca l'incremento significativo
della locale vasomozione (= fluttuazione dei microvasi, in seguito alla
migliorata condizione perivascolare o periangio) con conseguente
incremento dell'ossigenazione istangica: nella donna sana, il tempo di
latenza del riflesso mammella-gastrico aspecifico di base è 9,5 sec. ma
sale a 19 sec., raddoppiando cioè il valore di base, dopo il drenaggio
linfatico (= riduzione della "free water" interstiziale e quindi aumento
della locale viscosità dell'interstizio. Simulatenamente, il
miglioramento interessa anche l'ossigenazione della mammella
controlaterale! Non si osserva, invece, nessun mioramento
dell'ossigenazione in altri sistemi biologici.
B) L'applicazione sulla proiezione cutanea del cuore di NIR-LED (Near
Infra Red-Light Emitting Diode), stimolando notoriamente l'attività
respiratoria mitocondriale, come ho dimostrato per la prima volta dal
punto di vista clinico (dati non pubblicati, contenuti nella mia
relazione al Congresso Internazionale di Helsinki, Agosto 2008) causa
l'innalzamento statisticamente significativo dell'ossigenazione
miocardica: nel sano, indipendentemente dall'età, sesso e razza, il
tempo di latenza basale del riflesso cuore-gastrico apecifico è di 8
sec. esatti. In seguito agli effetti della NIR-LED il tl. sale a 16
sec., ancora una volta cioè il tl. raddoppia. Simultaneamente, appena
iniziata l'applicazione, raddoppia anche il valore di ossigenazione nel
polpastrello: il tempo di latenza basale del riflesso polpastrello
digitale-gastrico aspecifico passa dal valore di base di 8 sec. a 16
sec.
C) La palpazione ritmica di un articolazione, per esempio il ginocchio
destro (ma anche l'applicazione sulla stessa articolazione di NIR-LED),
causa in loco attivazione microcircolatoria di tipo I, associato, ed
aumentato apporto di materia-energia-informazione al locale parenchima
(= la "flow-motion" appare immediatamente accentuata). Simultaneamente,
l'ossigenzaione del ginocchio controlaterale e di tutte le altre
articolazioni risulta aumentata, raddoppiando il valore basale.
Analogamenete, la stimolazione del trago di un orecchio provoca
simultaneamente gli stessi fenomeni microvascolari appena descritti
nell'orecchio controlaterale. Al contrario, in questa condizione
sperimentale, non si rileva nessuna modificazione dell'O2 tessutale in
altri apparati e tessuti.
Premesso che non esistono correlazioni nervose che possano rendere
ragione di questi fatti (via riflessa), l'unica spiegazione
soddisfacente delle immediate variazioni microvasali a distanza è
rappresentata dalla teoria della realtà non-locale, fondata
sull'embriogenesi. Infatti, in tutti gli esempi riferiti, e naturalmente
in molti altri non riportati per motivo di spazio, la risposta "a
distanza" alla stimolazione fisica si manifesta esclusivamente in
tessuti composti da cellule con identica origine, in accordo con la
vecchia denominazione di "memoria embriologica". I dati
semeiotico-biofisici, brevemente riferiti, a mio parere, possono offrire
una risoluzione a problemi finora aperti, come i meccanismi d'azione
della terapia omeopatica (Bedside Evaluation of Benefits and risks of
homoeopathy. Sergio Stagnaro, The Lancet, (link),
November 22, 2007) e dei risultati di terapia antiaggregante e
vaso-protettiva con somministrazione di acido-acetilsalicilico a dosaggi
"minimi", a confronto del numero di piastrine e di endoteli.
*Dott. Sergio STAGNARO
Fondatore della Semeiotica Biofisica.
Riva Trigoso (Genova)
www.semeioticabiofisica.it
**Paolo MANZELLI
Coordinatore del Laboratorio di Ricerca Educativa
c/o Dipartimento di Chimica –Università di Firenze
www.edscuola.it/LRE.html