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Adriana
Albini
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L’interesse per la
prevenzione di patologie ad alta incidenza nella nostra società, quali
il cardiovascolare e i tumori, ha acquistato in questi anni sempre più
rilevanza per il suo impatto sulla sopravvivenza, e grande sviluppo ha
avuto la prevenzione farmacologia, che si occupa di individuare molecole
naturali o sintetiche in grado di arrestare i processi patologici che
portano allo sviluppo di malattie tumorali.
“Dal momento che un trattamento preventivo deve essere protratto nel
tempo – spiega Adriana Albini, responsabile ricerca oncologica
dell’Istituto Scientifico MultiMedica - , requisito fondamentale di
queste molecole è che siano poco tossiche per evitare che il costo, in
termini di effetti collaterali, sia maggiore del beneficio. Per questa
ragione l’interesse degli scienziati si è rivolto a molecole di origine
naturale presenti negli alimenti e bevande.”
Recenti studi hanno dimostrato come diminuiscono il rischio di tumore
derivati della dieta come il tè verde, la curcumina del curry, gli
isoflavoni della birra e del vino, le vitamine del gruppo A ed E, il
selenio, la soia.
Tra i molti composti che hanno mostrato un notevole potenziale
terapeutico vi sono i flavonoidi, composti polifenolici presenti negli
alimenti e dotati di proprietà antiossidanti, in grado di proteggere
l’organismo dal danno ossidativo provocato dai radicali liberi
Su questo fronte una novità arriva da MultiMedica e dall’Istituto
Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova: la dott.ssa Adriana
Albini (Milano) e la dott.ssa Nicoletta Ferrari (Genova), e i
giovaniricercatori Raffaella dell’Eva e Nicola Vannini, rendono noti in
questi giorni sulla rivista internazionale Cancer i dati emersi da uno
studio innovativo in cui lo Xantumolo, contenuto nel luppolo della
birra, possiede proprietà antileucemiche sorprendenti e a dosi basse.
La pianta del luppolo e le sue infiorescenze femminili (hop cones o hops),
utilizzate comunemente nell’industria della birra per conferire alla
bevanda sapore ed aroma caratteristici, contengono diversi tipi di
flavonoidi prenilati, che hanno mostrato un’attività anti-tumorale in
sistemi sperimentali di laboratorio. Tra questi lo Xantumolo (XN), un
costituente della birra luppolata, è il più abbondante.
“I nostri studi mostrano come lo Xantumolo possa inibire
proliferazione e vitalità di cellule tumorali. Lo Xantumolo – spiega
Adriana Albini - ha evidenziato la capacità di indurre la morte per
apoptosi delle cellule leucemiche e di interferire con le cellule
endoteliali inibendo l’angiogenesi, uno dei fenomeni che spesso occorre
durante le fasi acute nei pazienti leucemici. Questa ‘doppia’ capacità
sia di colpire direttamente le cellule maligne, sia di inibire le
cellule endoteliali sottolinea ancor più le promettenti caratteristiche
anti-tumorali di questo composto e ne suggerisce un suo uso come
chemiopreventivo ovviamente in combinazione con altri farmaci.
Le birre contengono una bassa concentrazione di xantumolo: dunque
bisogna pensare a una possibile formulazione farmacologia della
molecola. Ovviamente la birra è una bevanda alcolica che va consumata
con moderazione ma è interessante che presenti proprietà anti-ossidanti
e chemioprotettive.”
Un’altra importante novità, presentata oggi in anteprima a Milano, è la
scoperta del gruppo di ricerca oncologica dell’Istituto Scientifico
MultiMedica, con i giovani Nicola Vannini, Rosaria Cammarota e Girieca
Lorusso (MultiMedica e CBA di Genova), che un derivato sintetico dei
terpeni oleanici, chiamata CDDO-Me, è un potente “farmaco”
anti-angiogenico e anti-infiammatorio.
I terpeni sono oli essenziali, il più noto è il limonane che si trova
nella scorza degli agrumi.
I dati saranno pubblicati on line domani, sabato 1° dicembre, sulla
rivista del gruppo Cancer Research Molecular Cancer Therapeutics.
Date le promettenti attività di questo terpenoide sintetico, il
Professor Michael Sporn, padre della chemioprevenzione che collabora con
MultiMedica, sta promuovendo studi clinici di fase I negli Stati Uniti
per varie neoplasie.