Scandagliare gli attuali
percorsi e processi di sviluppo professionale tra i dirigenti delle
aziende del SSN per ipotizzare le possibili politiche di sviluppo
alternative. Questo l’obiettivo del convegno della FIASO, Federazione
Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, in corso oggi a Roma.
l Convegno arriva proprio nel momento in cui nel nostro Paese impazza il
dibattito sulle nomine nella sanità, per il quale in questi giorni da
tutti gli schieramenti politici e non arrivano proposte per approvare
velocemente nuovi criteri e nuove regole.
Secondo la FIASO il nodo sta, non solo nello stabilire dove inizia e
dove deve necessariamente finire l’arbitrio della politica nella
selezione di manager e primari, ma soprattutto nell’approfondire le
possibili politiche alternative di implementazione delle conoscenze e
delle capacità delle risorse umane.
n un settore in continuo cambiamento come quello sanitario, in cui i
bisogni di salute sono sempre più articolati e richiedono modalità
differenti di soddisfazione, è necessario che chi è ai vertici delle
strutture aziendali, sia costantemente aggiornato e preparato a gestire
tali cambiamenti. Da qui l’esigenza di indagare quali siano le
competenze manageriali oggi necessarie alle aziende del SSN,
individuando le carenze esistenti e proponendo percorsi di crescita.
Se dal Ministro della Salute ai Governatori delle Regioni si continua a
discutere su quale sia la soluzione più adatta per eliminare la
commistione fra politica e gestione delle aziende sanitarie e
ospedaliere, la Federazione va oltre questo problema, cercando in primis
di stabilire e costruire l’insieme delle capacità necessarie per gestire
le diverse funzioni aziendali.
Idea della FIASO è che lo sviluppo dei manager non possa esaurirsi con
la formazione universitaria di base e con i percorsi formativi
successivi, ma debba piuttosto arricchirsi attraverso stage e “study
tour” presso altre aziende, partecipazione a progetti di ricerca e
mobilità spontanea o guidata tra le aziende del sistema sanitario
italiano e non. Solo in questo modo i dirigenti potranno avere un
percorso di crescita completo e quindi ci potrà essere una maggiore
professionalizzazione.
La FIASO, per questo, si
è dotata di Laboratori di ricerca in grado di rappresentare un punto di
riferimento scientifico per le Aziende. Ciascun Laboratorio è composto
da un Centro di ricerca universitario, dalla tecnostruttura FIASO, da un
vicepresidente della Federazione, da un gruppo di 10-12 ASL/AO e dai
partner del comparto privato. Tra i molteplici temi trattati nei
Laboratori FIASO vi sono gli “Acquisti centralizzati”, il “Governo del
territorio”, gli “Interventi di edilizia sanitaria”, i meccanismi di
“Governance” nelle aziende del SSN, e infine il Laboratorio dedicato
alla “Formazione” per i quadri dell’alta dirigenza amministrativa,
presentato al Convegno di oggi.
Per quanto riguarda invece il tema di più stretta attualità delle
nomine, secondo Francesco Ripa di Meana, presidente della FIASO, “la
creazione di un registro che permetta di confrontare i curricula degli
aspiranti direttori generali delle ASL/AO, può rappresentare un monito a
scegliere il meglio puntando sulla qualità”. In linea con la posizione
del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo che, in una lettera al
Corriere della Sera, ha indicato nell’istituzione di un elenco, la
soluzione migliore per scegliere i manager più adatti. “Concordiamo – ha
continuato Ripa di Meana – con la proposta di un registro in cui si
rendano evidenti le differenze tra i curricula e con le valutazioni
personali fatte a scadenze prefissate, che possono realmente essere una
vera garanzia di qualità”.
L’importante secondo Ripa di Meana è che vengano stabiliti criteri
precisi: la competenza, la motivazione ad una serie di valori e
strategie ed il curriculum sono sicuramente dei buoni punti di partenza
per arrivare alla scelta delle figure più adatte ad un ruolo di
dirigenza. Se le ingerenze politiche nella sanità sono finalmente ad un
punto di svolta è ancora troppo presto per dirlo, ma sicuramente le
nuove proposte potrebbero assicurare ai cittadini assoluta garanzia di
professionalità e qualità degli operatori sanitari.