Genova Anno V - n°30 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

Basta con queste accuse di malasanità


Lanfranco Del Sasso * - redazione@clicmedicina.it

Basta con queste gratuite accuse di malasanità che, nella stragrande maggioranza, addirittura si sfiora la totalità, risultano infondate con la piena assoluzione dell’ ortopedico e del traumatologo. Da anni chiediamo una legislazione precisa alle Isituzioni e una migliore attenzione ai media. Tutto sembra inutile. Si continua a porre sul banco degli imputati il chirurgo con le prevedibili conseguenze di una demolizione della sua figura professionale e un aumento del costo delle polizze assicurative. Questa situazione può provocare la nascita e il suo successivo sviluppo della medicina difensiva per evitare il più possibile di finire nel grande contenitore delle accuse di malasanità. E quando un medico si pone sulla difensiva per il timore di essere accusato di aver sbagliato siamo di fronte ad una sconfitta della medicina.


Altra conseguenza è che i giovani medici stanno evitando di iscriversi alla Scuola di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia. In pratica, si “difendono” da un domani pieno di incognite e di rischi. Gli Ortopedici e i Traumatologi italiani potrebbero anche arrivare ad uno “sciopero bianco” e cioè operare solo i malati che hanno una patologia necessaria di un intervento urgente ed in emergenza e non eseguire interventi su pazienti sofferenti di una patologia di elezione.


C’è un altro tema che vorrei sottolineare e proporre alle Istituzioni dalla tribuna del Congresso della SIOT. Riguarda l’apertura degli ospedali agli specializzandi. E questo per consentire ai giovani chirurghi di poter fare quella pratica che attualmente non è possibile compiere durante il percorso che precede la laurea. Abbiamo bisogno di chirurghi preparati, aggiornati, al passo con i tempi. Nei limiti del possibile queste caratteristiche devono essere presenti anche nel giovane specialista. Sono doti che si affineranno con l’esperienza. Ma se non consentiamo agli specializzandi di vivere la realtà della sala operatoria e cioè di accumulare dottrina e, nello stesso tempo, di vivere le dinamiche di un intervento chirurgico, avremo sempre più una classe medica non all’altezza delle richieste dei pazienti e sempre più demotivata.


Sono necessari a questo proposito un provvedimento ad hoc e la selezione di ospedali attrezzati. La SIOT fin d’ora è disponibile a collaborare affinché questo progetto delle sale operatorie aperte agli specializzandi possa tradursi in una realtà. L’insegnamento tradizionale spetta all’Università ma l’Ospedale, quello attrezzato e al passo con i tempi, può benissimo assolvere al compito di tutor dei futuri Ortopedici e Traumatologi sotto la guida del Direttore della Scuola di specializzazione. Verrebbe così a cadere quella differenza fra Università e Ospedale che, purtroppo, regna nella realtà di oggi.


Un’altra proposta, anche questa rivolta al Ministero della Salute è quella di assegnare alle Società Scientifiche un ruolo preminente di provider per l’Educazione continua in Medicina. Le Società Scientifiche hanno l’esperienza e la capacità di assicurare e garantire uno sviluppo notevole nella gestione dell’ECM, gestione che andrebbe rivista.


Infine, mi fa piacere sottolineare ai media il grande livello dell’Ortopedia e della Traumatologia della Scuola italiana che emerge dal Congresso di Bologna. La Scuola italiana non solo è al passo con le più prestigiose Scuole straniere ma addirittura in alcuni settori è all’avanguardia come dimostra la larga presenza qui a Bologna di esperti di altri Paesi, esperti che sono arrivati al Congresso per trasmettere le loro esperienze ma anche per apprendere. E noi italiani abbiamo tanto da insegnare.

 

* Lanfranco Del Sasso — Presidente SIOT


 






  

 


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