Genova Anno V - n°30 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

Nuovi trattamenti per l'epatite C


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Schering-Plough ha annunciato oggi l’approvazione, lo scorso 30 ottobre, da parte della Commissione europea, della terapia standard di associazione per 48 settimane con peginterferone alfa-2b (1,5 mcglkg una volta la settimana) e ribavirina (800-1.400 mgldie) per il ritrattamento dei pazienti adulti con epatite C cronica in cui una precedente terapia di associazione con interferone alfa (pegilato o non pegilato) e ribavirina o con solo interferone alfa non aveva prodotto una risposta sostenuta. Il trattamento con peginterferone alfa-2b e ribavirina è la prima e unica terapia di associazione approvata nell’Unione Europea (UE) per il ritrattamento dei pazienti con epatite C che non hanno risposto alla terapia o che hanno avuto una recidiva clinica.

L’approvazione della Commissione europea di questa estensione delle indicazioni per l’associazione peginterferone alfa-2b e ribavirina si traduce in un’autorizzazione all’immissione in commercio a scheda tecnica unificata valida per gli attuali 27 membri della UE più Islanda e Norvegia.

«Questa approvazione rappresenta un’opzione per i numerosi malati di epatite C che sono andati incontro ad un precedente fallimento terapeutico, in quanto dà loro una seconda possibilità di successo» ha dichiarato Nadine Piorkowsky, presidente della European Liver Patient Association (ELPA). «Questi pazienti desiderano eradicare il virus e ora, dopo 12 settimane di ritrattamento con la terapia di associazione con peginterferone alfa-2b e ribavirina, possono capire se hanno buone probabilità di raggiungere la risposta sostenuta al termine di un ciclo terapeutico di 48 settimane».
L’approvazione si basa sui risultati di uno studio clinico non comparativo tuttora in corso (EPIC3)1, in cui 1.336 pazienti con fibrosi da moderata a grave o cirrosi, che non avevano avuto beneficio da una precedente terapia di associazione con interferone alfa e ribavirina, sono stati ritrattati con l’associazione di peginterferone alfa-2b e ribavirina.
In questo studio, la risposta virologica alla 12a settimana di trattamento si è dimostrata un importante fattore predittivo della probabilità di ottenere la risposta virologica sostenuta (SVR — Sustained Virological Responso): il 57 per cento dei pazienti che alla 12 settimana di trattamento avevano I’RNA virale (HCV-RNA) non rilevabile, avevano raggiunto la SVR al termine del ciclo terapeutico di 48 settimane. All’interno di questo sottogruppo, le percentuali di SVR sono state del 59 e del 47 per cento, rispettivamente, nei pazienti in cui non avevano avuto successo precedenti terapie con interferone non pegilato o pegilato.
Nel complesso, circa il 37 per cento dei pazienti arruolati nello studio era caratterizzato da virus non rilevabile alla 12a settimana. Altro dato rilevante: i pazienti che avevano raggiunto una significativa riduzione del virus (superiore a due logaritmi), ma che non riuscivano ad azzerare la carica virale alla 12a settimana, avevano scarse probabilità (6 per cento) di ottenere la SVR. Nel complesso, il 23 per cento dei pazienti arruolati nello studio ha raggiunto la SVR, incluso il 16 per cento di coloro che avevano fallito un precedente trattamento di associazione con peginterferone e ribavirina. La SVR è definita come HCV-RNA non rilevabile a 24 settimane dalla fine del trattamento.

«Sulla base della storia della terapia del paziente, questi risultati con peginterferone alfa2b permettono ai cImici di identificare quali pazienti, in questa popolazione così difficile da trattare, siano candidati al ritrattamento e abbiano maggiori probabilità di raggiungere una risposta virologica sostenuta» ha dichiarato il clinico medico francese Thierry Poynard, docente all’Università di Paris VI — Hòpital Pitié-Salpétrière e coordinatore dello studio. «La predittività della risposta a pegmnterferone alfa-2b significa che i pazienti con virus non rilevabile alla 12a settimana hanno un’ulteriore possibilità di successo, indipendentemente dal fatto che abbiano fallito una precedente terapia con interferone pegilato o non pegilato, e possono essere motivati a continuare la terapia, mentre nei pazienti che non riescono a ottenere una risposta precoce, la terapia può essere interrotta con sicurezza».

Nello studio, il fallimento di una precedente terapia era definito come recidiva o non- risposta a uno o più cicli di cura con interferone alfa associato a ribavirina (HCV-RNA positivo dopo almeno 12 settimane di trattamento). I pazienti che erano HCV-RNA negativi alla 12a settimana di terapia l’hanno proseguita per un totale di 48 settimane e sono stati seguiti per 24 settimane dal termine della terapia.
In base ai risultati di questo studio clinico, la durata raccomandata della terapia di associazione con pegmnterferone alfa-2b e ribavirina nel ritrattamento dei pazienti con un precedente fallimento terapeutico e che hanno il virus non rilevabile alla 12a settimana è di 48 settimane, indipendentemente dal genotipo di HCV.
EPIC (Evaluation of Eeg!ntron in Control of hepatitis O Cirrhosis) è un grande studio clinico multicentrico che si propone di valutare in circa 140 paesi nel mondo i benefici di peginterferone alfa-2b nei pazienti con fibrosi e cirrosi.

 






  

 


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