Per
la precisione sono in arrivo le lenti a contatto del futuro dotate di
circuiti elettronici e di un display Led, che consentiranno allo
spettatore di zoommare su tutti gli scenari del campo visivo. Non si
tratta di fantascienza ma il passo dagli esperimenti all'uomo dovrebbe
essere breve. Il prototipo, cioè la prima apparecchiatura che dovrà
rispecchiare la produzione successiva, ha funzionato su Rabbit, sul
coniglio. Lo speciale supporto contiene un circuito e una serie di
diodi* che emettono luce rossa. «Guardando attraverso queste lenti è
possibile vedere ciò che i circuiti elettronici stanno generando,
sovrapposto alle immagini che arrivano dal mondo esterno», spiega in un
comunicato Parviz, professore associato di ingegneria elettronica e
riportato da corriere.it. «Per ora si tratta di un piccolo passo, ma già
estremamente promettente. Saranno poi gli stessi utenti a scoprire tutti
i possibili utilizzi di questo speciale supporto. Il nostro obiettivo,
per ora, è stato solo quello di illustrare la tecnologia e dimostrare
che funziona e che è sicura».
*Il diodo è un componente elettronico passivo non lineare a due
terminali (bipolo), la cui funzione ideale è quella di permettere il
flusso di corrente elettrica in una direzione e di bloccarla nell'altra,
la qual cosa viene realizzata ponendo dei vincoli alla libertà di
movimento e di direzione dei portatori di carica.
Il simbolo circuitale del diodo esprime chiaramente questa funzione: il
triangolo indica la direzione che permette il flusso di corrente
elettrica considerato convenzionalmente positivo (dal polo negativo a
quello positivo), mentre la sbarra ne indica il blocco.
Da questa struttura iniziale si sono evoluti nel tempo sia componenti
con struttura più complessa basati su un principio differente, come i
diodi a tempo di transito, sia nuovi dispositivi a tre terminali, come
gli SCR e i Triac, che hanno abbandonato il nome di "diodo".