«Per
i Pronto soccorso sarà una vera tragedia, saranno presi d'assalto -
dice Antonio Corrado Presidente dell'Associazione Italiana Pneumologi
Ospedalieri (AIPO) - soprattutto se l'inverno sarà rigido come
previsto e se la vaccinazione non sarà stata massiccia. Ma le malattie
respiratorie sono un'emergenza sociale tutto l'anno. Sembrano
inarrestabili. Aumentano soprattutto tra le donne che, di voler smettere
di fumare, non ci pensano proprio. Prepariamoci, in un domani molto
prossimo, ad un'Italia di invalidi».
«Sono nove milioni gli italiani che soffrono di allergie respiratorie
e di questi quattro milioni finiscono ricoverati in ospedale - dice
Antonio Corrado, Direttore della Terapia Intensiva Pneumologica di "Careggi"
Firenze e Presidente del Congresso Nazionale AIPO e UIP con la
co-presidenza di Cesare Saltini che si apre a Firenze il 4 dicembre -
Le malattie dei bronchi e dei polmoni colpiscono circa dieci milioni di
italiani e otto di questi soffrono di una malattia respiratoria cronica.
In Italia sono quasi tre milioni le persone che soffrono di
broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) che, nel nostro Paese, il
dato è veramente preoccupante, provoca 50 decessi al giorno. Secondo
l'Organizzazione Mondiale della Sanità la BPCO attualmente è la quarta
causa di morte nei Paesi industrializzati: nel 2020 sarà la terza causa
di morte e la quinta causa di invalidità nel mondo. Ed è proprio
l'invalidità che preoccupa i pneumologi ospedalieri. Se non si corre ai
ripari- soprattutto nei confronti del fumo e dell'inquinamento- l'Italia
rischia di avere un esercito di invalidi. Secondo l'OMS, le 5 più
importanti malattie respiratorie non solo causano il 17 per cento di
tutte le morti, ma sono anche responsabili del 13 per cento di tutti gli
anni di vita in buona salute persi per invalidità. Le malattie
respiratorie, in Italia, sono la terza causa di morte dopo le malattie
cardiovascolari e le neoplasie. Questo è lo scenario sul quale il
Congresso di Firenze discute per dare risposte all'emergenza non solo in
chiave medica ma anche sociale dal momento che il nuovo Piano Sanitario
ha incluso le malattie respiratorie fra le grandi patologie, insieme a
quelle cardiovascolari, ai tumori e al diabete. Una decisione storica».
Inverno & Influenza: iniziato il conto alla rovescia
«I meteorologi prevedono un inverno molto rigido e con frequenti
sbalzi di temperatura - spiega Antonio Corrado - E questo non può
che preoccupare. Ci aspettiamo quindi una tragedia per i pronto soccorso
che saranno, anche quest'anno, presi d'assalto e sarà difficile riuscire
a fronteggiare le richieste. La situazione potrebbe precipitare se
dovesse risultare che la vaccinazione non è stata così generalizzata
come ci si auspica e se si dovesse constatare che il virus previsto per
il vaccino non è esattamente quello che arriva in Italia. Un inverno
particolarmente rigido può rendere l'influenza particolarmente
aggressiva. La bassa temperatura corporea favorisce, infatti, la
replicazione virale. La temperatura molto bassa facilita l'insorgenza
del raffreddore, che crea problemi dato che disattiva sistema della
termostatizzazione naturale. In pratica, ai polmoni dovrebbe giungere
un'aria priva di batteri e comunque la più depurata possibile e questo
viene garantito dalle prime vie aeree. Ma se per colpa del raffreddore
il naso viene messo fuori uso ecco che il sistema di termostatizzazione
naturale salta. Si respira con la bocca e l'aria che inaliamo non è più
"filtrata" e adeguatamente umidificata. Gli sbalzi termici sono
ugualmente pericolosi perché si corre il rischio di sudare e poi
raffreddarsi repentinamente. Un'alternanza che non fa certo bene
all'organismo che diventa così più vulnerabile».
