Genova Anno V - n°31 - 23.11.2007 Pagine Nazionali

del 03/12/2007

Dal luppolo della birra e dagli oli essenziali molecole contro il cancro


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Adriana Albini

Adriana Albini *

 

L’interesse per la prevenzione di patologie ad alta incidenza nella nostra società, quali il cardiovascolare e i tumori, ha acquistato in questi anni sempre più rilevanza per il suo impatto sulla sopravvivenza, e grande sviluppo ha avuto la prevenzione farmacologia, che si occupa di individuare molecole naturali o sintetiche in grado di arrestare i processi patologici che portano allo sviluppo di malattie tumorali.

“Dal momento che un trattamento preventivo deve essere protratto nel tempo – spiega Adriana Albini, responsabile ricerca oncologica dell’Istituto Scientifico MultiMedica - , requisito fondamentale di queste molecole è che siano poco tossiche per evitare che il costo, in termini di effetti collaterali, sia maggiore del beneficio. Per questa ragione l’interesse degli scienziati si è rivolto a molecole di origine naturale presenti negli alimenti e bevande.”

Recenti studi hanno dimostrato come diminuiscono il rischio di tumore derivati della dieta come il tè verde, la curcumina del curry, gli isoflavoni della birra e del vino, le vitamine del gruppo A ed E, il selenio, la soia.
Tra i molti composti che hanno mostrato un notevole potenziale terapeutico vi sono i flavonoidi, composti polifenolici presenti negli alimenti e dotati di proprietà antiossidanti, in grado di proteggere l’organismo dal danno ossidativo provocato dai radicali liberi

Su questo fronte una novità arriva da MultiMedica e dall’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova: la dott.ssa Adriana Albini (Milano) e la dott.ssa Nicoletta Ferrari (Genova), e i giovaniricercatori Raffaella dell’Eva e Nicola Vannini, rendono noti in questi giorni sulla rivista internazionale Cancer i dati emersi da uno studio innovativo in cui lo Xantumolo, contenuto nel luppolo della birra, possiede proprietà antileucemiche sorprendenti e a dosi basse.

La pianta del luppolo e le sue infiorescenze femminili (hop cones o hops), utilizzate comunemente nell’industria della birra per conferire alla bevanda sapore ed aroma caratteristici, contengono diversi tipi di flavonoidi prenilati, che hanno mostrato un’attività anti-tumorale in sistemi sperimentali di laboratorio. Tra questi lo Xantumolo (XN), un costituente della birra luppolata, è il più abbondante.

“I nostri studi mostrano come lo Xantumolo possa inibire proliferazione e vitalità di cellule tumorali. Lo Xantumolo – spiega Adriana Albini - ha evidenziato la capacità di indurre la morte per apoptosi delle cellule leucemiche e di interferire con le cellule endoteliali inibendo l’angiogenesi, uno dei fenomeni che spesso occorre durante le fasi acute nei pazienti leucemici. Questa ‘doppia’ capacità sia di colpire direttamente le cellule maligne, sia di inibire le cellule endoteliali sottolinea ancor più le promettenti caratteristiche anti-tumorali di questo composto e ne suggerisce un suo uso come chemiopreventivo ovviamente in combinazione con altri farmaci.
Le birre contengono una bassa concentrazione di xantumolo: dunque bisogna pensare a una possibile formulazione farmacologia della molecola. Ovviamente la birra è una bevanda alcolica che va consumata con moderazione ma è interessante che presenti proprietà anti-ossidanti e chemioprotettive.”


Un’altra importante novità, presentata oggi in anteprima a Milano, è la scoperta del gruppo di ricerca oncologica dell’Istituto Scientifico MultiMedica, con i giovani Nicola Vannini, Rosaria Cammarota e Girieca Lorusso (MultiMedica e CBA di Genova), che un derivato sintetico dei terpeni oleanici, chiamata CDDO-Me, è un potente “farmaco” anti-angiogenico e anti-infiammatorio.
I terpeni sono oli essenziali, il più noto è il limonane che si trova nella scorza degli agrumi.
I dati saranno pubblicati on line domani, sabato 1° dicembre, sulla rivista del gruppo Cancer Research Molecular Cancer Therapeutics.
Date le promettenti attività di questo terpenoide sintetico, il Professor Michael Sporn, padre della chemioprevenzione che collabora con MultiMedica, sta promuovendo studi clinici di fase I negli Stati Uniti per varie neoplasie.


 






 
 
 

  



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