Minori effetti
collaterali, uguale efficacia oncologica. Sono queste le "credenziali"
di Oncentra Prostate, il nuovo sistema di brachiterapia ad alto rateo di
dose (HDR, high dose rate) per il trattamento del tumore alla prostata,
che associa alla tradizionale brachiterapia una innovativa tecnologia di
immagini. Si tratta di immagini in tempi reali, che consentono di
aggredire più accuratamente e selettivamente il tumore, evitando al
tempo stesso di danneggiare zone vulnerabili come il fascio
vascolonervoso, che trasmette gli impulsi al pene per ottenere
l'erezione e lo sfintere striato dell'uretra, che assieme al collo
vescicale, è responsabile della continenza.
Ad oggi la nuova tecnica è stata sperimentata in Germania su 300
soggetti affetti da tumore prostatico ed ha consentito di conservare la
potenza sessuale nel 79% dei casi e di ridurre l'incontinenza urinaria
al di sotto del 2%. Lo studio è stato eseguito dai professori Zamboglou,
Tunn e Baltas dell'Ospedale Universitario di Offenbach. E proprio il
professor Nikolaos Zamboglou sostiene che "con questa nuova tecnologia
di imaging, si possa veramente raggiungere l'obiettivo di avere il
massimo effetto oncologico e ridure al minimo gli effetti collaterali, a
cominciare proprio dall'impotenza".
La brachiterapia è ormai una tecnica sicura ed efficace, proprio come la
Chirurgia e la Radioterapia, nel combattere il tumore della prostata
localizzato. Essa prevede il posizionamento dei piccoli tubi in punti
specifici della prostate e l'inserimento successivo di un isotopo
radioattivo, temporaneamente (HDR) o permanentemente (impianti
piccolissimi), in ciascun tubo al fine di somministrare la dose radiante
appropriata e distruggere il tumore.
Fino ad oggi le immagini ecografiche erano utilizzate esclusivamente
come guida all'impianto degli aghi nella prostata, lasciando alla TAC il
compito di essere utilizzata ai fini della pianificazione del
trattamento radiante.
L'innovazione del sistema Oncentra Prostate sta proprio nell'utilizzo
delle immagini ecografiche tridimensionali anche come base per lo studio
e l'ottimizzazione del piano di trattamento radiante, direttamente in
sala operatoria, non appena la fase di inserimento degli aghi è
terminata. In particolare succede che, acquisite le immagini ecografiche
in Oncentra Prostate, il team composto da urologi, fisici medici e
radioterapisti, delimita le strutture di interesse che saranno la base
per l'elaborazione del piano di cura, che si esaurisce in poco più di
15-20 minuti. In tale fase il software permette di ottimizzare
contemporaneamente la dosimetria e la geometria dell'impianto. Il
vantaggio di essere in sala operatoria permette al medico di correggere
e aggiustare l'impianto dal punto di vista geometrico fino a quando non
si potrà ottenere il migliore piano di cura possibile dal punto di vista
dosimetrico.
Fonte: salute repubblica 22/11/2007
* Aldo Franco De Rose -
Andrologo e Urologo, Genova