Fibrosi polmonare: un killer che avanza
«La fibrosi polmonare idiopatica è un vero killer - dice
Cesare Saltini, co-presidente con Antonio Corrado del Congresso
dell'Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO) e dell'Unione
Italiana per la pneumologia (UIP). Cesare Saltini è Ordinario
all'Università di Tor Vergata e Responsabile dell'Unità Malattie
Respiratorie del Policlinico "Tor Vergata" di Roma - La più
pericolosa fra le malattie interstiziali respiratorie. Basti pensare che
la sopravvivenza dopo la diagnosi, che purtroppo è tardiva nella gran
parte dei casi, è mediamente intorno ai tre anni. Un problema nel
problema è infatti l'individuazione della malattia nel paziente, perché
i sintomi sono spesso sottovalutati. Della fibrosi polmonare idiopatica
non si conosce la causa. L'evoluzione della malattia è inizialmente
molto lenta. Non esiste, ad oggi, una cura efficace, ma sono in corso di
sperimentazione diversi nuovi farmaci, efficaci almeno nell'arrestare la
progressione della malattia ».
Tumore del polmone. Una buona notizia: c'è una TAC che lo
"stana" prima
«La grande novità, in assenza di terapie mediche risolutive e
con la chirurgia che rimane l'unica arma - dice Saltini - è
rappresentata dalla possibilità di individuare tumori di cinque
millimetri nel polmone del soggetto 3-4 anni prima che si manifesti la
malattia con un sintomo preciso. E' una tecnica cinque volte più
sensibile della radiografia del torace. Questa metodica è in fase
sperimentale: utilizza una TAC multistrato. Conoscendo la gravità del
tumore del polmone, l'assenza di farmaci "curativi" ed i limiti della
chirurgia, questo passo in avanti rappresenta la possibile svolta
davanti ad un grande killer. L'incidenza del tumore del polmone è
stazionaria: è al terzo posto in termine di frequenza tra le neoplasie
diagnosticate negli uomini (14,2 per cento di tutti i tumori) mentre è
al quarto posto tra le donne (4,6 per cento di tutti i tumori). E'
invece la prima causa di morte per tumore tra i maschi e la terza tra le
donne. Nel 2005 i nuovi casi di tumore del polmone sono stati 32730 (
25791 negli uomini e 6939 nelle donne). Il fatto che l'incidenza sia
rimasta stazionaria, in minimo declino fra gli uomini e in aumento tra
le donne, non è una bella notizia»
Fumo: il sorpasso delle donne
Fumo, ultimo rapporto. Le donne ad un passo dagli uomini. Sette
milioni gli uomini che fumano, cinque le donne. Sulla prima sigaretta il
sorpasso è già avvenuto. Sul numero totale dei fumatori che accendono la
prima sigaretta il distacco si è ridotto a cinque punti percentuale.
«E' questa la più preoccupante realtà dell'epidemiologia del fumo -
dice Sandra Nutini, Responsabile del Gruppo di Studio Prevenzione fumo
di tabacco e ambiente dell'AIPO e Direttore dell'Unità Operativa di
Pneumologia 2 Azienda Ospedaliera Universitaria "Careggi", Firenze -
Sono i giovani ma soprattutto le donne che non vogliono sentir parlare
di smettere o di evitare di cominciare. Iniziano prima, fumano molto e
sono refrattari ai divieti e alle raccomandazioni della Legge Sirchia.
Ma il quadro diventa ancor più grave se si pensa che un giovane su dieci
fuma mentre guida la moto e tre su dieci alla guida dell'auto. Il
sorpasso delle donne sugli uomini è già avvenuto per l'età della prima
sigaretta. Prima dei 15 anni sono quasi 28 su cento le adolescenti che
accendono la prima sigaretta, i maschi sono quasi 26. Un sorpasso
impensabile solo una decina di anni fa».
Una speranza dal Parlamento
«La FIMPST, in collaborazione con AIPO, SIMeR e Associazioni
di Pazienti- dice Antonino Mangiacavallo, Presidente della Federazione
Italiana contro le Malattie Polmonari Sociali e la Tubercolosi (FIMPST)
ha presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge che prevede
nuove norme per il trattamento delle malattie croniche dell'apparato
respiratorio, con particolare riguardo per la Broncopneumopatia cronica
ostruttiva (BPCO). La proposta di legge, che vede firmatari
rappresentanti di tutti i gruppi Parlamentari presenti alla Camera,
prevede una serie di interventi a favore dei pazienti affetti dalle
suddette patologie, in particolare il riconoscimento per la BPCO di
"malattia sociale" così come avvenuto in passato per l'asma bronchiale.
Oltre ai benefici previdenziali ed assistenziali, ciò permetterebbe ai
milioni di pazienti affetti da BPCO di rientrare fra gli esenti dalla
partecipazione alla spesa sanitaria, cioè non graverebbero sui pazienti
i ticket su esami e farmaci».