Genova Anno V - n°31 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

Aghi radioattivi per la prostata

 

Una nuova metodica basata sui raggi combatte il tumore. E con effetti collaterali molto minori


Aldo Franco De Rose - aldoderose@clicmedicina.it

ProstataMinori effetti collaterali, uguale efficacia oncologica. Sono queste le "credenziali" di Oncentra Prostate, il nuovo sistema di brachiterapia ad alto rateo di dose (HDR, high dose rate) per il trattamento del tumore alla prostata, che associa alla tradizionale brachiterapia una innovativa tecnologia di immagini. Si tratta di immagini in tempi reali, che consentono di aggredire più accuratamente e selettivamente il tumore, evitando al tempo stesso di danneggiare zone vulnerabili come il fascio vascolonervoso, che trasmette gli impulsi al pene per ottenere l'erezione e lo sfintere striato dell'uretra, che assieme al collo vescicale, è responsabile della continenza.


Ad oggi la nuova tecnica è stata sperimentata in Germania su 300 soggetti affetti da tumore prostatico ed ha consentito di conservare la potenza sessuale nel 79% dei casi e di ridurre l'incontinenza urinaria al di sotto del 2%. Lo studio è stato eseguito dai professori Zamboglou, Tunn e Baltas dell'Ospedale Universitario di Offenbach. E proprio il professor Nikolaos Zamboglou sostiene che "con questa nuova tecnologia di imaging, si possa veramente raggiungere l'obiettivo di avere il massimo effetto oncologico e ridure al minimo gli effetti collaterali, a cominciare proprio dall'impotenza".


La brachiterapia è ormai una tecnica sicura ed efficace, proprio come la Chirurgia e la Radioterapia, nel combattere il tumore della prostata localizzato. Essa prevede il posizionamento dei piccoli tubi in punti specifici della prostate e l'inserimento successivo di un isotopo radioattivo, temporaneamente (HDR) o permanentemente (impianti piccolissimi), in ciascun tubo al fine di somministrare la dose radiante appropriata e distruggere il tumore.


Fino ad oggi le immagini ecografiche erano utilizzate esclusivamente come guida all'impianto degli aghi nella prostata, lasciando alla TAC il compito di essere utilizzata ai fini della pianificazione del trattamento radiante.


L'innovazione del sistema Oncentra Prostate sta proprio nell'utilizzo delle immagini ecografiche tridimensionali anche come base per lo studio e l'ottimizzazione del piano di trattamento radiante, direttamente in sala operatoria, non appena la fase di inserimento degli aghi è terminata. In particolare succede che, acquisite le immagini ecografiche in Oncentra Prostate, il team composto da urologi, fisici medici e radioterapisti, delimita le strutture di interesse che saranno la base per l'elaborazione del piano di cura, che si esaurisce in poco più di 15-20 minuti. In tale fase il software permette di ottimizzare contemporaneamente la dosimetria e la geometria dell'impianto. Il vantaggio di essere in sala operatoria permette al medico di correggere e aggiustare l'impianto dal punto di vista geometrico fino a quando non si potrà ottenere il migliore piano di cura possibile dal punto di vista dosimetrico.

Fonte: salute repubblica 22/11/2007

 

* Aldo Franco De Rose - Andrologo e Urologo, Genova


 






 
 
 
 
 
 
 

  



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